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Tony Cascarino, goal e scandali dell'ariete italo-inglese che divenne simbolo dell'Irlanda

11:24 CEST 01/09/22
Cascarino GFX
Inglese di origini italiane, sarebbe diventato un simbolo dell'Irlanda: vita e carriera di Tony Cascarino, da attaccante a giocatore di poker.

"Si dice spesso che la gioia di segnare sia meglio del sesso, ma personalmente lo comparerei di più con la masturbazione. Ho sempre trovato il sesso un piacere assoluto, ma segnare mi è servito solo a darmi sollievo" - Tony Cascarino, 'Full Time - The secret life of Tony Cascarino'

Alto e forte fisicamente (un metro e 90 centimetri per 79 chilogrammi), abile nel colpo di testa, la sua specialità, Tony Cascarino era il prototipo dell'attaccante ideale per il calcio inglese di una volta, quello del classico "palla lunga e pedalare".

Con lui in campo si poteva contare su un ariete in grado di far salire la squadra, e quando quest'ultima si trovava in difficoltà, si poteva giocare 'in the box', con i cross alti in area, certi che qualche palla Tony l'avrebbe presa, o facendo goal, o (più frequentemente) con una spizzata per un suo compagno.

I piedi, invece, beh, quelli non erano raffinatissimi: i suoi allenatori ci lavoreranno non poco per migliorarne le doti tecniche, ma i risultati saranno altalenanti anche per vizi e problemi personali che avrebbe rivelato solo molti anni dopo in una discussa autobiografia.

DALLE SERIE MINORI ALLA NAZIONALE IRLANDESE

Tony Cascarino nasce ad Orpington, città che oggi ricade nel distretto londinese della Grande Londra, ai tempi facente parte della Contea del Kent, in Inghilterra, il 1° settembre 1962 da padre italiano e madre (teoricamente) irlandese. 

Theresa O'Malley, questo il nome di sua mamma, era la più giovane delle quattro figlie di Agnes e Michael Joseph O’Malley, nativo di Westport, County Mayo, nella contea nord-occidentale dell’Irlanda. Michael, con tutta la sua famiglia, si era trasferito a Londra quando era ancora un teenager.

Quello che Tony non poteva sapere era che la madre in realtà era stata adottata, e dunque non aveva legami di sangue con l'Irlanda. Come tanti ragazzi della sua età, inizia a giocare a calcio fin da ragazzo con il Crockenhill, club con il quale fa tutta la trafila dalle Giovanili alla Prima squadra.

I suoi mezzi fisici non passano inosservati e così il Gillingham, club della Contea del Kent che milita in Third Division, la Serie C inglese dell'epoca, decide di dargli fiducia e di acquistarne il cartellino, in cambio, secondo quanto raccontato da Cascarino, di tute e attrezzature per l'allenamento.

Nei Gills il giovane Cascarino milita per 6 anni, dal 1981 al 1987, e si rivela come talento: firma 78 goal in 219 presenze e nel 1985 si guadagna la convocazione nella Nazionale irlandese. Tony può scegliere di rappresentare tre Nazionali: l'Inghilterra, il Paese in cui è nato, l'Italia, il Paese di suo padre, e la Scozia, per legami di sangue della sua famiglia.

Invece sorprende tutti e appellandosi alla 'Grandparent rule', letteralmente la 'Regola del nonno' avvia le pratiche per avere il passaporto irlandese e presenta alla Federazione i documenti. È infatti convinto che il fatto che suo nonno materno Michael sia irlandese lo qualifichi per giocare con i ragazzi in verde.

A chi gli chiede il perché di questa scelta, Tony replicherà:

"Come poteva un uomo chiamato Tony Cascarino giocare con l'Irlanda? È una bella domanda. Ma se ti rivolgi agli scommettitori di Stamford Bridge, loro risponderebbero: 'Beh, non avrebbe mai potuto giocare nell’Italia, no?'. Forse un po’ crudele, ma innegabilmente vero. Potevo decidere di giocare con l’Italia, con l’Inghilterra o con la Scozia. Perché scelsi l’Irlanda? Beh, ad essere onesto, credo sia perché loro scelsero me".

