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Sampdoria Werder 2010Getty

Sampdoria-Werder Brema e il sogno Champions infranto dei blucerchiati

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Dopo i fasti dell'epoca d'oro della presidenza di Paolo Mantovani, e l'ultima volta in Champions League il 20 maggio 1992, che coincide con la sconfitta nella finale persa con il Barcellona a Wembley, la Sampdoria si guadagna la possibilità di tornare nella massima competizione europea sotto la presidenza di Riccardo Garrone.

La squadra genovese migliora i propri risultati sotto la gestione di Walter Mazzarri, e l'arrivo in panchina di Gigi Delneri nel 2008 coincide con una stagione entusiasmante. I doriani, trascinati dalla coppia d'attacco Cassano-Pazzini sono protagonisti di un irresistibile rush finale. Il conseguimento del 4° posto, ottenuto battendo fra le altrenel girone di ritorno Lazio, Juventus, Genoa, Milan e Roma all'Olimpico alla quartultima,vale la possibilità di qualificarsi alla fase a gironi di Champions League attraverso i playoff.

IL MERCATO E IL DURO SORTEGGIO

Dopo il prestigioso traguardo conseguito, che assicura alla squadra genovese il ritorno in Champions League 18 anni dopo la finale di Wembley, Delneri lascia tuttavia la panchina blucerchiata per trasferirsi alla Juventus, e al suo posto arriva l'ex capitano del Vicenza, Domenico Di Carlo.

Il calciomercato estivo vede l'acquisto a titolo definitivo del giovane centrocampista centrale Daniele Dessena dal Parma, e gli arrivi in comproprietà del portiere Gianluca Curci dal Siena e dell'ala Stefano Guberti dalla Roma. Tanti sono poi i rientri dai prestiti: su tutti quelli del lituano Marius Stankeviciuc, dei difensori Massimo Volta e Jonathan Rossini, del centrocampista Paolo Sammarco e dell'attaccante Guido Marilungo.

Il vero colpo è trattenere i due gioielli Cassano e Pazzini. Il club genovese riscatta inoltre dall'Empoli la giovane punta Nicola Pozzi come alternativa ai due titolari. A fine agosto, dunque dopo la doppia sfida europea, ci sarà anche il prestito di Zauri dalla Lazio. In uscita salutano diversi portieri: Marco Storari per fine prestito, Luca Castellazzi e Antonio Mirante a titolo definitivo, oltre ad un gruppo di giovani speranze cedute a titolo temporaneo.

Con questa rosa la Sampdoria si presenta ai nastri di partenza dell'impegno più importante della stagione: quello con i playoff di Champions League, appunto, da centrare a tutti i costi benché la condizione generale non possa essere in agosto ancora la migliore. La situazione si complica inevitabilmente quando dall'urna dell'UEFA viene fuori l'abbinamento con il Werder Brema di Thomas Schaaf, una delle squadre più forti all'interno del lotto delle partecipanti.

LA SCONFITTA DI BREMA

La partita di andata si gioca al Wieserstadion di Brema mercoledì 18 agosto 2010. Ben 2500 tifosi partono da Genova per sostenere la loro squadra del cuore. La strategia di Di Carlo, con una condizione della squadra ancora non ottimale, è chiara: tentare di limitare i danni, possibilmente di uscire fuori dalla trasferta in terra tedesca con un risultato positivo.

La Sampdoria scende in campo con un classico 4-4-2 e al centro della difesa la coppia Gastaldello-Lucchini, mentre in mezzo al campo, accanto a capitan Palombo, giostra l'argentino Tissone. Davanti ci si affida all'estro di FantAntonio e al fiuto del goal di Pazzini per creare pericoli alla difesa tedesca.

I biancoverdi sono schierati invece con un 3-5-2 che diventa spesso 3-4-1-2 in fase di possesso. Già al 3' Pizarro su punizione mette i brividi a Curci: il suo sinistro termina largo non di molto. Al 12' è capitan Frings a tentare la conclusione dall'interno dell'area italiana, ma la stessa è deviata in angolo dalla difesa.

La Sampdoria non sta a guardare e 2 minuti dopo va in goal: su cross di Semioli, Pazzini, fra i più in forma dei suoi, infila Wiese in spaccata. L'arbitro francese Lannoy, tuttavia, annulla per fuorigioco del centravanti. Con lo scorrere dei minuti sono così i padroni di casa a guadagnare campo: Curci ha il suo bel da fare nel respingere un tiro di Aaron Hunt, poco dopo Pasanen da lontano non inquadra lo specchio della porta.

