Proprio qualche giorno fa Caldara, la cui carriera è stata frenata da una lunga serie di infortuni, aveva rilasciato un'intervista al 'Corriere della Sera' raccontando il suo calvario e la voglia di tornare a sentirsi un calciatore.
"Mai pensato al ritiro? Una mezza volta sì, vedevo la mia carriera quasi finita. Quando tutti ti dicono che sei finito, ti convinci che sia vero. Ho capito che non dovevo intestardirmi, certi livelli non li avrei più raggiunti. Dovevo lottare almeno per tornare a giocare a calcio. Non ho mai sofferto di depressione. Mi hanno salvato la famiglia, i genitori e Antonio, mental coach che mi ha aiutato nell'anno a La Spezia.
Ho ritrovato la gioia di giocare. Sono tornato bambino, apprezzo il non sentire dolore, la tensione del prepartita, anche le fatiche del ritiro che non facevo da anni. Andrea Catellani, il direttore sportivo, mi chiamava tutti i giorni. A Milano con l'amministratore delegato Matteo Rivetti ho sciolto ogni dubbio.Mister Bisoli poi mi ha fatto riassaporare il gusto di giocare a calcio, ricordandomi papà".