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Sokratis Papastathopoulos OlympiacosGetty

Sokratis Papastathopoulos, il colosso greco che ha giocato anche con Genoa e Milan

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Una carriera lunga quanto il suo cognome, che l’ha condotto in giro per l’Europa e che l’ha portato a consacrarsi come uno dei più forti calciatori greci di sempre. Sokratis Papastathopoulos ha lasciato giovanissimo la sua terra per imporsi come un centrale di grande affidamento prima in Italia, poi in Germania e in Inghilterra e infine ancora in Grecia, dove ha deciso di tornare per chiudere lì dove tutto era iniziato.

Un giro a tappe percorso portando poche volte il suo cognome sulle spalle. Questo perché sedici lettere sono semplicemente troppe per starci tutte insieme su un’unica maglia e perché messe tutte insieme rischiano di far venire fuori un qualcosa di difficilmente pronunciabile in molti angoli del ‘Vecchio Continente’. Meglio dunque Sokratis, ovvero il nome di battessimo, anche se lui ha sempre preferito farsi chiamare ‘Papa’.

Cresciuto a Calamata, una popolosa città del sud della Grecia dove il calcio da sempre viene visto come una cosa seria, ha fin da bambino capito che quello che per molti era un semplice gioco, per lui poteva trasformarsi in un qualcosa di diverso. All’epoca non aveva ancora mostrato quel carattere forte e deciso che poi lo porterà ad essere un leader di tutte (o quasi) le linee difensivo nelle quali verrà schierato, ma che avesse qualcosa di diverso rispetto a molti suoi coetanei non poteva sfuggire agli occhi più allenati.

A spingerlo verso il grande salto sarà Toni Savevski, ovvero uno dei più forti giocatori ad aver mai militato nel campionato greco. Scopre nel 2005 quel ragazzo che milita nell’Apollon Petalidiou e lo raccomanda al club del quale è una delle più grandi leggende: l’AEK Atene.

E’ così che Sokratis prende per la prima volta contatto con il calcio di alto livello. I primi mesi sono di apprendistato, tanto che a gennaio viene trasferito in prestito al Niki Volo, squadra nella quale riesce a ritagliarsi un ruolo da protagonista in seconda divisione.

Quando tornerà alla base avrà già messo nelle gambe quel calcio in più che gli consentirà di contendere una maglia da titolare a elementi forti ed esperti come Dellas, Moras e l’italiano Cirillo. Con l’AEK si toglie la soddisfazione di esordire nel massimo campionato ellenico, la Super League, in Champions League e di avere il suo primo approccio con il calcio italiano: il 21 novembre 2006 è tra i protagonisti della sfida che vede il suo AEK imporsi nella fase a gironi per 1-0 contro il Milan.

Ad Atene trascorre due stagioni scandite da 58 gare in tutto, prima dell’ulteriore passo in avanti per la sua carriera. Nell’estate del 2008 il Genoa investe qualcosa come quattro milioni di euro pur di far suo il ragazzo.

Sokratis Papastathopoulos GenoaGetty

A volerlo fortemente in Italia è Rino Foschi, che in quel possente difensore centrale ha intravisto un qualcosa di speciale.

“Quando credi in un giovane - spiega a ‘Repubblica’ - ci sta spendere anche qualcosa in più perché poi quelli sono soldi che ti tornano con gli interessi”.

Sokratis ripaga la fiducia imponendosi fin da subito come uno dei pilastri della difesa pensata da Gian Piero Gasperini. Segna già alla sua seconda partita in Serie A contro il Napoli e poi si ripete due gare più tardi contro il Cagliari. Due reti che aiutano a mettere in cascina sei punti e che fanno capire a tutti che quello arrivato dalla Grecia è un giocatore vero.

Al termine della sua prima annata italiana Papastathopoulos è già tra i talenti più seguiti tra i top club europei e quando dodici mesi dopo alla porta del Genoa bussa il Milan, la risposta non può che essere una sola.

I rossoneri mettono sul piatto la comproprietà di Oduamadi, Strasser e Zigoni per far loro un giocatore di ventidue anni che nei pensieri di molti può realmente rappresentare il perno attorno al quale costruire la difesa del futuro. Sokratis, che intanto si è anche già imposto in Nazionale maggiore, accetta la sfida sapendo di essere arrivato là dove in molti sperano solo di poter arrivare.

