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Savo Milosevic ParmaGetty

Savo Milosevic, da capocannoniere ad Euro 2000 a delusione al Parma

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Oggi è un distinto signore di 47 anni e fino a settembre lo si vedeva guidare in panchina il Partizan Belgrado, la squadra in cui è cresciuto ed è esploso, prima di girare l'Europa. Alle sue spalle c'è una carriera da bomber vero ovunque abbia giocato, con un'unica ma rilevante grave macchia: aver fallito in Serie A, dove ha giocato con la maglia del Parma.

È stato questo lo strano destino di Savo Milosevic, centravanti dal fiuto del goal innato, primatista di reti con la Nazionale serba, che non riuscì ad esprimersi ai suoi livelli una volta approdato in Italia con il Parma.

DAL PARTIZAN ALL'ASTON VILLA

Savo è serbo ma nasce a Bijeljina, in quella che oggi è la Bosnia Erzegovina e all'epoca era la Repubblica Federale di Jugoslavia, il 2 settembre del 1973. Cresce nelle Giovanili del Partizan Belgrado e nel 1992, negli anni duri e terribili delle Guerre balcaniche, passa in prima squadra. Alto un metro e 86 centimetri per 82 chilogrammi, dimostra presto di essere un attaccante molto prolifico.

In tre stagioni con i nero-bianchi segna 64 goal in 94 partite nel campionato di Serbia e Montenegro. I movimenti nazionalisti stavano portando alla disgregazione della Repubblica socialista jugoslava e i campionati che ne nacquero non erano sicuramente all'altezza della vecchia Prva Liga.

Non faceva eccezione il torneo serbo-montenegrino (cui partecipavano anche le squadre bosniache) ma sulla confidenza con il goal di Milosevic ci furono da subito pochi dubbi.

Giocatore bravo a usare il proprio fisico per far salire la squadra e liberarsi dei difensori avversari, è letale in area di rigore, vince 2 campionati serbi e 2 Coppe nazionali, laureandosi capocannoniere del torneo nel 1994 e nel 1995.

A metà anni novanta del secolo scorso arriva per lui la grande opportunità di affermarsi in un campionato importante come la Premier League. Milosevic si trasferisce infatti all'Aston Villa per 3 milioni e mezzo di sterline, poco meno di 4 milioni di euro attuali.

L'impatto del centravanti serbo con il calcio inglese è notevole. Il primo anno è il più brillante, poi il suo impatto realizzativo va un po' in calando ed emergono alcuni limiti caratteriali del ragazzo e una certa propensione, con quel fisico prestante, agli infortuni muscolari.

Totalizza comunque 29 goal in 91 presenze totali, e nel 1996 conquista con i Villans la Coppa di Lega, superando 3-0 in finale il Leeds United. È suo il goal che il 24 marzo apre le marcature contro i Peacocks. In patria lo esaltano, e c'è chi conia per lui il soprannome pesante di 'Van Basten serbo'.

Savo Milosevic Aston VillaGetty

GLI ANNI AL REAL SARAGOZZA

La definitiva consacrazione per Milosevic arriva con il suo trasferimento nella Liga spagnola. In anni in cui in Spagna approdano grandi campioni, il centravanti di passaporto serbo si trasferisce al Real Saragozza e ne diventa l'uomo simbolo, portando i Leoni a un 9° e a un 4° posto finali in classifica, e totalizzando in due anni 38 goal in 72 presenze.

Numeri importanti, in anni caratterizzati nell'ex Jugoslavia dalla cruenta guerra in Kosovo, scatenata dalla follia nazionalista del regime di Slobodan Milosevic, omonimo dell'attaccante, da cui quest'ultimo prende nettamente le distanze.

Serbo nato e cresciuto in Bosnia, Savo condanna il regime. "Non posso più restare a guardare", dichiara.

Così un giorno, dopo essersi recato a Belgrado nei giorni in cui il Paese viene fatto oggetto dei bombardamenti della NATO, parla con alcuni amici intimi e gioca una partita di calcetto in piazza indossando la maglia con il pugno chiuso alzato, segno dell'opposizione al tiranno.

