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Persib Bandung - Mohamad Bashim RashidPersib Official

Rashid a GOAL: "No allo striscione 'Stop War'? La guerra è anche in Palestina"

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L'invasione russa ai danni dell'Ucraina continua a condizionare tutti i settori delle nostre vite, calcio compreso ovviamente: dopo le dure condanne sono arrivati anche i provvedimenti da parte di FIFA e UEFA, che hanno escluso la Russia e lo Spartak Mosca rispettivamente dai playoff di qualificazione ai Mondiali e dall'Europa League.

Tante le iniziative volte a schierarsi contro questo terribile conflitto: a tal proposito, ha fatto notizia il rifiuto di Mohammed Rashid di posizionarsi dietro allo striscione 'Stop War' prima di una partita del massimo campionato indonesiano, dove è protagonista con la maglia del Persib Bandung.

Intervistato da GOAL, il centrocampista palestinese ha spiegato il motivo di questa scelta, profondamente legata alle sue radici e all'analoga situazione vissuta dal suo popolo ormai da molti anni.

"Non mi sono posizionato dietro lo striscione perché non c'è equità in esso. Naturalmente non sono a favore della guerra in Ucraina e non sostengo l'azione militare della Russia: sono contro ogni tipo di conflitto e di violenza. Perché, però, dovrei stare dietro uno striscione con su scritto 'Stop War' quando la guerra in questione è in corso in Europa? Quando abbiamo provato a fare lo stesso per ciò che da anni accade in Palestina ci è stato detto che era illegale, che il mescolamento di calcio e politica andava contro le regole della FIFA. E' solo una questione di giustizia ed equità".

Da Rashid un pesante attacco alle istituzioni che regolano il calcio in Europa e nel mondo, accusate di avere un atteggiamento da 'due pesi e due misure'.

"Forse ritengono che le vite di arabi e musulmani non siano dignitose, non contino, quindi non è un loro problema. Siamo tutti esseri umani che vogliono vivere in pace e godersi la vita, quindi perché non si può prendere posizione in merito alla guerra in Palestina, in Siria, in Libano, nello Yemen e in Iraq? Anche quegli innocenti che muoiono senza un motivo sono degli esseri umani".
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