“Era il mio sogno venire al Milan, sono molto contento - spiega dopo le visite mediche con il club rossonero a ‘Sky’ - Avrò la possibilità di giocare con Nesta, dovrò imparare tutto da lui. Adesso voglio dare il massimo per la mia nuova squadra”.

Tra i più entusiasti per il colpo piazzato c’è anche Silvio Berlusconi, un presidente che al Milan di campioni ne ha portati in quantità industriale.

“Abbiamo preso un grande giocatore, ovvero Papastathopoulos. Parliamo di un ragazzo che ha annullato Messi durante i Mondiali in Sudafrica”.

I presupposti per fare bene ci sono tutti, ma le cose non vanno come dovrebbero. Cercare di strappare una maglia da titolare ad uno tra Nesta e Thiago Silva è un’impresa semplicemente irrealizzabile e la cosa si traduce inevitabilmente in tanta panchina e pochissimo campo. Sokratis fa il suo esordio in campionato con la maglia rossonera, al pari di Ibrahimovic e Robinho, nella seconda giornata contro il Cesena e la prestazione è di quelle altamente deludenti. Sono Bogdani e Giaccherini ad apporre la firma sul 2-0, il tutto mentre il centrale greco mostra chiari segni di affanno in difesa.

Sokratis Papastathopoulos MilanGetty

Papastathopoulos scenderà in campo in altre due occasioni prima della fine del 2010, troppo poco per un giocatore sul quale tanto si puntava. A gennaio il suo nome è tra i più caldi in ottica calciomercato e per giorni si parla di un più che probabile trasferimento al Lecce, ma la cosa non va in porto. Resterà in rossonero fino al termine della stagione, il tempo necessario di mettere altre cinque sole partite nelle gambe tra Coppa Italia e campionato e di vincere uno Scudetto.

L’estate successiva il Milan cede il suo cartellino al Genoa, che nel giro di un mese trova nel Werder un club pronto ad investire sul ragazzo: il trasferimento si chiude sulla base di un prestito con diritto di riscatto.

La Bundesliga si rivelerà essere il luogo perfetto nel quale rilanciarsi e, al netto di una rissa in allenamento con Marko Arnautovic che farà molto scalpore, quella di Brema è l’esperienza che gli consente di imporsi realmente ad alti livelli.

Nel 2013 le sue ottime prestazioni gli valgono poi l’approdo alla corte di Jurgen Klopp al Borussia Dortmund.

“Siamo molto contenti di accogliere Sokratis - spiegherà Michael Zorc - Abbiamo preso un top player”.

Papastathopoulos, alla sua prima annata vissuta nella Ruhr, viene subito eletto miglior difensore della Bundesliga e da lì in poi va a comporre con Hummels una coppia tanto solida, quanto affiatata.

“Quello che fa Sokratis in fase difensiva - svelerà proprio Hummels - è semplicemente incredibile”.

A Dortmund vince una Coppa di Germania e due Supercoppe di Germania, in cinque stagioni, prima del trasferimento in Premier League. A individuare in lui l’uomo giusto per la retroguardia dell’Arsenal è Unai Emery.

Sokratis Papastathopoulos - croppedGetty Images

I Gunners mettono sul tavolo 20 milioni di euro pur di anticipare la concorrenza, ma se l’inizio sembra promettente, il finale non è all’altezza delle aspettative. Vince una Coppa d’Inghilterra ed una Community Shield, prima di essere messo, all’inizio della stagione 2020/2021 fuori rosa da Mikel Arteta.

Quando a trentatré anni rescinde il contratto che lo lega ai londinesi, Sokratis si riscopre essere tra i centrali più ambiti del calcio europeo. Il suo nome viene accostato a quello della Roma, della Lazio, del Betis, del Liverpool e del Genoa, ma lui ha già deciso che è arrivato il momento di tornare a casa.

Nel gennaio del 2021 si lega all’Olyimpiacos, club con il quale vince, al primo tentativo il titolo di campione di Grecia.

Gli anni nei quali si parlava di lui come di uno dei migliori centrali del calcio europeo sono passati, ma il ‘Papa greco’ continua ad essere una certezza. Ad Atene fa coppia nel cuore della difesa con Manolas: come dire, un duo che potrebbe fare al caso di molti club che militano nei migliori campionati europei.

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