Campione plurivincente con Barcellona e Spagna, ma anche catalano e convinto sostenitore dell'indipendenza della Catalogna, nonché personaggio pubblico, con la sua storia d'amore e il matrimonio con la cantante e popstar Shakira. Tutto questo e molto altro è Gerard Piqué, oggi bandiera della squadra blaugrana, che dall'alto dei suoi 34 anni, continua a rappresentare in campo per la 13ª stagione consecutiva.
GLI ESORDI E L'APPRODO AL MANCHESTER UNITED
Nato a Barcellona, il 2 febbraio 1987, Gerard Piqué inizia a giocare a calcio fin da bambino entrando a 10 anni nelle Giovanili del Barcellona a La Masia. Qui fa tutta la trafila, passando in 8 anni dalla categoria Alevín B alla Juvenil A. È utilizzato in vari ruoli difensivi, principalmente come centrale o mediano, e cresce tecnicamente e tatticamente.
Il Manchester United resta impressionato da quel ragazzone alto un metro e 94 centimetri per 85 chilogrammi e il 1° luglio 2004 ne rileva il cartellino pagandolo 5 milioni e 250 mila euro. Il primo anno, il 2004/05, lo trascorre quasi interamente con la seconda squadra dei Red Devils, avendo comunque modo di esordire in League Cup contro il Crewe Alexandra,trofeo che sarà poi conquistato dai Red Devils,e successivamentein Champions League nella sfida dei gironi contro il Fenerbahçe in Turchia e in FA Cup.
Nella seconda stagione passa in Prima squadra agli ordini di Sir Alex Ferguson, ma l'adattamento al calcio inglese è tutt'altro che facile per il difensore catalano. Totalizza in tutto 7 presenze e viene dirottato in prestito, nel 2006/07, al Real Saragozza. La sua stagione è positiva, con 22 presenze, di cui 18 da titolare, nella Liga spagnola, condite da 2 reti.
Torna allo United è la sua carriera sembra poter prendere definitivamente il volo in Inghilterra. Con i Red Devils è infatti grande protagonista in Champions League nelle sfide con Dinamo Kiev e Roma, ma un'ingenuità in campionato compromette il suo futuro nella terra d'Albione.
È il 24 novembre 2007, e in quello cha ai tempi si chiama Reebok Stadium si gioca Manchester United-Bolton. Ferguson gli dà fiducia e lo schiera titolare accanto a Ferdinand, ma un suo errore in avvio di gara dà la vittoria ai padroni di casa, mandando il manager scozzese su tutte le furie.
"L’inizio di quella stagione è stato buono. - ha raccontato Piqué a 'The Players’ Tribune' nel marzo 2019 - Venivo schierato accanto a Rio Ferdinand, a novembre abbiamo ospitato il Bolton… Rivedo la palla arrivare nella nostra area di rigore. Mi sono detto: 'Via e sii aggressivo!'. Sono saltato di testa per prenderla, ma l’ho mancata completamente... Era come se fossi uscito da un incubo: la palla continuava a viaggiare. Mi è passata sopra la testa come se fosse un palloncino… Sono atterrato e mi sono voltato inorridito: Anelka ha controllato il pallone e ha segnato. Abbiamo perso 1-0 ed è stata colpa mia".
Di contorno ci sono poi altri episodi, come ilfamoso coniglioche finirà per distruggere la casa di proprietà di Ferguson in cui Piqué viveva.
"A Manchester ho vissuto momenti con delle ombre. - ha dichiarato in un Matchday dell'UEFA nel novembre 2019 - Diverse volte sono finito alla stazione di polizia... Mi sentivo solo, non avevo la mia famiglia e non avevo amici. Pensai che un cane fosse troppo grande e così presi un coniglio, mi sembrò un buon compromesso. Quel coniglio però rosicchiò ogni cosa, mobili compresi, distruggendo la casa. Quando me ne andai e la lasciai a Ferguson, lui mi chiamò: era indignato...".
GettyIL RITORNO AL BARCELLONA: UNA STORIA DI TRIONFI
Nonostante una stagione nel complesso positiva, in cui Piqué gioca in squadra con Cristiano Ronaldo e vince Charity Shield, Premier League e Champions League, Ferguson ha deciso di vendere il difensore catalano. Il 1° luglio 2008, dopo 23 presenze e 2 goal totali (entrambi realizzati in Europa) il centrale catalano fa così ritorno dove tutto era iniziato, ovvero al Barcellona ben lieto di riprenderselo per 5 milioni di euro.
Indossata la maglia blaugrana, si consacra come grande campione vincendo praticamente tutto, con un palmarés personale ricchissimo: 8 titoli di Spagna, 6 Copas del Rey, 6 Supercoppe spagnole, 3 Champions League, tutte da protagonista, 3 Supercoppe europee e 3 Mondiali per club.
Gli anni più belli sono quelli con Pep Guardiola in panchina, nei quali si afferma come uno dei centrali difensivi più forte al Mondo, forte fisicamente e roccioso in marcatura, ma anche abile tecnicamente in fase di impostazione della manovra nel celebre tiki-taka praticato dall'ex centrocampista.
Diventa un simbolo del Barcellona e del barcellonismo, in contrapposizione al Real Madrid e al madridismo. Nel 2018, a 30 anni compiuti, ha rinnovato il suo contratto con il club catalano fino al 2022, e nell'accordo è stata inserita una clausola rescissoria da ben 500 milioni di euro.