L'EIRE apre le porte del calcio internazionale a Cascarino. Il debutto avviene l'11 settembre 1985 nelle Qualificazioni Mondiali contro la Svizzera. Dopo 3 gare, nel 1986 riceve la risposta sul passaporto: quando legge 'negato' non crede a quello che vede. Scopre che sua madre era stata adottata da O'Malley, con il quale dunque non c'era un legame di sangue. Non ha alcuna internzione, però, di tornare indietro, e decide che da calciatore rappresenterà comunque l'Irlanda. 

"Non avrei potuto rappresentare l'Irlanda - dirà Cascarino nella sua autobiografia - Ero un impostore, un falso irlandese. Una lettera diceva che la mia richiesta per il passaporto era stata respinta. Ma non ci ho fatto caso, ormai non ne avevo bisogno. E per i successivi 11 anni ho continuato a giocare con l'Irlanda con il mio passaporto britannico".

Tenendo da parte le questioni di carattere burocratico, l'esperienza con l'Irlanda si rivela per Cascarino la più bella della sua carriera. Il centravanti del Gillingham si inserisce bene nel gruppo e darà sempre il suo apporto alla squadra fino al 1999. In perenne ballottaggio con il suo rivale Niall Quinn per affiancare John Aldridge nell'attacco dei Verdi, segnerà goal pesanti e giocherà partite di alto livello.

Intanto nel 1987 si trasferisce al Millwall, club di Seconda Divisione, per 225 mila sterline (oltre 260 mila euro) e in coppia con Teddy Sheringham, Tony fa faville: i Leoni otttengono subito la promozione in First Division, il massimo campionato inglese, e loro due realizzano insieme qualcosa come 99 goal in tre anni. Cascarino ne firma 42 in 105 gare, raggiungendo di fatto in quegli anni l'apice della sua carriera.

Quest'ultima procede spedita anche a livello internazionale: il Ct. Jack Charlton gli dà fiducia e viene ripagato con la qualificazione dell'Irlanda ad Euro '88 e Italia '90, tornei nei quali Tony sarà protagonista. Segna contro Polonia e Tunisia (doppietta) in amichevole, si ripete nelle Qualificazioni Mondiali con l'Ungheria (vittoria per 2-0) e nel derby con l'Irlanda del Nord (3-0). 

Nessuno dubita ormai che sia a tutti gli effetti un'irlandese e anche il suo amico e compagno di squadra Towsend gli consiglia di tacere. A Italia '90 Cascarino, che in virtù delle sue origini gode di grande popolarità anche con la stampa italiana, è uno dei protagonisti della cavalcata dell'Irlanda fino ai quarti di finale. Tony gioca tutte e tre le gare del girone con l'Inghilterra, il suo Paese, l'Egitto e l'Olanda, e la sfida con l'Inghilterra ha un sapore particolare per lui.

"Come potevo giocare contro l’Inghilterra? Avevo tifato per l’Inghilterra da ragazzo; l’Inghilterra era la mia squadra, la terra in cui ero nato. - dirà - Ma questo è ciò che accadde: otto anni dopo, in una serata ventosa a Cagliari, scesi in campo per il mio paese, per fronteggiare il mio paese, nella più grande partita della mia carriera".

ma è negli ottavi con la Romania al Ferraris di Genova che si erge fra i protagonisti assoluti.

La gara finisce ai rigori e Charlton, che ha già tolto dal campo Aldridge e Whelan, gli affida il compito di battere il 4° rigore. A convincerlo ci pensa il capitano, Ray Haughton, che si rivolge a Cascarino in modo deciso:

"Are you a men or a f***ing mouse?", gli urla.

I primi tre rigori finiscono tutti in fondo alla rete, e Cascarino si presenta regolarmente sul dischetto. Dopo aver sistemato il pallone con cura, fa solo un accenno di riconcorsa e con un tiro potente e centrale beffa Lung. Dall'altra parte Timotfe si fa invece ipnotizzare da Bonner, e quando O'Leary trasforma il quinto penalty tutta l'Irlanda festeggia la storica qualificazione. 

