La coda velenosa di Juventus-Inter, semifinale d'andata della Coppa Italia, è ancora negli occhi di chi ha visto la partita: una rissa generata dall'episodio che ha portato al secondo giallo di Romelu Lukaku, beccato da alcuni facinorosi della Curva bianconera con beceri cori di stampo razzista.
A farne le spese in termini di squalifica, oltre all'attaccante belga, anche Samir Handanovic e Juan Cuadrado, protagonisti del contatto più che ravvicinato stoppato soltanto dall'intervento di compagni di squadra e componenti degli staff tecnici: entrambi sono stati espulsi ma il colombiano, a differenza dello sloveno che è stato fermato per una giornata dal Giudice Sportivo, ha ricevuto uno stop pari a tre turni.
Uno spettacolo indecoroso, che non è passato inosservato ai vertici di Allianz, sponsor detentore del naming right dello stadio della 'Vecchia Signora' e presente anche sulle maglie d'allenamento della prima squadra: come riportato dal 'Corriere della Sera', il CEO della sezione italiana del colosso assicurativo, Giacomo Campora, ha preannunciato un richiamo ufficiale alla Juventus con un video diffuso a dipendenti e agenti.
"Manderò una lettera ai vertici del club perché non ritengo assolutamente accettabile che giocatori che portano il nostro marchio sulla maglia tengano atteggiamenti del tutto censurabili e su cui non ammettiamo alcuna scusa legata all’agonismo sportivo".
Tornando ai cori razzisti verso Lukaku, la Juventus ha nel frattempo inoltrato un ricorso contro la chiusura per un turno (in Juventus-Napoli di Serie A) della Curva: da parte della società bianconera c'è la convinzione di non essersi visto riconosciuto l'operato svolto per individuare gli autori di quelle orribili frasi. Peraltro, sempre dal punto di vista del club, questo provvedimento penalizzerebbe gli abbonati del campionato, trattandosi di un episodio occorso in Coppa Italia.