CANNONIERE ALL-TIME CON LA SERBIA

Se la carriera di Milosevic con le squadre di club è brillante, ancor più lo è quella nella Nazionale serba. Il centravanti indossa per la prima volta la divisa di quella che ancora mantiene il nome di Repubblica Federale di Jugoslavia (con calciatori di Serbia, Montenegro e Kosovo) il 23 dicembre del 1994, in una gara amichevole disputata in Brasile, a Porto Alegre, contro la Seleçao campione del Mondo, vittoriosa per 2-0. 

Nella seconda gara, un'amichevole contro Hong Kong, realizza la sua prima doppietta. Presto diventa un punto fermo, ma le sanzioni internazionali inflitte alla Serbia gli impediscono di partecipare ai Mondiali di USA '94 e ad Euro '96 in Inghilterra.

La prima manifestazione internazionale cui Savo può partecipare in Nazionale sono dunque i Mondiali di Francia '98. La rappresentativa jugoslava guidata da Slobodan Santrac si qualifica agli ottavi di finale, ma qui viene eliminata dall'Olanda, vittoriosa per 2-1. Milosevic è considerato un rincalzo nella rosa e disputa da titolare solo la terza gara del girone vinta contro l'Iran e una manciata di minuti nel finale di quella precedente, anch'essa vittoriosa, contro gli Stati Uniti.

Decisamente meglio va al centravanti negli Europei del 2000 in Belgio e Olanda. Milosevic si presenta in gran forma e con Vujadin Boskov ct. si rivela come grande bomber anche con la sua Nazionale.

Segna una doppietta nella rimonta per 3-3 contro la Slovenia, poi decide con un suo goal la sfida con la Norvegia (1-0) e buca anche la difesa della Spagna (sconfitta per 4-3). Agli ottavi di finale, tuttavia, ancora l'Olanda ferma la Jugoslavia, demolita con un pesante 6-1. Per Milosevic la magra soddisfazione del goal della bandiera, che gli consente di laurearsi capocannoniere del torneo con 5 reti a pari merito con Patrick Kluivert. 

Potente, forte fisicamente, bravo nel tiro e nel colpo di testa, il centravanti di Bijeljina è finalmente pronto a sbarcare in Serie A. Ma le cose in Italia non andranno come lui auspicava.

Dopo 32 goal in 71 presenze collezionati indossando la maglia di quella che manteneva il nome di Jugoslavia, l'avventura di Milosevic in Nazionale, fallito l'obiettivo della qualificazione ai Mondiali 2002, prosegue con la Serbia dal 2003 al 2006.

L'attaccante, che ormai ha speso gli anni migliori della sua carriera, aggiunge altre 3 reti in 30 presenze, che sommate alla doppietta messa a segna nell'amichevole di addio contro la Bulgaria giocata a Belgrado il 19 novembre del 2008, lo rendono il miglior bomber all-time della Serbia con 37 goal in 102 partite. 

Savo Milosevic at Euro 2000Getty

MILOSEVIC AL PARMA: IL FLOP IN SERIE A

Il Parma di Callisto Tanzi aveva provato a prendere Milosevic già nel 1995, quando ancora militava nel Partizan Belgrado. I ducali avevano raggiungo un accordo con il club serbo sulla base di 8 miliardi di Lire, c'era la sua disponibilità a trasferirsi in Italia ma alla fine la spuntò l'Aston Villa.

Riuscirà nel suo intento 5 anni più tardi, quando ormai Milosevic, reduce dal titolo di bomber ad Euro 2000 in coabitazione con Kluivert, era diventato una star europea e la sua valutazione era salita alle stelle. Il contratto che lo legava al Real Saragozza fino al 2003 prevedeva infatti una clausola rescissoria da ben 72 miliardi.

Il Parma, si fa per dire, riesce a ridurre il costo accordandosi con il club aragonese sulla base di 55 miliardi di Lire. A stupire ancora di più è il contratto faraonico che viene offerto all'attaccante: 6,5 miliardi a stagione per 7 anni. Nel calcio italiano sono del resto gli anni delle cosiddette 'sette sorelle', che fanno a gara fra loro a chi si assicura i giocatori più forti del globo senza badare troppo alle spese e ai bilanci.

La presentazione ufficiale arriva a inizio agosto del 2000 nel ritiro aostano dei gialloblù di Alberto Malesani. La società si aspetta da lui che non faccia rimpiangere Hernan Crespo, ceduto alla Lazio, alcuni tirano in ballo il vecchio soprannome di 'Van Basten serbo', altri lo accostano più a Christian Vieri. L'attaccante è entusiasta per la sua nuova avventura e promette grandi cose ai tifosi.