Con l'Italia la gara è equilibrata, anche perché gli irlandesi badano prima a difendersi, ma Totò Schillaci firma il goal che consente agli Azzurri di Vicini di qualificarsi in semifinale. Per l'Irlanda è comunque un risultato storico, e i giocatori, al ritorno, sono accolti come eroi. Fra questi anche Cascarino, che nella sua autobiografia racconta come nei festeggiamenti abbia ceduto alle lusinghe di diverse tifose, desiderose di andare a letto con uno dei protagosti dei Mondiali.

IL GRANDE BLUFF: LE OCCASIONI MANCATE

La fama del centravanti dell'Irlanda è alle stelle e così dopo il torneo italiano si spalancano per Tony le porte di un club importante come l'Aston Villa. 

Ma la gloria e il successo, a volte, sono difficili da sostenere. Ed è quello che accade a Cascarino: come l'attaccante rivelerà nella sua autobiografia, subentrano paura di fallire, quel perenne non sentirsi all'altezza della situazione, e la depressione.

Nella vita personale, inoltre, la punta, sposata con la prima moglie Sarah, che gli dà due figli maschi, Michael e Teddy, quest'ultimo chiamato come il suo grande amico Sheringham, è incapace di provare soddisfazione dal rapporto di coppia e ha continue scappatelle con altre donne. Trascorre le sue notti con partner occasionali o a giocare a poker, la sua passione che si tramuta in vizio e dipendenza.

L'avventura a Birmingham non inizia peraltro sotto una buona stella: un infortunio complica il suo approccio alla nuova stagione, e a fine anno gli 11 goal in 46 presenze non saranno sufficienti a guadagnarsi la fiducia della dirigenza dei Villans e dei tifosi. 

Con una scelta coraggiosa, Tony prova quindi a cambiare radicalmente ambiente, e nella stagione 1991/92 si trasferisce in Scozia, ai Celtic Glasgow, grazie all'intermediazione dell'agente e amico Liam Brady. Pagato un milione e 750 mila euro attuali, inizialmente si ingrazia i nuovi tifosi per un goal in contropiede che chiude i giochi contro gli Hearts of Midlotian, poi però i Boys vengono travolti 5-1 in Coppa UEFA e per l'attaccante dell'Irlanda la situazione inizia a farsi pesante anche in maglia biancoverde.

Cascarino rompe il rapporto che lo lega a Brady, e sorpreso a bere nei pub insieme ai giocatori dei Rangers, manda su tutte le furie i tifosi. A fine anno, dopo una stagione molto deludente da appena 4 goal in 24 partite, torna in Inghilterra per giocare a Londra con il Chelsea.

Cascarino ha ormai 30 anni, e anche a livello fisico la reattività sembra non essere più quella di un tempo. Tuttavia le aspettative su di lui sono altissime, è pressato dal presidente Ken Bates e dai tifosi e le cose, anche stavolta, non vanno bene. In due anni l'apporto di Tony si limita a 40 presenze e 8 reti, pure l'ultima occasione di sfondare con una big va in fumo.

Colpa di quella paura di non essere all'altezza che ormai si porta dietro da qualche anno, e di un calcio che anche in Gran Bretagna sta ormai cambiando e diventando più europeo. Agli attaccanti, rispetto al passato, gli allenatori chiedono più mobilità e un ariete come Cascarino si trova in difficoltà.

La pazienza nei suoi confronti si esaurisce nell'arco di due stagioni, tanto che Tony racconterà di aver sentito un giorno Bates dire al telefono: "I don’t want another fuckin’ disaster like Cascarino", "Non voglio un altro fottuto disastro come Cascarino", prima di comprare Robert Fleck.

Intanto nel 1992 Tony si rifà con l'Irlanda, con cui segna un goal di testa spettacolare nella sfida di qualificazione ad Euro '92 contro l'Inghilterra. È la terza volta che incontra i Tre Leoni, ma anche la prima in cui riesce a farli goal.

L'Irlanda non riesce a qualificarsi per il torneo in Svezia, mentre stacca ancora il pass per i Mondiali di USA '94, i secondi giocati da Cascarino. Ormai la punta dell'Irlanda, che ci arriva da quasi trentaduenne, è un veterano della Nazionale e non più un titolare, anche per il rendimento non certo esaltante delle ultime stagioni a livello di club. Negli Stati Uniti gioca appena l'ultimo quarto d'ora nella sconfitta per 2-0 agli ottavi di finale contro l'Irlanda. 

