Si è a lungo discusso del suo periodo sfortunato, quasi esorcizzando la possibilità di una ricaduta di qualsiasi genere, augurandogli una ripresa: anche perché di Silas si è sempre parlato bene.
Classe '98, nato nella povertà e cresciuto nel Black Mountain Sports, academy legata al nome di Nicolas Anelka si è reso protagonista di un salto dalla quinta divisione francese, con l'Alès, alla Ligue 2, al Paris FC, prima di trasferirsi allo Stoccarda, nel 2019. La sua è una storia particolare: in mezzo alle due esperienze una parentesi drammatica legata alla sua identità, cambiata su consiglio dell'agente per facilitare il trasferimento dall'Africa all'Europa. E' lì che divenne Wamangituka: grazie allo Stoccarda è Katompa Mvumpa. Si è risolto tutto, insomma.
Con i tedesci Silas è cresciuto e ha dimostrato il suo potenziale, almeno fino a marzo 2021 quando contro il Bayern Monaco si è infortunato gravemente: rottura del legamento crociato. Primo grande stop e stagione finita: ritorna in campo a fine novembre contro il Mainz per 5 minuti, quindi gioca alcuni spezzoni di gara fino alla fine dell'anno solare. In totale, nel 2021, solo 18 match disputati tra campionato e DFB Pokal.
A inizio anno a fermarlo però è il Covid che non gli permette di tornare sul rettangolo verde prima di fine gennaio: gioca 4 partite, contro Eintracht Francoforte, Bayer Leverkusen e Bochum ritrova la titolarità, ma è proprio durante quest'ultima gara che è costretto a lasciare il campo, dopo soli 20 minuti.
Un altro stop, un altro infortunio, questa volta alla spalla: dovrà operarsi. In poche parole, stagione finita: l'ennesima per un giocatore che non vuole mollare e che negli ultimi anni ha vissuto più momenti sfortunati che gioie.




