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Pogba Mourinho Manchester UnitedGetty

Pogba e Mourinho avversari in Roma-Juventus: un rapporto complicato

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Il 24 maggio 2017, alla 'Friends Arena' di Solna, il Manchester United fa sua l'Europa League dopo aver battuto l'Ajax nella finalissima: il primo goal dei due realizzati è a firma di Paul Pogba che, al triplice fischio, si lascia andare ad un'esultanza in tandem con José Mourinho. Un momento a suo modo storico, poiché in netta controtendenza nel quadro clinico di un rapporto mai veramente decollato. Tutt'altro.

I due saranno di fronte, uno contro l'altro, stasera all'Olimpico in occasione di Roma-Juventus: il francese partirà con ogni probabilità dalla panchina, mentre lo 'Special One' sarà al suo posto a guidare i giallorossi grazie alla sospensione della squalifica, concessa dopo le parole rilasciate in Procura Federale nell'ambito della querelle con Marco Serra, quarto uomo di Cremonese-Roma.

Un rovente faccia a faccia che forse è nulla in confronto alle stilettate susseguitesi nei due anni e mezzo di permanenza al timone del Manchester United: proprio in quel periodo, Mourinho e Pogba hanno avuto modo di lavorare insieme e, soprattutto, di far capire al mondo intero quanto fossero diversi.

Il calciatore social e attento all'immagine da un lato, l'allenatore pragmatico e badante al sodo dall'altro. A minare in maniera pesante la convivenza è una discussione piuttosto accesa avuta dai due durante una partita contro il Tottenham nella stagione 2017/2018: da lì in poi è tutta un'escalation di tensione, culminata con l'esclusione di Pogba dalla formazione titolare nel match d'andata degli ottavi di Champions League a Siviglia.

Al suo posto gioca il giovane McTominay, un ragazzo "con un taglio di capelli normali, senza tatuaggi, orologi grandi e auto grosse" secondo Mourinho che, dopo la partita, abbraccia addirittura un giornalista che gli ha posto una domanda proprio sul classe 1996 scozzese.

"Questa sì che è una domanda! Tutti a dirmi di Pogba, quando invece è del ragazzino che dovremmo parlare. Fantastico".

Pogba si laurea campione del mondo con la Francia nell'estate 2018, evidenziando una netta differenza di prestazioni tra club e nazionale: colpa di un malumore che rischia di sollevare ulteriore polvere da sotto al tappeto.

"Se un giocatore è felice, allora è a più agio di uno che non lo è - dichiara nell'agosto 2018 - Se non sei felice non riesci a dare il meglio. Se parlassi, verrei multato".

Le incomprensioni appaiono abbastanza lampanti, amplificate anche dai non buoni risultati ottenuti sul campo dal Manchester United: dopo un pareggio contro il Wolverhampton, Pogba critica l'atteggiamento difensivo tenuto dalla squadra dopo il vantaggio, sfociato nel forcing avversario.

"Bisogna attaccare, abbiamo smesso di giocare dopo essere passati in vantaggio. Le soluzioni? Non so, non sono mica l'allenatore".

Due mesi prima dell'addio al Manchester United, avvenuto a dicembre 2018, Mourinho annuncia alla squadra che Pogba (che aveva indossato la fascia in sostituzione dell'assente Valencia) non sarà più il capitano del Manchester United: è la cesura più netta all'interno di un rapporto ormai compromesso, capace di creare grossi problemi personali al centrocampista.

"Forse Solskjaer (il successore di Mourinho n.d.r.) non ci farebbe giocare - le parole in un'intervista rilasciata a 'Sky Sports' nel 2021 - o non ci porterebbe in panchina, ma quantomeno non ci metterebbe da parte come se non esistessimo più. Questa è la differenza più grande tra lui e Mourinho. Forse i suoi metodi funzionano perché è più vicino ai giocatori".

Tra gli strascichi di un rapporto al veleno anche la depressione, brutta compagna di viaggio per Pogba e oggetto di un argomento ancora 'tabù' nel mondo del calcio.

"Durante la carriera è capitato - ha dichiarato a 'Le Figaro' nel 2022 - ma nel calcio non se ne parla. A volte vuoi soltanto isolarti e rimanere solo. Tutto è iniziato quando mi trovavo alle dipendenze di Mourinho: ti fai delle domande, ti chiedi se hai delle colpe perché non hai mai vissuto momenti del genere in vita tua".

Domande che forse torneranno a galla stasera, per poi eclissarsi nuovamente e lasciare spazio al giudizio del campo.

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