Attualmente gli anni d'oro sono alle spalle per il club blaugrana, che versa in una forte crisi economica. Piqué invece, nonostante il grave infortunio riportato nel corso della gara della Liga contro l'Atletico Madrid il 21 novembre 2020, con gli esami strumentali che hanno evidenziato la lesione del crociato, non intende fermarsi e non vede l'ora di ritornare in campo e poter dare una mano ai suoi compagni.
"La stagione non è iniziata nel migliore dei modi. - ha ammesso a fine dicembre 2020 ai Globe Soccer Awards tenutisi a Dubai - Però sono ancora ottimista, possiamo ancora vincere un trofeo. Mi auguro che il recupero dall’infortunio sia rapido e che possa rientrare presto. Di solito sono molto ottimista, ma in questi casi ne ho anche i motivi. La mia è stata una lunga carriera e spero di poter continuare a giocare per altri due, tre o quattro anni".
Getty ImagesPIQUÉ E LA SPAGNA: DAI GRANDI SUCCESSI ALL'ADDIO
I grandi successi di Piqué non sono tuttavia legati soltanto alla maglia blaugrana del Barcellona, ma anche a quella rossa della Spagna. In Nazionale il difensore debutta l'11 febbraio 2009 nella vittoria per 2-0 in amichevole contro l'Inghilterra e si toglie grandi soddisfazioni.
Nel 2010, in Sudafrica, in coppia con Puyol, è uno dei pilastri della squadra di Vicente Del Bosque, che l'11 luglio, superando 1-0 in finale l'Olanda, si laurea per la prima volta nella sua storia campione del Mondo.
Due anni più tardi bissa il trionfo anche a livello continentale, vincendo il 1° luglio gli Europei con un sonoro 4-0 nella finale all'Italia di Cesare Prandelli. Poi il suo rapporto con la Nazionale diventa conflittuale, soprattutto quando il giocatore esplicita le sue posizioni indipendentiste.
Nel 2017, in particolare, si schiera a sostegno del referendum per l'indipendenza della Catalogna e viene duramente criticato dall'opinione pubblica spagnola.
"Quando in Spagna non si votava c'era il franchismo: io sono orgoglioso di essere catalano. - dichiara dopo una gara di campionato - Il governo mente. Dicono che siamo una minoranza ma siamo milioni. In sette anni mai una forzatura, mai una violenza. Votare è un diritto in democrazia, e tutti dovremo difenderlo. Se per la federcalcio spagnola o per qualcuno sono un problema, bene: per me non è un problema fare un passo indietro e ritirarmi dalla Nazionale prima del Mondiale".
Non ce ne sarà bisogno: nonostante le critiche di alcuni compagni e parte dei tifosi, Piqué continuerà a rappresentare le Furie Rosse anche fino ai Mondiali 2018, i terzi della sua carriera dopo aver preso parte senza gloria anche all'edizione 2014 in Brasile. Proprio ai Mondiali 2018, il 1° luglio, al termine della sfida degli ottavi di finale persa con la Russia ai rigori, decide di ritirarsi con un record personale di 102 presenze e 5 goal.
Nel 2019, fedele ai suoi ideali, ha partecipato anche all'amichevole internazionale giocata dalla Selezione catalana contro il Venezuela.

LA LOVE STORY CON SHAKIRA
A contribuire alla popolarità di Piqué è però anche la sua bella storia d'amore con la postar Shakira, la compagna con cui condivide anche la data di nascita, visto che è nata 10 anni prima, il 2 febbraio 1977.
Tutto nasce nei Mondiali 2010 in Sudafrica, torneo di cui la cantante è la madrina con il celebre brano 'Waka Waka' scelto come colonna sonora. Piqué si propone fra i calciatori che dovranno apparire nel video della canzone.
"Ho incontrato la prima volta Shakira a Madrid, - ha rivelato anni fa il giocatore blaugrana - quando ci stavamo preparando per i Mondiali 2010, dopo essere apparso nel video di 'Waka Waka'. Tutto è iniziato quando ci siamo ritrovati in Sudafrica e le ho scritto".
"Lei era lì perché cantava all'inaugurazione dei Mondiali, così le ho chiesto com'era il tempo. - ha proseguito Piqué - E' la tipica domanda stupida che uno fa. Una risposta normale sarebbe stata quella di consigliarmi di comprarmi una giacca. Ma lei continuava a darmi i dettagli del tempo in ogni momento, così le ho detto che avrei voluto rivederla in occasione della finale, perché lei avrebbe cantato anche in quella partita. E che se la Spagna ci sarebbe arrivata, l'avrebbe vinta. E lo abbiamo fatto, siamo arrivati in finale e abbiamo vinto".
"Così la seconda volta che si siamo visti con Shakira è stato proprio in finale. Lei era findanzata e ha lasciato il suo compagno per stare con me. È andata bene".
La storia d'amore fra i due è solida e la coppia ha due figli, Milan, nato nel 2013,e Sasha, nel 2015. Anche se, per volere della cantante, non sono mai convolati a nozze, Piqué e Shakira vivono sempre insieme e sono molto uniti, come se fossero di fatto marito e moglie.