L'occasione più ghiotta della prima frazione capita ad Hugo Almeida: dopo un tiro del peruviano Pizarro deviato da Gastaldello, il pallone giunge al portoghese che stacca bene di testa scheggiando la parte superiore della traversa. In chiusura di tempo è invece ancora Curci a superarsi per dire di no ad un bolide di Bargfrede. Il fortino blucerchiato regge, e il primo tempo si conclude senza goal.

Nella ripresa però gli episodi sfavorevoli e l'intraprendenza dei biancoverdi cambiano l'inerzia del match. La tensione gioca un brutto scherzo a Tissone, che rinvia male un pallone sanguinoso: la sfera termina sui piedi di Fritz, che controlla e scaglia un sinistro imparabile, che si infila nell'angolo alto alla destra di Curci: 1-0 Werder.

È soltanto il 51' e volendo c'è tutto il tempo per recupero. La Sampdoria ci prova subito, ma Pazzini è nuovamente molto sfortunato quando al 58' la sua conclusione di punta, in stile 'futsal', si stampa sul palo. La porta di Wiese sembra stregata, Di Carlo inserisce Poli e Guberti per Tissone e Mannini, in modo da dare più spinta alla squadra, ma al 66' c'è l'altro grosso episodio sfavorevole ai blucerchiati: sugli sviluppi di un corner, Lucchini trattiene per la maglia Prödl e l’arbitro francese Lannoy assegna il rigore al Werder, sventolando il secondo cartellino giallo al difensore doriano, che, già ammonito, viene quindi espulso.

Sul dischetto va alla battuta Frings: il suo tiro batte Curci, nonostante il portiere intuisca la traiettoria. Di colpo la Sampdoria si ritrova sotto di 2 goal e in inferiorità numerica, e la priorità diventa non trasformare la trasferta di Brema in disfatta.

I sogni blucerchiati si riducono al lumicino quando 2 minuti dopo il rigore, il peruviano Pizarro cala il tris trafiggendo Curci dopo uno spettacolare scambio in velocità con Hugo Almeida, che gli restituisce il pallone di tacco. Se Cassano gira a vuoto per tutta la gara, l'ultimo ad arrendersi è ancora una volta 'Il Pazzo', che in extremis, in piena zona Cesarini, riapre i giochi per la qualificazione: stacco di testa perfetto su cross di Stankevicius a fissare il punteggio finale sul 3-1.

Il risultato compromette, ma non pregiudica definitivamente, le possibilità di qualificazione alla fase a gironi di Champions della squadra di Di Carlo, chiamata all'impresa nella gara di ritorno a Marassi. Il tecnico tedesco Schaaf

L'ILLUSIONE DI MARASSI

Martedì 24 agosto allo Stadio Luigi Ferraris di Genova va in scena la gara di ritorno e l'atmosfera è quella delle grandi occasioni. Sugli spalti fra i 28100 spettatori si respira aria di impresa. Di Carlo sostituisce lo squalificato Lucchini spostando Volta al centro della difesa accanto a Gastaldello, e schierando il lituano Stankevicius sulla fascia destra. Come ala sinistra Guberti è preferito dal 1' a Mannini, mentre a centrocampo tocca a Dessena affiancare capitan Palombo.

Davanti le speranze blucerchiate sono affidate ancora una volta a Cassano, che deve riscattarsi dopo la deludente prova dell'andata, e Pazzini, che invece era stato fra i migliori di Brema. Il tedesco Schaaf cambia modulo, passando al 4-2-3-1, con Borowski, Claudio Pizarro e Marin alle spalle del centravanti Wagner.

L'avvio di partita alimenta i sogni blucerchiati. Dopo un colpo di testa di Frings terminato di poco a lato, già all'8', infatti, la squadra di Di Carlo, che inizia a gran ritmo, passa a condurre: Cassano riceve sulla sinistra da Ziegler, si accentra e mette in mezzo una palla che Pazzini, appostato sulla linea laterale dell’area piccola, dalla parte opposta, devia di testa in porta. Il portiere intuisce e tocca la sfera, ma non riesce a respingere: 1-0 e il numero 10 può lanciarsi nella sua tipica esultanza.

Il goal galvanizza ancora maggiormente la formazione blucerchiata, che si lancia in attacco alla ricerca del raddoppio. E il 2-0 arriva appena 5 minuti più tardi: punizione di Stankevicius dalla trequarti, sull'out di destra, la palla, ben calciata, spiove nel cuore dell'area ancora in direzione di Pazzini, che con una spettacolare mezza girata fulmina nuovamente l'incredulo Wiese e la manda a insaccarsi all'incrocio dei pali.

