Dopo l'1-4 contro la Fiorentina e l'esonero di Davide Nicola, sabato a Parma esordisce Marco Giampaolo – ecco cosa aspettarsi dal nuovo allenatore.
| Retrocessione | Netbet | William Hill | Sisal |
|---|---|---|---|
| Cremonese | 1.55 | 1.55 | 1.5 |
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Perché questa volta a Davide Nicola non è riuscito il miracolo
Sabato alle ore 15.00 la trasferta sul campo del Parma vedrà il debutto di Marco Giampaolo sulla panchina della Cremonese. Il nuovo allenatore grigiorosso ha sostituito Davide Nicola, che nelle ultime 15 giornate aveva racimolato quattro punti. E dunque nemmeno 0,27 in una fase che non ha mai visto le "Tigri" vincere.
La crisi partita definitivamente con lo 0-1 del 13 dicembre sul campo del Torino ha fatto precipitare la Cremonese dal nono al terzultimo posto. Poi lunedì il tracollo definitivo si è evidenziato nell'1-4 davanti al proprio pubblico contro la Fiorentina, nel quale dopo un approccio volenteroso e una grande parata del portiere gigliato David De Gea le "Tigri" si sono sciolte come la neve al sole.
Ma al di là delle difficoltà tattiche, il principale fattore che ha portato all'esonero dell'allenatore torinese è la gestione dello spogliatoio diventata tossica, frammentata e insostenibile. E questo è avvenuto perché a questo giro il ricorso ossessivo di Nicola a concetti puramente motivazionali e a un calcio basato sull'intensità nervosa è stato rigettato dai giocatori.
Soprattutto due casi emblematici hanno perfettamente incarnato l'anarchia interna e la perdita di controllo da parte dello staff tecnico. Il primo riguarda David Okereke, che era stato ai margini a fine agosto per poi riapparire nell'1-2 a Lecce. E otto giorni dopo proprio l'attaccante nigeriano ha siglato la rete della bandiera contro la Fiorentina.
Il secondo, e allo stesso tempo più dirompente, è la gestione del veterano Jamie Vardy. Inutile dire che l'ex Leicester e della Nazionale inglese era giunto alla Cremonese con enormi aspettative mediatiche, oltreché ovviamente tattiche. Ma è diventato rapidamente un corpo estraneo e l'assenza contro la Fiorentina – ufficialmente per infortunio – è seguita a ripetute esclusioni e panchine.
Ecco i cambiamenti che dovrebbe apportare Marco Giampaolo
Giampaolo, che aveva già guidato la Cremonese nella stagione 2014/15 in Lega Pro, ha sottoscritto un contratto fino al 30 giugno 2027. Si tratta di una durata totalmente inusuale per un allenatore che subentra in una zona retrocessione. Ma a pensarci bene indica chiaramente la volontà delle "Tigri" di avviare un nuovo progetto tecnico che prescinda dalla categoria.
E se Nicola storicamente aveva impostato la Cremonese su un 3-5-2 e – in alternativa – su un 3-4-2-1, Giampaolo si colloca all'estremo opposto. Da "fondamentalista" della difesa a quattro il tecnico svizzero-abruzzese ha attuato, per esempio a Empoli e alla Sampdoria, il 4-3-1-2 con il trequartista classico. In alternativa utilizza il 4-3-3 o il 4-2-3-1, che anch'essi hanno in comune una linea difensiva altissima e l'applicazione della trappola del fuorigioco.
Nell'esperienza della scorsa stagione Giampaolo era subentrato a novembre a un Lecce che aveva racimolato nove punti in dodici turni e siglato cinque reti. Poi, a partire da un Nikola Krstovic nel frattempo passato all'Atalanta, aveva rivitalizzato elementi chiave. A ciò si aggiunge, però, il capolavoro psicologico e umano dopo l'improvvisa scomparsa dello storico fisioterapista Graziano Fiorita.
Ma è altrettanto vero che Giampaolo, dunque, era subentrato a novembre e aveva avuto 26 partite e il mercato di riparazione a disposizione. Alla Cremonese invece è subentrato dopo il 29° turno e con una rosa completamente sfilacciata. Come se non bastasse lo aspetta un calendario difficilissimo e la media di 0,96 punti raccolti a Lecce con le "Tigri" gli frutterebbe 8,6 punti.
Dunque, quali sono le speranze di salvezza per la Cremonese?
Dopo 29 giornate in Serie A, la Cremonese viaggia a 24 punti e a tre lunghezze di svantaggio dal Lecce quartultimo in classifica. Dunque, i salentini ne hanno raccolti 27 – con una media di 0,93 a partita. Proiettandola sulle 38 giornate, chiuderebbe la Serie A a 35, 36 punti – mentre la Fiorentina proseguendo con la sua attuale media finirebbe a 36,6.
Questo significa che la Cremonese nelle prossime nove giornate deve quantomeno raccogliere tra gli undici e i dodici punti per non doversi affidare agli scontri diretti o alla classifica avulsa. In altri termini le serve una media di 1,33 punti dopo quella di neanche 0,27 nelle ultime 15 gare della gestione Nicola. E per questo motivo l'impresa richiesta a Giampaolo assume proporzioni titaniche.
Anche perché in due di questi nove incontri la Cremonese affronterà rispettivamente nel 34° e nell'ultimo turno due squadre in piena lotta Champions come il Napoli e il Como. E fra gli altri avversari particolarmente ostici troviamo il Bologna che approderà a Cremona il 4 aprile dopo la sosta, e la Lazio che le "Tigri" troveranno in trasferta a inizio maggio.
Dunque, realisticamente parlando, la Cremonese è sostanzialmente costretta a imporsi in tutte le altre cinque uscite che l'aspettano fino alla fine del campionato. E quindi non solo in casa contro un Pisa che finora ha collezionato sei punti in meno, ma anche contro il Parma, il Cagliari, il Torino e l'Udinese. Con in particolare i ducali, i sardi e i friulani che davanti al proprio pubblico sono tutt'altro che clienti semplici.
In questo periodo non tutti i bookmaker principali offrono quote sulla lotta salvezza in Serie A. Dopo che fino all'1-4 contro la Fiorentina erano oscillate intorno all'1.90, ora in buona parte viaggiano tra l'1.50 e l'1.55. Solo le gare a ridosso della sosta contro Parma e Bologna ci diranno se le quote torneranno a salire e la Cremonese diventerà una scommessa di valore.

