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Andrea Belotti Kosas Manolas Torino Roma 19082018

Roma, quanti nodi da sciogliere! Da Pastore a Olsen, passando per il modulo

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Quattro punti in tre partite, Juventus già distante 5 lunghezze e tanti, troppi “casi irrisolti”. Non è iniziata nel migliore dei modi la stagione 2018-2019 della Roma, che arriva alla prima sosta della stagione in evidente crisi di identità.

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Tante le critiche piovute addosso a Monchi e, soprattutto, a Di Francesco. Al primo vengono contestate le cessioni (quelle di Nainggolan e Strootman in primis) e il fatto di aver puntato – secondo alcuni – su giocatori ancora un po’ acerbi. Al tecnico invece, viene imputata la poca chiarezza in termini di uomini e modulo. Tra due settimane, dopo la sosta, all'Olimpico arriverà il Chievo e la Roma non potrà permettersi altri passi falsi.


IL MODULO INCERTO


Il 4-3-3 contro il Torino, un 4-3-2-1 mal riuscito contro l’Atalanta e infine il 3-4-1-2 contro il Milan. Tre moduli differenti in altrettante partite, segnale di idee non proprio chiarissime. E proprio quello relativo al modulo tattico è il primo nodo da sciogliere in casa Roma: Di Francesco tornerà al ‘suo’ 4-3-3 o insisterà alla ricerca di un modulo che possa valorizzare maggiormente alcuni dei nuovi acquisti?

Probabilmente per il momento l’allenatore giallorosso farà dietrofront, tornando al modulo a tre punte con Dzeko assistito da due esterni veri, da scegliere tra Under, Kluivert, Perotti ed El Shaarawy.


L'ENIGMA PASTORE


E Pastore? Pastore è proprio il secondo nodo che Di Francesco dovrà essere bravo a sciogliere nelle prossime settimane. Il ‘Flaco’ ha regalato qualche lampo dei suoi ma è parso fin qui un corpo estraneo nei meccanismi di gioco della squadra. “Sacrificato” come mezzala contro il Torino, servito pochissimo (e un po’ disorientato) da esterno mancino contro l’Atalanta, tagliato fuori dal gioco e quasi inutile in fase di non possesso come trequartista a San Siro contro il Milan.

Tre partite, tre ruoli diversi, tre prestazioni insufficienti. E il sospetto che sia proprio il tentativo di cucirgli addosso un ruolo su misura a causare la confusione tattica generale.

Javier Pastore heatmapOpta

Le zone di campo in cui Javier Pastore ha toccato il pallone nelle tre gare disputate


LA COESISTENZA DZEKO-SCHICK



A proposito di “confusione”, torna d’attualità il tormentone relativo alla coesistenza di Dzeko e Schick. Per la settima volta i due sono stati schierati insieme dall’inizio e, così come capitato in altre quattro occasioni prima del match di San Siro, nessuno dei due ha trovato il goal. Non solo, Schick – quando affiancato dal bosniaco – sembra proprio smarrirsi, togliendo persino libertà di movimento al compagno di reparto. La coppia non funziona, per lo meno non adesso. E insistere su questa strada, affascinante ma tortuosa, appare un azzardo.

LA CONDIZIONE DI MANOLAS E FAZIO


Andrea Belotti Kosas Manolas Torino Roma 19082018

Tra i vari problemi ai quali Di Francesco è chiamato a porre rimedio nelle prossime due settimane, quello relativo alla condizione dei suoi difensori appare il più facile da risolvere. Entrambi hanno già trovato il loro primo goal stagonale, ma sia il greco che l’argentino hanno fin qui reso parecchio al di sotto delle loro aspettative.

Contro l’Atalanta Manolas è stato disastroso fino al goal del 3-3 ed anche Fazio ha vissuto una serata da incubo.  Molto male l’argentino – eccezion fatta per il goal –anche a San Siro, dove anche Manolas non ha convinto. E se due delle certezze della scorsa stagione iniziano a scricchiolare, riuscire a blindare la porta diventa davvero complicato.


IL "MISTERO" OLSEN


E proprio relativamente alla porta, torniamo alle critiche mosse nei confronti di Monchi da parte della tifoseria: Olsen. Il gigante svedese fin qui non ha convinto per nulla, pur non essendo evidente responsabile di alcun goal subìto. Contro il Torino ha offerto qualche parata, ma ha rischiato di combinare una frittata colossale. Contro l’Atalanta non ha dato sicurezza e contro il Milan è parso ancora più incerto sia sulla presa che in uscita.

È vero che raccogliere l’eredità di dell'Alisson ammirato a Roma lo scorso anno non è proprio il più agevole dei compiti per un portiere, ma d’altro canto il portiere scandinavo deve dimostare in fretta di essere all’altezza del compito per il quale è stato acquistato.

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