Alessandro Nesta e quell'arrivo all'Intermai diventato realtà. Lo svela Christian Vieri, che nella sua biografia racconta il clamoroso aneddoto di mercato sull'ex stopper della Lazio. Ma non solo...
'Chiamatemi bomber', questo il titolo del libro, viene anticipato in alcuni suoi passaggi dalla 'Gazzetta dello Sport'. Come quello relativo al mancato affare Nesta, appunto: "Dopo il 5 maggio convinsi Ronaldo e Recoba. «Tagliamoci lo stipendio, che arriva Nesta». Ale era d’accordo... ".
LEGGI DI PIU': Ausilio: "Berardi mi piace... " | Grujic-Inter, solo a giugno
Poi il colpo di scena: "Una mattina sono all’ippodromo e mi telefona Mao, il figlio del presidente Moratti. «Bobo, lo so che sei inc****to, ma Nesta costava davvero troppo». «Eravamo pronti a tagliarci lo stipendio...». «Anche papà è arrabbiato, ma non ti preoccupare: abbiamo preso comunque un campione». «Ma chi? Non ci sono sul mercato giocatori come Nesta... Chi è?». «Gamarra»".
Vieri, udito il nome del paraguaiano, non ci vide più: "Non dico niente. Senza chiudere la chiamata lancio il cellulare verso la pista dei cavalli con tutta la mia forza. Mai più rivisto, quel telefonino. A pensarci adesso, nulla contro Gamarra, un bravo difensore, ma Nesta ai tempi era il massimo, ed era pronto a venire da noi".
Restando in tema Inter, Bobo ne ha anche sull'addio di Ronaldo: "Una notte di luglio (siamo nel 2002), alle tre e mezza del mattino,io sono al Pineta a fare serata. Vedo la tasca dei pantaloni che si illumina. È il telefonino. Moratti! «Ciao Bobo, senti, qui accanto a me c’è Marco, Marco Tronchetti Provera»".
"«Pres, non mi dire che stiamo per parlare di Ronaldo» - si legge nella biografia - «Bobo, vuole andare via...». «Non ci pensare nemmeno, non possiamo venderlo, se fai così sfasci tutto». «Ci sono problemi, con Cuper non lega proprio». «I problemi si risolvono». «Vuole cambiare, Bobo». «Non facciamo caz***e...»".
Ed eccoci al divorzio con la Juventus, su cui Vieri rivela: "Un giorno Moggi mi chiama a rapporto: entro nel suo ufficio e trovo già lì il mio procuratore e Bettega. Il direttore, con i suoi modi tranquilli e gli occhi semichiusi, dice che è pronto ad aumentarmi l’ingaggio, ma che non può andare oltre i due miliardi di lire a stagione. L’Atletico Madrid offre tre miliardi e mezzo. «Si va in Spagna», dico. E la riunione finisce all’istante. Lo ammetto, decisi guardando solo il portafogli. Potendo tornare indietro, sarei rimasto".
Ai 'Colchoneros', l'ex centravanti lasciò eccome il segno: "Alla vigilia di Atletico-Paok parlo con Futre, il mio punto di riferimento. Paulo è il pupillo del presidente Jesus Gil.«Devi dire al presidente che se segno tre gol anche in Coppa mi aspetto in regalo una Ferrari 550 Maranello». Futre va davvero da Gil, poi torna: «Ok Bobo, fai tripletta e la Ferrari è tua». Ve lo ricordate il tiro impossibile dalla linea di fondo, quasi dalla bandierina del calcio d’angolo? Le immagini di quel gol fanno il giro del mondo, ma nessuno sa che vale anche una Ferrari".
Chiusura a colpi di gossip, con 'focus' particolare su due invidiatissime fiamme: "A diciott’anni si diventa maggiorenni, si può finalmente guidare l’automobile, si può votare e tutta una serie di altre cose. Ma i miei diciotto li ricordo soprattutto perché fu in quel periodo che varcai per la prima volta la soglia del Pineta di Milano Marittima, che negli anni a venire sarebbe diventato per me un appuntamento fisso... Elisabetta Canalis? Me la passò al telefono Iacchetti. Menava di brutto Eli quando la facevo arrabbiare... ".
Da un'ex velina ad un altra: "Melissa Satta la conobbi quando aveva 18 anni, era bellissima. Le dissi: «Ascolta Melissa, adesso sei troppo giovane, ma mi prenoto per diventare tuo fidanzato appena avrai compiuto vent’anni...». Mi hanno attribuito molte storie in questi anni. Devo essere sincero, quelle inventate sono state poche, è quasi tutto vero ciò che avete letto sui giornali di gossip. Molte delle ragazze che vedete in tv e al cinema hanno avuto a che fare con il Bomber... ".
