Tornare in campo per cercare di chiudere, in condizioni di sicurezza, il campionato. Il calcio italiano si è imposto questo grande obiettivo al fine di limitare i danni che lo stop dovuto all’emergenza Coronavirus imporrà.
Nel corso delle ultime settimane si è molto parlato di se e come si potrà ripartire e mentre molti ancora oggi spingono per uno stop definitivo del torneo, al fine di limitare ulteriormente le possibilità di contagio, c’è chi come Stefano Tacconi si dice convinto che ci siano tutti i presupposti per tornare a giocare.
L’ex portiere della Juventus, parlando ai microfoni di Radio Sportiva, ha spiegato come a suo dire l’impatto dell’epidemia vada di fatto minimizzato.
“Il Coronavirus per me è un’influenza. Quando in una conferenza mi diranno che ci sono stati mille morti, dovranno dirmi anche quali di Coronavirus, non si può fare di ogni erba un fascio. Io sono per riprendere a giocare, anche con il pubblico”.
Tacconi ha anche commentato il discorso legato a possibili dissapori di Rabiot nati a seguito della riduzione dell’ingaggio.
“E’ una persona fortunata, se vuole andare via la Juve non farebbe fatica. Io mi sarei ridotto lo stipendio”.
Infine un accenno alle polemiche che negli ultimi giorni sono state generate da alcune parole di Giorgio Chiellini.
“Le solite cavolate, ne ho dette talmente tante anche io”.


