Una partita fondamentale per entrambe le squadre, l’ultimo vero traguardo di una stagione complicata: alla fine, a giocarsi la finale di Coppa Italia contro l’Inter sarà la Lazio.
In avvio meglio i padroni di casa, che in diverse occasioni si rendono pericolosi dalle parti di Motta, senza però riuscire a sbloccare il match per imprecisione o per le chiusure decisive del portiere e della difesa biancoceleste. I ritmi poi calano progressivamente, nonostante il pallino del gioco resti in mano all’Atalanta, con diversi errori individuali a caratterizzare la prima frazione.
Come accaduto nel primo tempo, anche a inizio ripresa la Dea parte meglio: Krstovic, da buona posizione, calcia centralmente su un gran passaggio di De Ketelaere, sprecando una sorta di rigore in movimento. Episodio chiave a metà gara: cross in area della Lazio, con Gila che tocca il pallone con il braccio tra le proteste nerazzurre. L’azione prosegue e Motta perde palla, Krstovic serve Ederson che insacca a porta vuota. L’arbitro inizialmente convalida, ma viene poi richiamato al VAR per rivedere entrambi gli episodi: niente rigore e fallo in attacco del montenegrino, si resta sullo 0-0 tra le proteste dei padroni di casa.
Nel finale succede di tutto: all’84’ la Lazio passa in vantaggio su calcio d’angolo, con Zaccagni che dalla bandierina trova Romagnoli sul secondo palo, bravo a insaccare di mancino. La Dea si riversa in avanti e trova il pareggio: Krstovic difende palla spalle alla porta e serve Pasalic, che dal limite conclude con il mancino trovando una deviazione di Taylor che beffa Motta.
Nei tempi supplementari è ancora l’Atalanta a fare la partita: Raspadori trova anche il goal del vantaggio, ma la rete viene annullata per un fuorigioco millimetrico di Zappacosta, autore dell’assist. Nessuna delle due squadre riesce a trovare il guizzo decisivo e la sfida si decide ai calci di rigore: un super Motta respinge ben quattro rigori e la Lazio passa il turno.




