La stella di Cristiano Ronaldo è esplosa definitivamente in Inghilterra, sotto la guida di Sir Alex Ferguson: è al Manchester United che il portoghese ha iniziato a gettare le basi di una carriera scintillante, aiutato dalla presenza di altri grandi campioni da cui ha appreso segreti e trucchi del mestiere.
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Nel corso dell'intervista concessa a 'France Football', Ronaldo spiega come è riuscito a migliorarsi sempre di più, fino a diventare la macchina quasi perfetta che è ora.
"Ho usato il cervello. Se hai un po 'di intelligenza, guardi e prendi esempio da coloro che stanno facendo le cose meglio di te. Questo è quello che ho fatto quando ero a Manchester con Ryan Giggs, Paul Scholes, Ruud Van Nistelrooy, Rio Ferdinand... se non impari da ragazzi del genere, sei un imbecille. L'obiettivo non è quello di imitare ma di prendere qualcosa da chi è migliore di te e adattarlo alla propria personalità. Questo è quello che ho fatto. Avevo del talento e li guardavo".
Ferguson è stato una sorta di padre putativo: sotto la sua ala protettiva l'attuale attaccante della Juventus ha spiccato il volo verso l'elite del calcio mondiale.
"Anche Sir Alex Ferguson mi ha insegnato molto e mi sono reso conto di avere il potenziale per segnare, non solo per dribblare e passare il pallone. Ho iniziato a pensare di essere un giocatore completo senza alcuna debolezza, in grado di segnare di destro, di sinistro e di testa. Con una buona etica e uno stile di vita corretto si può pensare di restare ai massimi livelli anche a 34 anni e mezzo. Ho iniziato ad andare in palestra a 11 anni: se non si ha questa disciplina tutti i giorni, non si può restare ai vertici per 15 anni".
Ronaldo non ha imparato ad essere un vincente soltanto da sportivi che hanno fatto la storia: gli esempi provengono anche da altre discipline.
"Ho imparato da tutti coloro che hanno raggiunto l'eccellenza, e non mi riferisco soltanto allo sport. Mi piace leggere del Premio Nobel, su ciò che le persone hanno inventato, generato, creato, sviluppato. Il premio Nobel per persone così, è come vincere il Pallone d'oro per me".

