'Sassolino' Lapadula: "Per molti non ero da Milan..."

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Gianluca Lapadula si gode il momento d'oro e torna sul penalty fallito da Niang in Milan-Crotone dopo un battibecco tra i due: "Ho sbagliato, gli ho messo pressione".

Milan-Crotone, minuto 52: Gianluca Lapadula viene steso in area da Crisetig e l'arbitro assegna il rigore. L'ex Pescara e M'Baye Niang discutono su chi calciarlo, alla fine la spunta il francese che però lo fallisce.

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A mente fredda, a 'Mediaset' l'uomo del momento dei rossoneri fa 'mea culpa': "Ho sbagliato, chiedo scusa a Niang perché lui è il rigorista e poi è stato anche fischiato. Gli ho messo più pressione del dovuto e non era mia intenzione".

"L’anno scorso con gli abruzzesi non ho calciato neanche un rigore e non ho mai voluto farlo - aggiunge Lapadula - Ma avevo molta voglia di fare goal a San Siro".

Il centravanti del Diavolo poi chiarisce: "Il rapporto con Bacca è buono, così come con gli altri attaccanti. C’è tanta competitività ma c’è il massimo rispetto e si scherza e si ride".

Un goal che poi è arrivato nelle battute conclusive, regalando 3 punti d'oro al Milan: "E’ un momento molto positivo ma a me piace anche ricordare il periodo precedente a questo che è stato più importante. Ero infortunato, non giocavo e per tanti non ero da Milan. In quel momento ho capito che doveva iniziare il mio campionato e sta arrivando tutto questo".

Eppure, l'italo-peruviano in A ci è arrivato in 'leggero' ritardo: "Si vede che non ero ancora pronto, poi credo che la situazione del Parma non abbia agevolato nessun giocatore. Non mi hanno fatto mai esordire, ho fatto un ritiro invernale con Guidolin ma poi mi hanno sempre dato in via in prestito".

In estate le pretendenti al suo cartellino non sono mancate: "Mi volevano e mi hanno cercato in tanti, come il Napoli. La scelta del Milan l’ho fatta in poche ore, ho voluto fortemente i rossoneri e sono contento di questo".

Parole dolci, poi, per Montella e Berlusconi: "Non è facile allenare il Milan, quando è arrivato ha unito il gruppo e ha dato un’identità di gioco. Il presidente? Al derby è venuto nello spogliatoio, ci ha caricato e anche a fine partita ci ha sostenuto nonostante la delusione. Se ho imparato il cinese? Non so nulla".

I 'cugini' arrancano: "Noi guardiamo la nostra strada e la nostra classifica. L’Inter nel derby mi è piaciuta, ha grandi valori e secondo me potrebbe venire fuori. Cosa ruberei a Icardi? I movimenti, si muove benissimo e attacca alla grande la profondità".

La classifica alimenta sogni tricolore: "Ho sempre affrontato i campionati pensando a una gara alla volta. E credo che faremo così anche quest’anno, poi alla fine vedremo. In più c’è la Supercoppa che incombe. Un numero di goal che mi renderebbe felice? Non c’è. Penso più alla prestazione".

 

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