Il doppio vantaggio ottenuto nel giro di nemmeno 15 minuti dà alla Sampdoria la certezza di poter ribaltare il 3-1 dell'andata. A quel punto, però, inizia una lunga guerra di nervi con l'avversario, che si chiude in difesa ma quando può riparte in contropiede e cerca di andare a segno soprattutto sfruttando i calci piazzati.

Prima Borowski impegna Curci di testa su azione da corner, poi è Wagner a provarci dal limite dell'area, senza riuscire però a inquadrare lo specchio. La manovra tedesca è tuttavia asfittica, e non è un caso che i giocatori biancoverdi tentino la sortita anche con improbabili punizioni dalla distanza, come quella calciata da Claudio Pizarro al 34' e finita lontanissima dai pali della porta genovese.

Per contro la squadra di Di Carlo quando affonda i colpi dà l'impressione di poter chiudere la pratica. E al 40', sugli sviluppi di un angolo calciato da Semioli, il solito Pazzini, scatenato, impatta di testa dal cuore dell'area indirizzando il pallone verso il palo lungo. Wiese è battuto, ma sulla linea di porta ha piazzato Fritz, che compie un salvataggio miracoloso.

Prima della fine del primo tempo ci prova anche Cassano da posizione defilata: la sua conclusione trova tuttavia la ribattuta con i piedi del portiere tedesco. Dopo l'intervallo il tecnico tedesco Schaaf si gioca la carta Marko Arnautovic, nel tentativo di dare più brio alla manovra offensiva.

Ne seguono una quarantina di minuti di autentica sofferenza, nei quali comunque la Sampdoria, che accusa un po' lo sforzo fatto nei primi 45 minuti, riesce comunque a mantenere inviolata la propria porta. Decisivi sono i minuti finali, quando la stanchezza si fa sentire per entrambe le squadre e le gambe si appesantiscono.

Non per Antonio Cassano, che riscatta la deludente prestazione dell'andata con una genialità che frutta il 3-0 blucerchiato: all'85' FantAntonio su assist dalla destra di Semioli mette la firma sull'incontro con un beffardo colpo di tacco che supera Wiese per il 3-0. Il pubblico di Marassi è in delirio, l'impresa è ad un passo.

IL GOAL DI PIZARRO E LA FINE DEL SOGNO

L'esultanza del numero 99 barese è smodata e forse, a posteriori, esagerata. Di Carlo, 5 minuti dopo il goal, decide di sostituirlo con Pozzi. La convinzione di avercela fatta gioca un brutto scherzo ai genovesi, che in pieno recupero, al 93', vengono trafitti da Rosenberg, attaccante del Werder subentrato al 72' a Wagner, con una conclusione angolata dal limite dell'area: 3-1, propiziato da un clamoroso scivolone di Ziegler, che dopo altri 2 minuti di recupero significa tempi supplementari.

"Peccato, perché avevamo fatto una partita perfetta sino al gol del 3-1 arrivato nei minuti di recupero - dichiarerà Pazzini a fine match -. Era destino che andasse a finire così. Perdere tutto nel recupero lascia molta amarezza. Dopo il nostro 3-0, il Werder ha rischiato il tutto per tutto: ormai non avevano più nulla da perdere, mentre noi abbiamo accusato la stanchezza".
"La gara è stata intensa - aggiungerà -, giocata su ritmi molto elevati e sinceramente non abbiamo avuto molta fortuna. Nel primo tempo il terzo goal mi è stato negato da una respinta sulla linea di porta di Fritz con Wiese ormai battuto, poi sul goal di Rosenberg che ha riaperto l'incontro, Ziegler è scivolato spalancando il campo all'attaccante tedesco".

I supplementari vedono il Werder Brema lanciarsi all'attacco e la Sampdoria in grossa difficoltà dopo aver sfiorato l'impresa nei tempi regolamentari. Al 3' del primo tempo supplementare Marin colpisce la traversa con un velenoso tiro a giro. I doriani sono all'angolo e lo psicodramma dei genovesi si compie al 10' della prima frazione dei supplementari: il peruviano Pizarro veste i panni del killer e con un diagonale preciso e beffardo dal limite dell'area trova l'angolino basso sul primo palo sorprendendo Curci.

