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Da Klinsmann a Podolski, fino a Gosens: storia dei tedeschi all'Inter

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A sorpresa, l'Inter ha portato a Milano nella sessione invernale di calciomercato un esterno top. Robin Gosens. Autore di venti reti in Serie A nelle ultime due stagioni, l'ormai ex Atalanta è il rinforzo sulla corsia mancina. Si torna al passato in casa nerazzurra, almeno relativamente alla nazionalità del classe 1994.

Gosens, che possiede anche la cittadinanza olandese, è nato in Germania e nell'ultimo biennio è divenuto un giocatore importante per la Nazionale tedesca. Era da un po' di tempo che non si vedeva a Milano un giocatore proveniente dallo stato federale. Grandi soddisfazioni per i connazionali che sono passati a San Siro, ma anche delusioni, meteore e nomi dimenticati.

SZYMANIAK: MANCATO PALLONE D'ORO

Ad aprire la lista dei giocatori tedeschi passati dall'Inter è Horst Szymaniak, arrivato in nerazzurro negli anni '60. Perno della Germania, con cui ha giocato per un decennio totalizzando 43 presenze, il centrocampista (scomparso nel 2009) non ha certo fatto la storia della squadra meneghina, vista la sola annata in cui ha vissuto a Milano, nello specifico il 1963/1964.

Nonostante ciò, Szymaniak è comunque riuscito a conquistare la Champions League - allora Coppa dei Campioni - in nerazzurro. Sei presenza a Milano e addio al Varese. L'Inter aveva acquistato il classe '34 dal Catania. Nel 1959, nel 1960 e nel 1961 è stato candidato al Pallone d'Oro.

HANSI MULLER: L'INTER RIAPRE AI TEDESCHI

Ci sono voluti quasi vent'anni per rivedere un giocatore tedesco in maglia Inter. Solamente a inizio anni '80, infatti, la formazione nerazzurra portò a San Siro un calciatore proveniente dalla Bundesliga. Si trattava di Hansi Muller, centrocampista classe 1957 che aveva mostrato grandi cose allo Stoccarda.

All'Inter rimarrà tra il 1982 e il 1984, totalizzando 13 reti in 68 presenze nelle varie competizioni. Muller riuscirà a presentarsi alla grande in nerazzurro, segnando all'esordio contro il Verona, soffrendo però nel tempo il rapporto con Beccalossi. A Milano non ha vinto nulla, ma con la Germania ha conquistato gli Europei, venendo battuto dall'Italia in finale ai Mondiali 1982, poco prima dell'arrivo in Italia.

RUMMENIGGE: BOMBER SENZA TROFEI

Ceduto Muller al Como, l'Inter porta un altro tedesco in città nel luglio del 1984. Quando i nerazzurri strappano Rummenigge al Bayern Monaco, il bomber porta con sé qualcosa come 160 reti segnate in Baviera. E' il giocatore giusto per vincere? Forse, ma quando lascerà Milano nel 1987 non avrà con sé nemmeno una medaglia d'oro.

Si tratta del resto dell'Inter che nel triennio di Rummenigge ottiene due terzi posti e persino la sesta piazza nella stagione di mezzo. All'epoca Karl-Heinze ha in bacheca due Palloni d'Oro, due Champions e gli Europei, ma nonostante l'ottima media realizzativa (42 goal in 107 presenze) non riuscirà mai ad incrementare il proprio palmares a Milano.

IL TRIO: BREHME-MATTHAUS-KLINSMANN

Se il Milan di fine anni '80 e inizio anni '90 verrà ricordato per sempre come quello del trio olandese, dall'altra parte dei Navigli il mondo calcistico è similare, seppur diverso. All'Inter giocano infatti tre tedeschi, Brehme, Matthaus e Klinsmann.

Tra il 1989 e il 1992 (con Matthaus arrivato già nel 1988) i tre tedeschi scriveranno la storia dell'Inter, riportando i tanti agognati trofei ai tifosi nerazzurri dopo sei stagioni di attesa. Ci pensarà Matthaus a contribuire pesantemente allo Scudetto 1989, mentre Brehme e Klinsmann firmeranno prestazioni importanti per la conquista della Coppa UEFA 1991.

Nel 1989 Matthaus sarà il terzo miglior marcatore della squadra in Serie A (dietro Serena e Diaz) e il migliore in assoluto nel 1991. Alla fine del 1990 Klinsmann sarà il capocannoniere stagionale, ripetendosi poi anche nel 1992. E Brehme? Goal e assist: imprescindibili per vincere.

ESTATE 1992: LA METEORA SAMMER

Partiti i tre Campioni del Mondo 1990, l'Inter acquista dallo Stoccarda un altro loro compagno, ovvero Mathias Sammer. Arriva dallo Stoccarda nel 1992, un anno dopo essere stato tesserato, visto il limite dei tre stranieri, occupato dai suoi connazionali.

All'Inter rimarrà solo una stagione, già dubbioso sulla sua esperienza a gennaio 1993. Mister Bagnoli non era entusiasta delle sue cavalcate offensive in cui lasciava scoperta la difesa: mai ambientatosi in Italia, lascerà Milano pochi mesi dopo. Nel 1996 vincerà il Pallone d'Oro più discusso della storia.

SPERANZA E FLOP: PODOLSKI

Nel gennaio 2015 i tifosi dell'Inter, dopo cinque anni di vuoto cosmico, sembrano essere nuovamente entusiasti. All'aeroporto accolgono Lukas Podolski, proveniente dall'Arsenal, come il salvatore della patria. Pochi mesi prima ha vinto i Mondiali, all'Arsenal alterna grandi giocate a periodi di magra.

All'Inter pochi mesi: a giugno, dopo un goal in 18 presenze, saluterà la Serie A per continuare la propria carriera in Turchia. L'ultimo tedesco prima di Gosens. Sette anni dopo, un altro connazionale in nerazzurro nel calciomercato di gennaio. Senza 400 tifosi

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