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Steven Gerrard RangersGetty

Steven Gerrard punta al titolo: i Rangers alla caccia dei rivali del Celtic

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La vita di Steven Gerrard è sempre stata legata da un filo totalmente “red” ai destini del suo Liverpool. Sin da bambino il piccolo Steve ha indossato la maglia della squadra per la quale ha sempre fatto il tifo, riuscendo a salire persino sul tetto d’Europa con la leggendaria conquista della Champions League a Istanbul al culmine della storica rimonta sul Milan di Ancelotti.

Non male come traguardo per un ragazzo che all'età di 9 anni aveva rischiato l'amputazione di un dito del piede per via di un incontro fin troppo ravvicinato con un rastrello. E invece, proprio con quei piedi, Gerrard avrebbe riscritto la storia del Liverpool.

Ma Gerrard, ed è storia nota, non è mai riuscito a regalare al suo Liverpool la Premier League, agognata e rincorsa per l’intera carriera. L’astinenza da titolo nazionale dei Reds è stata placata da Jurgen Klopp che, al termine di un’annata trionfale - e limitata “soltanto” dal Coronavirus - ha riportato il titolo ad Anfield 30 anni dopo l’ultima volta.

Laddove non erano riusciti Suarez, Fernando Torres, Mascherano, Owen e tanti altri campioni, Gerrard in primis, sono finalmente riusciti Salah, Firmino e Manè. Nonostante ciò, per Steven il trionfo del Liverpool ha rappresentato comunque un motivo fdi esta: da tifoso, da amico di molti calciatori dei Reds e da ex capitano.

Adesso, però, l’obiettivo di Gerrard si sposta nuovamente sul campo. Non più su Anfield, ma su Ibrox, lo stadio dei Rangers di Glasgow, a secco di titoli dal 2011. Non saranno i 30 anni di astinenza del Liverpool, ma per un club capace di conquistare 54 volte il titolo nazionale nelle prime 115 partecipazioni, 9 anni senza titoli sono comunque tanti.

Joe Aribo Steven Gerrard RangersGetty

Ma la storia recente dei Rangers è stata sicuramente più complessa rispetto a quella dei ‘Reds: il fallimento arrivato nel 2012 ha costretto i “Gers” a ripartire dalla terza divisione, l’ultima lega professionistica scozzese, corrispondente alla Serie D italiana.

Con due promozioni consecutive, i Rangers sono approdati in Championship per poi fallire l’immediato ritorno in Premiership e riuscirci soltanto l’anno dopo. Le prime due promozioni portano la firma del leggendario bomber scozzese Ally McCoist, capocannoniere all-time dei Rangers, l’ultima è stata invece conquistata dall’inglese Mark Warburton, adesso alla guida del QPR.

Il ritorno in Premiership non è stato però tutto rose e fiori: Warburton è stato esonerato a febbraio, Graeme Murty ha guidato la squadra ad interim fino all’arrivo del portoghese Pedro Caixinha che ha concluso la stagione al terzo posto.

L’anno successivo, però, Caixinha ha lasciato i Rangers già ad ottobre ed è stato proprio Murty a traghettare il club fino al termine del campionato, concluso ancora al terzo posto.

Nell’estate del 2018, poi, il club di Glasgow ha deciso di puntare forte su Steven Gerrard. Fino a quel momento, Gerrard aveva guidato soltanto l’Under 18 del Liverpool dove, proprio mentre i Rangers risalivano pian piano verso la gloria, aveva fatto ritorno dopo la breve esperienza da calciatore a New York.

"Avevo bisogno di cambiare aria", ha raccontato Gerrard all'interno del documentario "Make Us Dream" dedicato alla sua carriera. Quel celebre scivolone costato al Liverpool proprio quella tanto agognata Premier League era diventato un peso troppo grande da portare, persino per un fenomeno come lui.

Rangers v Celtic Scottish League Cup final 08122019Getty Images

Una grande dimostrazione di fiducia quella del presidente King nei confronti di Gerrard che ha subito ripagato ottenendo il secondo posto, seppur chiudendo ad 11 punti di distanza dai rivali del Celtic, campioni.

Ma dopo anni vissuti senza gli storici avversari, i “Bhoys” – che ne hanno approfittato per aggiudicarsi 9 titoli consecutivi – si son ritrovati sulla loro strada nell'Old Firmi rivali di sempre, man mano sempre più strutturati e competitivi.

Nell’ultimo campionato, interrotto per via del coronavirus, i Rangers si trovavano a 13 lunghezze dal Celtic ma con una partita in meno giocata e a 6 giornate dal termine (7, appunto, per i ‘Gers’). Chiaramente immaginare una rimonta sarebbe stato inverosimile, ma i ragazzi di Gerrard erano già riusciti a far tremare i rivali conquistando la vetta della classifica e mantenendola per 8 giornate.

Adesso si presentano ai nastri di partenza della Scottish Premiership 2020-2021 con l’ambizione di dare nuovamente fastidio al Celtic e magari provare a riconquistare quel titolo, interrompendo per di più la serie di trionfi dei rivali che, così come la Juve, sognano il decimo titolo consecutivo.

Steven Gerrard, dopo due anni di “apprendistato” più che positivi è pronto a lanciarsi alla conquista di quel titolo che da calciatore non è mai riuscito a vincere: la sfida al Celtic è lanciata!

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