C'è una regola non scritta, che è divenuta scritta, sui social, negli ultimi anni. Quando un giocatore passa ad una rivale, anche se non direttamente, diventa automaticamente un traditore. Lo dicono loro, lo dicono gli altri. Non tutti, sia chiaro. Perchè ha in mente, nessun dubbio, ancora ricordi di quella sua vecchia fiamma. Se poi questa è letteralmente stampata nel suo corpo per sempre, beh apriti cielo. E così attacchi da una parte e dall'altra al Señor Arturo Vidal . Come ovvio? Non ovvio, ma nel mondo social, ancor di più.
E dal social si passa alla vita reale, al discorso faccia a faccia. Come fai a non essere arrabbiato con il vecchio Re Artù della Juventus? E' all' Inter, è tradimento. Boh, forse. Ma sai che ha un tatuaggio dedicato ai bianconeri e ora gioca con i nerazzurri? Ah ok, così è un altro discorso. Allora sì, che ci fa da noi? Beh, è il calcio. Anche oltre i colori sulla propria pelle.
Sembra mettere d'accordo sia i tifosi della Juventus che quelli dell'Inter, difficilmente sulla stessa strada, a meno di oggetto impossibile da contestare. Ai fans nerazzurri non va giù che vesta la loro maglia un giocatore che sul bicipite destro, in bella vista, ha un tatuaggio in ricordo dei suoi anni bianconeri. Ma sia chiaro, fatto allora, non certo oggi. AI fans bianconeri non va giù che l'ex idolo, alla pari di Conte, Asamoah e soci abbia scelto l'altra parte del Derby d'Italia.
E' la vita, è il calcio, è intreccio e ciò che non ti aspetti possa accadere, con Barcellona e Monaco di Baviera in mezzo, tra quei tatuaggi e Milano:
"Mi sono tatuato le stelle per i due scudetti vinti con la Juve, perché l’Italia mi è entrata nel cuore, come questo club".
Aveva la Juventus nel cuore e chi si vuole prendere in giro? Ce l'avrà per sempre. Perchè lì è diventato uomo, calciatore dal fascino irrestibile per le big, bad boy dal sorriso magico, goleador, che si ama o si odia il più delle volte. Ha capito di poter essere grande in bianconero, ha capito di potersi evolvere anche fisicamente:
" Ho iniziato a tatuarmi in Italia e ora ne ho più di 30. Però ho uno spazio riservato sull’addome per la Champions League".
Una Champions che con la Juventus ha solo sfiorato arrivando in finale contro il Barcellona, la stessa squadra difesa più tardi, con somma delusione europea. Alla pari, comunque, del Bayern Monaco. Ora l'Inter, ultima italiana sul tetto d'Europa e del mondo, con un bicipite tatuato recante le tre stelle degli scudetti bianconeri, i due titoli con Madama, lontani dal cuore, ma vicini ad esso. Scudetti con tanto di numero 30 e 31, dunque non seguendo il conto della Federcalcio che ne assegna due in meno alla Juve in seguito alle sentenze sportive di Calciopoli (di cui uno, guarda un po', finito proprio nella bacheca dell'Inter).
Non una prima volta, a parti invertite Milano-Torino. Parte rossonera, di Milano. Storia vecchia, forse dimenticata: Abbiati passò alla Juventus come gesto di scuse del Milan, in seguito all'infortunio di Buffon in uno scontro con Kakà nel Trofeo Berlusconi. Difese i pali dei bianconeri un giocatore che recava sulla pelle la vittoria della Champions League ai danni della sua stessa nuova Madama.
Perchè un tatuaggio può non essere per sempre, ma difficilmente, viene cambiato e modificato per un amore finito. Sopratutto se questo non si è spezzato tra grida e accuse, fondate e infondante, rimane lì, nel ricordo, nelle notti buie o nostalgiche.
Rimane su Vidal, che negli occhi e nella mente ha l'Inter, ma non potrà mai dimenticare la Juventus. Perchè sì, i luoghi, le foto, i ricordi ci saranno per sempre. Perchè ha quelle stelle sulla pelle, passate, mai dimenticate, ma messe da parte. Guarderà la maglia che indossa e non il bicipite. Nessun conflitto di interessi.