"Il confronto non lo temo, anzi le sfide mi piacciono, mi spronano. Sono venuto per fare tanti goal, credo che almeno 20 sono alla mia portata. Voglio vincere la classifica cannonieri".

Punta in alto Milosevic, e con un carattere orgoglioso come il suo non può essere altrimenti, ma proprio per questo il suo fallimento con il Parma farà ancor più clamore e i tifosi se la legheranno al dito. Nonostante una condizione fisica che appare lontana da quella ottimale, Malesani dimostra di avere fiducia nelle qualità del bomber serbo, anche se la sua prima scelta era il cileno Salas.

"Tecnicamente mi fa molto piacere avere un centravanti che può fungere da punto di riferimento per i lanci dei nostri centrocampisti, - dichiara a 'La Gazzetta dello Sport' - anche se Salas mi avrebbe offerto più garanzie perché conosce già il campionato italiano". 

Forse l'allenatore veronese aveva già intuito come sarebbero andate le cose. Milosevic infatti lotta, sgomita, ma corre e segna poco. In 21 partite di campionato realizza 8 reti, e a queste bisogna aggiungere 2 reti in Coppa UEFA e altre 2 in Coppa Italia. In totale 12 goal in 31 apparizioni, un po' poco per chi era costato cifre esorbitanti. La società, che aveva investito tanto sul calciomercato, esonera Malesani alla 14ª affidando la guida tecnica ad Arrigo Sacchi, il quale tuttavia lascia dopo appena 3 gare a Renzo Ulivieri.

Arrigo Sacchi Savo Milosevic ParmaGetty Images

La squadra chiude al 4° posto, qualificandosi per i playoff di Champions League, è finalista di Coppa Italia e viene eliminata agli ottavi di Coppa UEFA. Non va meglio il secondo anno, con Ulivieri alla guida degli emiliani.

"Milosevic era il calcio, - dirà del serbo dopo aver salutato il Parma - non ho mai conosciuto altri attaccanti che sapessero giocare con i compagni e per i compagni come Savo".

Il tecnico toscano, dopo averlo inizialmente bacchettato per cercare con troppa insistenza il goal, parla molto bene di Milosevic, ma gli ultimi 6 mesi in gialloblù si rivelano assolutamente deludenti per il centravanti, sul quale il club aveva investito molto.

Ci si mettono anche episodi extracalcistici, come una rapina a mano armata ad opera di delinquenti che turba la sua serenità. Qualcuno mette in mezzo anche una presunta love story con la cugina di Mauro Milanese. La squadra stenta, lo stesso Ulivieri viene esonerato dopo 10 giornate e gli subentra Daniel Passarella.

"Dopo che avevo litigato con Stefano Tanzi, una volta mi ferma la polizia e mi sequestra la macchina.- denuncerà Almeyda, centrocampista di quel Parma, nella sua autobiografia 'Almeyda, anima e vita' -Giorni dopo, mi sono svegliato e la macchina nuova era sparita dal garage. A Milosevic, lui pure in conflitto con la società e con un contratto alto come il mio, capitava lo stesso. Un giorno mia moglie torna a casa e sente delle voci all'interno. Scappa e chiama la polizia. A casa poi non mancava niente. Ma c'era una manata sulla parete, fatta con olio di macchina. Un messaggio mafioso. Mia moglie ha avuto un parto prematuro. Dopo il Mondiale 2002 a Parma non sono più tornato".

L'attaccante racimola 3 reti in 19 presenze complessive, egualmente distribuite fra campionato, Coppa Italia e Coppa UEFA (gioca anche il doppio impegno dei playoff di Champions con il Lille).

IL RITORNO IN SPAGNA E IL RITIRO

Dopo l'arrivo del tecnico argentino non c'è più spazio per lui in squadra e così nel mese di gennaio del 2002 si consuma la cessione in prestito al Real Saragozza, con l'obiettivo di rivalutare un po' il cartellino.

Arrivato in Italia con grandi aspettative, Milosevic lasciava il Parma dopo 50 presenze complessive e 15 goal, di cui soltanto 9 in campionato, mentre le folli cifre che erano state spese per lui andavano a gravare sul bilancio dissestato della società emiliana.

