L’Atalanta torna a muovere la sua classifica, ma lo fa compiendo un unico passettino che di fatto non gli consente di rilanciarsi con decisione all’inseguimento delle squadre che attualmente occupano le ultime posizioni che valgono una qualificazione alla prossima Champions League.
Gli orobici si mettono alle spalle le due sconfitte consecutive patite contro Lecce e Milan, ma non vanno oltre al pareggio senza reti in casa contro una buona Udinese. Porte inviolate dunque, ma la gara ha comunque offerto spunti interessati e regalato qualche emozione.
Più equilibrato il discorso nel primo tempo, quando gli ospiti sono riusciti a rendersi pericolosi con maggiore costanza e ad andare anche ad un passo dal possibile vantaggio con Beto (splendida uscita di Musso al 28’), mentre nella ripresa l’Atalanta è riuscita a far valere la propria maggiore qualità tecnica e far suo un predominio territoriale che, a partite dall’ora di gioco, si è fatta via via sempre più evidente.
A frenare la Dea qualche decisione errata in fase di finalizzazione, la serata non proprio da incorniciare di alcuni uomini di punta, ma anche la prova diligente di un’Udinese (ma anche un miracolo nel finale di Silvestri) che ha saputo anche soffrire, coprirsi quando c’era da provare a chiudere le linee di passaggio e poi tentare qualche sortita offensiva in contropiede.