Su Marassi all'improvviso cala il gelo. I tifosi, che fino a quel momento avevano incessantemente sostenuto i loro beniamini, ammutoliscono e si continua a giocare in un silenzio surreale. Marin colpisce anche una traversa, ma il 3-2 non cambia più fino al fischio conclusivo dell'arbitro ungherese Kassai, che sancisce l'amara eliminazione della Sampdoria ad un passo dalla meta e la qualificazione ai gironi di Champions League del Werder Brema.

"Era un sogno. Ci riproveremo - promette a caldo ai microfoni di 'Sky Sport' il capitano della Sampdoria Angelo Palombo - Una partita che vinci 3-0 la devi gestire meglio, forse siamo calati fisicamente. Loro sono una squadra esperta e ci hanno colpito nel finale. E l’esperienza pesa. Poi hanno grandi giocatori. Peccato...".
"Dispiace, perché andare in Champions League era il sogno di tutti - ammette il bomber Pazzini -. Rappresentava il giusto premio per il campionato straordinario svolto la scorsa stagione. Questa eliminazione è una bella mazzata, sicuramente lascerà degli strascichi".

I blucerchiati finiscono in Europa League ma fanno poca strada, venendo eliminati già nella fase a gironi, in una stagione 2010/11 che si rivelerà 'maledetta' per i colori blucerchiati. A gennaio partono sia il bomber Pazzini, ceduto all'Inter per 12 milioni di euro più il cartellino di Biabiany, sia il suo 'gemello' Cassano, finito al Milan dopo il litigio con il presidente Garrone in autunno e un lungo braccio di ferro con la società genovese, mentre i risultati negativi della squadra porteranno la società ad esonerare il tecnico Di Carlo e a chiamare al timone della squadra Alberto Cavasin.

Nemmeno quest'ultimo, però, riuscirà a raddrizzare l'annata storta. Alla terzultima giornata la sconfitta nel derby con il Genoa, con il goal vittoria rossoblù di Boselli arrivato anch'esso in pieno recupero come quello di Rosenberg nei playoff di Champions, consente al Lecce di operare il sorpasso, spedendo i doriani al terzultimo posto.

La settimana seguente la vittoria della Roma sul Bari e la sconfitta della Sampdoria con il Palermo fissano la classifica: la squadra genovese, a nemmeno 12 mesi dalla qualificazione agli spareggi di Champions, chiude 18ª con 5 lunghezze di ritardo dal Lecce e retrocede clamorosamente in Serie B.

I TABELLINI

ANDATA - Brema, "Weserstadion", mercoledì 18 agosto 2010

WERDER BREMA-SAMPDORIA 3-1

RETI: 51' Fritz (W), 67' rig. Frings (W), 69' C. Pizarro (W), 90' Pazzini (S)

WERDER BREMA (3-5-2): Wiese; Pasanen (77' Boenisch), Mertesacker, Prödl; Fritz, Frings, Bargfrede, Borowski, Hunt (85' Marin); C. Pizarro, Hugo Almeida (89' Arnautovic). A disp. Mielitz, D. Jensen, Rosenberg, Wagner. All. Schaaf

SAMPDORIA (4-4-2): Curci, Volta, Gastaldello, Lucchini, Ziegler; Semioli (68' Stankevicius), Palombo, Tissone (59' Poli), Mannini (65' Guberti); Cassano, Pazzini. A disp. Da Costa, Dessena, Pozzi, Marilungo. All. Di Carlo

Arbitro: Lannoy (Francia)

Espulso: 66' Lucchini (S)

RITORNO - Genova, "Stadio Luigi Ferraris", martedì 24 agosto 2010

SAMPDORIA-WERDER BREMA 3-2 dts

RETI: 8', 13' Pazzini (S), 85' Cassano (S), 90' + 3 Rosenberg (W), 100' C. Pizarro (W)

SAMPDORIA (4-4-2): Curci; Stankevicius, Volta, Gastaldello, Ziegler; Semioli, Palombo, Dessena, Guberti (66' Tissone, 73' Mannini); Pazzini, Cassano (90' Pozzi). A disp. Da Costa, Rossini, Koman, Marilungo. All. Di Carlo

WERDER BREMA (4-2-3-1): Wiese; Fritz, Mertesacker, Prödl, Pasanen (79' Boenisch); Bargfrede, Frings; Borowski (63' Arnautovic), C. Pizarro, Marin; Wagner (72' Rosenberg). A disp. Mielitz, D. Jensen. All. Schaaf

Arbitro: Kassai (Ungheria)

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