Da ormai qualche settimana, l'Inter è ufficialmente fuori dal regime di settlement agreement del Fair Play Finanziario: per non avere pendenze con l'UEFA dovrà però mettere a segno 45 milioni di plusvalenze entro il 30 giugno per sistemare i conti e pensare ai colpi in entrata (vedi Barella, Lukaku e Dzeko).
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Come avvenuto anche lo scorso anno, il club nerazzurro sacrificherà più di un giovane promettente per arrivare all'obiettivo: se dodici mesi fa toccò a Zaniolo (poi rimpianto per l'esplosione alla Roma), ora sarà sicuramente il turno di Vanheusden ed Emmers.
I due hanno giocato in prestito rispettivamente allo Standard Liegi e alla Cremonese, destando ottime impressioni: da entrambi l'Inter ricaverà la bellezza di 25 milioni provenienti dalla società belga, praticamente poco più della metà di quanto necessario.
Il resto arriverà da Dimarco e Gravillon, reduci dai prestiti al Parma e al Pescara: secondo quanto riportato da 'Tuttosport', la valutazione è di 10 milioni a testa ma servono compratori che, al momento, non sono stati ancora individuati. Tra i papabili per il sacrificio sull'altare del FPF, anche i Primavera Rizzo, Dekic e Di Gregorio, quest'ultimo di rientro dopo l'esperienza tra le file del Novara in Serie C.
Intoccabili, invece, tre gioielli nerazzurri: Pinamonti ha giocato degli ottimi Mondiali Under 20 con l'Italia ed è richiesto dal Benfica; Ausilio e Marotta vogliono rinnovargli il contratto in scadenza nel 2021 (l'agente è Raiola) e, ad ogni modo, non si accontenteranno di meno di 20 milioni per vederlo partire.
Discorso simile per Bastoni e Sebastiano Esposito: al massimo si muoveranno soltanto con la formula del prestito secco, senza diritto di acquisto che potrebbe dare il via a un altro rimpianto. E in casa Inter sanno bene cosa significa.