Ma ai Mondiali americani è legato un altro aneddoto che Cascarino racconterà nella sua autobiografica del 2001. Un giorno, mentre l'Irlanda è in ritiro a Limerick, delle giovani tifose sotto l'albergo chiedono che venga lasciato loro un ricordino. Tony si affaccia dalla finestra pensando che dicano a lui, ma presto si rende conto che in realtà si rivolgevano soltanto ai più giovani Jason McAteer, Gary Kelly e Phil Babb. Così alla loro richiesta, fortemente indispettito, afferra un paio di sue mutande usate dalla cesta della biancheria sporca e gliele lancia.

Quando vede che le giovani donne si contendono il singolare cimelio, racconterà di esser preso da un senso di stupore misto alla depressione che ormai da qualche anno lo attanagliava.

"In quel momento vidi tutto chiaro di fronte a me. - farà scrivere nel suo libro - Il desiderio che abbiamo di essere qualcuno. Il magnetico richiamo della fama".

Nell'estate del 1994 si consuma l'addio al Chelsea ed anche al calcio inglese: per provare a rilanciarsi, infatti, Tony accetta la proposta dell'Olympique Marsiglia, nel frattempo caduto in disgrazia e retrocesso per il caso Valenciennes nell'allora Division 2, la Serie B transalpina. Decisiva una telefonata di Bernard Tapie.

IL RILANCIO: IN FRANCIA DIVENTA 'TONY-GOAL'

L'arrivo in Francia esaspera la sua infedeltà coniugale: Tony ha una relazione con Virginie, una donna francese, da cui ha una bambina, Maeva. Di fatto si crea una seconda famiglia: decide allora di divorziare e lasciare la sua prima moglie Sarah e i due figli maschi. Il fatto di non esser stato un buon marito e un buon padre per loro, rivelerà nel suo libro, lo assillerà di continuo nella sua vita.

"Forse, solo forse, ero così avvolto dalla mia ritrovata celebrità che sarei diventato immune alla sofferenza che stavo causando", rifletterà.

Almeno sul campo, però, in un campionato diverso da quello inglese e con guadagni inferiori alla Premier, Cascarino ritrova sé stesso e il fiuto per il goal. Nella prima stagione, il 1994/95, il suo rendimento è altissimo: segna 31 goal in campionato, 3 in Coppa di Francia e persino 2 in Coppa UEFA, per un totale di 36 centri in 48 presenze complessive. L'OM vince il campionato e dovrebbe tornare in Division 1, ma a causa di alcune irregolarità finanziarie al suo posto sarà promosso il Guegnon. 

Nel suo libro l'attaccante racconterà anche di sospette iniezioni di una sostanza non ben definita, che, per volere del patron Tapie, i fisioterapisti iniettavano ai giocatori del Marsiglia. Chi non accettava le iniezioni, poi non giocava. A detta dei fisioterapisti, non si sarebbe trattato di doping, ma di una sostanza naturale (e dunque lecita) in grado di far crescere il livello di adrenalina.

"In ogni caso faceva decisamente la differenza, - scriverà la punta dell'Irlanda - mi sentivo più carico, più energico, più voglioso di avere il pallone".

Tony si sposa in seconde nozze con Virginie, e prova ad essere con Maeva un padre migliore di quanto non era riuscito ad essere con i primi due figli maschi. Nel suo secondo anno con l'OM, il 1995/96, ancora in Division 2, si conferma, realizzando 30 goal in 37 presenze, in totale 32 in 45 gare. Un bottino da vero bomber per l'ex Chelsea, che dà un grande contributo al ritorno del Marsiglia in Division 1 come 2° classificato dietro al Caen. Per tutti i tifosi diventa 'Tony goal'.

Nel 1996, intanto, la Federazione irlandese, la FIA, riconosce a Cascarino la cittadinanza irlandese per evidenti meriti sportivi: fino ad allora (ma lo si saprà solo nel 2000, qualche mese prima dell'uscita dell'autobiografia) Tony aveva rappresentato la Nazionale d'Irlanda con un passaporto provvisorio che gli era stato riconosciuto iscrivendo la madre adottiva all'anagrafe delle persone nate all'estero presso il ministero degli Affari esteri.

