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aleksander ceferin - croppedGetty Images

La UEFA pronta a dire addio al fair play finanziario: si va verso il salary cap

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Un’importante novità potrebbe presto cambiare, almeno in parte il volto del calcio. Il Fair Play Finanziario sembra infatti destinato a lasciare il passo ad una sorta di salary caplight’.

Secondo quanto riportato dal ’New York Times’ infatti, la UEFA ed il calcio europeo sono pronti ad adottare uno stile ‘americano’ al fine di riuscire a limitare le spese delle società.

Chi parteciperà alle competizioni UEFA, non potrà spendere in stipendi più del 70% del proprio fatturato. Si tratterebbe di un cambiamento importante, ma definito ‘light’ perché il presidente del massimo organo calcistico europeo, Aleksander Ceferin, aveva inizialmente pensato ad un qualcosa di ancor più radicale.

La giornata decisiva per la possibile introduzione di questa novità, che porrà fine al Fair Play Finanziario come lo conosciamo oggi, potrebbe essere quella del 7 aprile, quando cioè si riunirà il Comitato Esecutivo della UEFA.

Il modello da seguire, a partire dal prossimo giugno, non sarebbe propriamente quello della MLS, che è molto più rigido, ma il tutto servirà a controllare maggiormente le spese soprattutto dei top club europei. Si tratta quindi di un tetto molto simile a quello già imposto dalla Liga ai club spagnoli.

La UEFA sarebbe pronta a lasciare un po’ di margine alle società per i primi tre anni, me poi passare ad un modello più sostenibile.

Un ulteriore punto di rottura con il passato verrebbe poi rappresentato dalle sanzioni imposte a chi non rispetterà le nuove norme UEFA. A quelle già esistenti di natura sia sportive che finanziarie, potrebbe essere aggiunta la retrocessione. In pratica, i club non in regola che prendono parte alla Champions League, potrebbero essere spostate in Europa League. Inoltre non è escluso che si pensi anche a sanzioni legate a possibili penalizzazioni in fatto di punti.

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