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Pep non dimentica: "E' anche per il mio maestro Mazzone, colui che mi difese"

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Non solo Paolo Maldini, ma anche Carlo Mazzone e più in generale tutta l'Italia calcistica. Pochi istanti dopo aver vinto la Champions League che completa il fantastico 'treble' del Barcellona, Pep Guardiola ci tiene a ricordare una parentesi importante della propria carriera.

Se il pensiero per il Capitano del Milan - "un esempio per tutti, se cambia idea venga a giocare con noi" - è più 'istituzionale', quello al sanguigno Carletto parte dritto dalla pancia ed arriva al cuore dei due protagonisti: "Vorrei fare una dedica per questa vittoria al calcio italiano e al mio maestro Mazzone: sono orgoglioso di averlo avuto come tecnico. E' colui che mi è stato vicino quando sono stato coinvolto nella storia del doping, è stato un onore e un piacere essere allenato da lui".

E prima della finale, il buon Carletto ha anche ricevuto la telefonata dell'ex pupillo al Brescia di Baggio, gesto che lo ha toccato nel profondo: "Mi ha chiamato per salutarmi e per in­vitarmi alla finale all'Olimpico con il Manche­ster. Io ho detto, 'ma chi parla?' E lui, 'sono Pep Guardiola'. Pensavo a uno scherzo. Sono veramente commosso, Pep è stato meraviglio­so...".

Già, meraviglioso in panchina ed anche fuori dal campo: "Abbiamo vinto giocando bene perchè questo è il modo migliore per arrivare al successo. Essere coraggiosi e cercare il goal è la no­stra filosofia. Non c'è cosa più rischiosa che non rischiare". Chapeau.
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