"Il concetto di 'irlandesità' - spiegherà Conor Cruise O’Brien, politico, scrittore e storico irlandese - non è primariamente una questione di nascita, di sangue o lingua, è la condizione di essere coinvolti nella situazione irlandese e, solitamente, restarne segnati".

Una parte fondamentale dell'irlandesità è anche quella di essere visti sempre un po' più poveri degli inglesi e un po' meno destinati al successo. E sotto questo punto di vista, c'erano pochi dubbi sul fatto che Tony vi rientrasse appieno, con tutti i sui dubbi su se stesso e la ricorrente depressione.

Cascarino continuerà a giocare con l'Irlanda fino al 1999, dando tutto pur mancando l'obiettivo della qualificazione ai Mondiali di Francia '98 e ad Euro 2000. L'ultima gara la gioca a 37 anni il 17 novembre 1999 contro la Turchia. L'attaccante esce dal campo mostrando i segni della battaglia, le cicatrici sul suo corpo per gli interventi subiti dagli avversari, e chiude la sua più bella avventura con 19 goal (4° marcatore all-time a pari merito con Don Givens e Aldridge) in 88 presenze spalmate in 14 anni.

A livello di club, invece, dopo aver esordito in Division 1 con il Marsiglia, nel gennaio del 1997 passa al Nancy, con cui realizza 6 goal in 12 presenze ma retrocede in Division 2. I biancorossi vincono però subito il campionato e fanno ritorno in Division 1 nel 1998/99, dove Cascarino vive le sue due ultime stagioni ad alto livello. L'irlandese segna 12 reti nel 1998/99, 15 nel 1999/2000. 

A 37 anni e 31 giorni diventa il giocatore più anziano ad aver segnato una tripletta nel massimo campionato francese (record che detiene ancora oggi).

Alle soglie dei 38 anni si sente ormai svuotato di tutto, uno che fa il giocatore 'di mestiere' ma senza più passione, che fa il conto dei guadagni accumulati in carriera per capire se riuscirà a condurre dopo il ritiro una vita dignitosa. Qui inizia anche il racconto del suo libro.

Nell'estate del 2000 scende in Terza Divisione con la Red Star, ma dopo appena due partite decide di dire basta e ritirarsi. Nell'ottobre del 2000 le anticipazioni sull'autobiografia, dettata a Paul Kimmage, giornalista e suo amico personale, e pubblicate dal 'Daily Mirror', sollevano un polverone. In tanti, anche fra i suoi amici, si chiedono che senso avesse aver soprattutto dichiararsi in quel momento "un falso irlandese".

Forse perché, eterno insicuro, Cascarino voleva farsi dire che "La FAI è felice di far sapere che Tony Cascarino è sempre stato idoneo a diventare cittadino della Repubblica d'Irlanda e, quindi, è stato sempre idoneo a giocare per l'Irlanda".

GIOCATORE DI POKER E GUAI CON LA GIUSTIZIA

L'ormai ex attaccante, appesi gli scarpini al chiodo, si divide fra radio e giornali e il poker, diventando un giocatore semiprofessionista e una figura di culto, citata persino in una canzone "All Your Kayfabe Friends" della band gallese Los Campesinos!.

Dal 2002 al 2004 è presentatore per l'emittente radiofonica 'TalkSport', mentre scrive come opinionista per il 'Times' e per la rivista 'Hot Press'. Per la sua passione per il poker compare nella serie tv 'Celebrity Poker Club' e commenterà il 'PartyPoker Poker Den'.

Ma la vita gli riserva nuovi guai: nel 2008 è arrestato con l'accusa pesante di tentato omicidio della sua seconda moglie Viriginie. Quando torna in libertà, segue un nuovo divorzio. La storia da romanzo dell'ex centravanti dell'Irlanda ha però un lieto fine: nel 2009 conosce Jo e nel 2015 ha da lei un altro figlio maschio, Rocco. La coppia è convolata a nozze nel 2019 alle Mauritius. Chissà che 'Tony Goal' non riesca finalmente a trovare un po' di pace anche fuori da quel rettangolo verde di cui è stato a lungo protagonista.