Non segnava da un mese esatto, dalla partita d'andata con il Nantes, sedicesimi di Europa League. Da lì in poi un digiuno, condito anche da un rigore sbagliato contro la Sampdoria.
Ed è proprio dal dischetto che si è chiuso il momento senza goal di Dusan Vlahovic, che a Frburgo si è visto prima annullare la prima marcatura per fuorigioco, ma poi si è sbloccato, battendo dagli 11 metri Flekken con un tiro potente e centrale, che il portiere olandese ha anche sfiorato.
Ai microfoni di Sky Sport, dopo la partita, il serbo ha parlato del momento e del rapporto coi suoi compagni di squadra:
"Ringrazio la squadra per essermi stata vicina, perché siamo un gruppo unito. Abbiamo passato tante cose, li ringrazio tanto e mi ha fatto piacere vedere questa cosa, ora devo aiutare ancora di più".
Numeri alla mano, Vlahovic è il giocatore che ha segnato di più da quando è arrivato in bianconero a oggi: 20 goal contro i 9 di Moise Kean e Rabiot.
Anche per questo però, l'attaccante classe 2000 è stato criticato quando non segnava. Lui però, non sembra averci fatto caso:
"Ho cercato di tenermi fuori da queste cose, non ho letto niente. Sono momenti così: quando segni va tutto bene, quando non fai goal va tutto male. Io cerco sempre di non leggere niente, non do importanza a queste cose. Penso solo a lavorare, restare umile e fare più goal possibili perché per noi è importante che vinca la squadra".
Ora Vlahovic si gode il rapporto ritrovato con la rete, ma non può distrarsi: domenica c'è il derby d'Italia con l'Inter, con un occhio alla Coppa Italia e, soprattutto, all'Europa League. Vincerla, vorrebbe significare per la Juventus ottenere la qualificazione in Champions.
"Dobbiamo continuare a lavorare ancora con più determinazione e umiltà. Dobbiamo pensare partita per partita e centrare gli obiettivi".