Il serbo ci mette un po' a ritrovarsi, ma con Espanyol e Celta Vigo, dove gioca in prestito nei successivi 2 anni, torna su ottime medie realizzative, pur retrocedendo in Segunda División con i galiziani. Nel 2004, scaduto il suo contratto con il Parma, firma con l'Osasuna, e a Pamplona il bomber ritrova una seconda giovinezza. Gioca fino al 2007, totalizzando 24 reti in 92 partite (21 i goal in campionato). 

Chiude la sua carriera in Russia, con il Rubin Kazan, squadra con cui firma nel marzo 2008. Gioca 16 partite con 3 goal, togliendosi la soddisfazione di aver segnato in 5 campionati diversi. Suo è anche il goal che consegna matematicamente con 3 giornate di anticipo il primo titolo russo al Rubin Kazan, messo a segno il 2 novembre 2008 contro il Saturn.

Nel mese di novembre del 2008 appende gli scarpini al chiodo, dopo aver segnato complessivamente oltre 250 goal ufficiali nella sua carriera. Con un unico grande rammarico: quello di non aver fatto bene in Italia.

Savo Milosevic Partizan 2019depophotos

LA TRAGEDIA FAMIGLIARE

Dopo il ritiro, nel 2011 Milosevic vive una terribile tragedia famigliare. Dopo una lite iniziata in cortile, suo nonno entra in casa, imbraccia un fucile M-48 e spara a suo figlio cinquantottenne, Steven.

Portato subito all'ospedale con in ambulanza, il padre di Milosevic muore durante il viaggio, mentre il nonno di 83 anni è arrestato dalle forze dell'ordine. La tragedia si consuma a Glavicice, 200 chilometri a est di Sarajevo, e segnerà nel profondo l'ex attaccante.

MILOSEVIC ALLENATORE: LE DIMISSIONI DOPO LA FURIA

Milosevic, trascorsi diversi anni da quel terribile fatto di sangue, prova a tornare nel mondo del calcio nel ruolo di allenatore e nel marzo del 2019 gli viene offerta la panchina del Partizan Belgrado. Il club con cui era esploso si ricorda di lui. I primi mesi sono positivi, con la conquista della Coppa di Serbia e un 3° posto finale in campionato.

L'ex bomber chiude la stagione al 2° posto in classifica, non sensa esser stato criticato dai tifosi per i 14 punti di distacco dai rivali storici della Stella Rossa, ritenuti eccessivi. In questo campionato, poi, a Savo sono letteralmente saltati i nervi nella sfida fuoricasa contro il Vojvodina. 

Allo Stadion Karadjordje di Novi Sad è il 75' di gioco e il Partizan è in vantaggio per 2-1 sui padroni di casa nonostante un uomo in meno per l'espulsione di Seydouba Soumah, con goal iniziale dell'ex Roma e Bologna Umar Sadiq. 

Come raccontato dal quotidiano serbo 'Telegraf', Milosevic, già fuori di sé per il cartellino rosso, ad una nuova decisione avversa del direttore di gara va letteralmente in escandescenza. Così lancia una borraccia all'arbitro Srdjan Jovanovic, che a quel punto non ha potuto far altro che espellerlo. Non soddisfatto, Milosevic inizia a urlare e a dare calci a tutto quello che si è trovato davanti fra la panchina e lo spogliatoio.

Prima di abbandonare il terreno di gioco, calcia infine con rabbia il microfono accanto alla pista di atletica. L’immagine dell’ex Parma che colpisce violentemente il microfono è diventata poi virale sui social network, con il tecnico del Partizan immortalato in una posizione simile alla silhouette del logo della Bundesliga. In 10 contro 11 i nerobianchi subiscono la rimonta beffa degli avversari negli ultimi 2 minuti.

Milosevic finisce naturalmente nell'occhio del ciclone e prende una decisione drastica: prima di essere stangato dal giudice sportivo, con la squadra già distante 6 punti in classifica dallo Stella Rossa, ha rassegnato le dimissioni da capo allenatore del Partizan. La guida tecnica della squadra serba è passata nelle mani di Aleksandar Stanojevic.

L'ex attaccante del Parma dovrà ritrovare un po' di autocontrollo prima di rimettersi in discussione con una nuova esperienza, seguendo il consiglio di intraprendere la carriera da allenatore, che gli avrebbe dato qualche anno fa niente meno che Sir Alex Ferguson. 

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