Settimana dopo settimana, il saluto di Antonio Conte è apparso sempre più probabile. Dopo Napoli-Udinese, ultima partita del campionato, tutto è stato confermato: il tecnico pugliese non guiderà gli azzurri nella prossima stagione. Il giro di campo al termine della sfida, vinta 1-0 con il goal di Hojlund, è stato il preludio alla conferenza in cui l'ex Inter e il presidente De Laurentiis si sono presentati fianco a fianco.
Una conferenza in cui in seguito ad una prima domanda per lo stesso Conte, ha preso la parola De Laurentiis: "Antonio un mese fa mi ha chiamato e detto di incontrarci, mi ha detto Aurelio lo sai, siamo amici. Io gli ho detto per me qui è casa tua, ma se tu non ti senti sereno col fatto che il Napoli non può essere il PSG, il Barcellona, il Real, il Bayern, una delle 5 big inglesi... Noi dobbiamo rispettare determinati budget e non andare oltre. Poi il campionato italiano come qualità non è strardinaria, ci sono complicazioni legate a FIGC, classe arbitrale, procuratori che vogliono sempre dire la loro, il ministro dello sport...".
Conte è intervenuto subito dopo, togliendosi parecchi sassolini dalle scarpe: "Mai mi sognerò di fare campionati anonimi e accompagnare il morto, dopo Bologna ero pronto anche a farmi da parte. Una parte della campagna acquisti non era entrato in sintonia col vecchio gruppo ed era giusto prendersi responsabilità. Ho incontrato un gruppo con cui ci siamo parlati in modo vero, bisognava remare dalla stessa parte e ripartire. Io un mese fa ho chiamato i presidente, ho detto Aurelio in virtù dell'amicizia che abbiamo ho avvertito che qui il mio percorso sta per terminare. Non avevo voluto sapere niente, né i programmi".
"A Napoli non sono riuscito a portare compattezza e se non riesci a farlo diventa difficile combattere. Ho visto tanto veleno, zizzania. Napoli non ha bisogno di chi attacca per un like, ha bisogno di gente seria, di voler bene alla squadra. Invece quste persone dovrebbero allontanarsi perché sono negative. Io ho capito che l'ambiente, che per me era fondamentale compattare, non era possibile farlo. Quando te ne rendi conto, c'è da parte mia la soddisfazione e l'onore di aver allenato il Napoli. Ringrazio il presidente perché mi ha consenttio di conoscere e vivere Napoli nel profondo e il tifoso mi ha capito. La critica costruttiva è giusta, ma in questi due anni... Anche il primo anno".
