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Italy 1982Getty

ESCLUSIVA - Paolo Rossi, il ricordo di Collovati: "Amico, compagno e avversario leale"

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La morte di Paolo Rossi ha portato grande dolore fra coloro che hanno condiviso con Pablito una parte importante della loro carriera da calciatore e della loro vita. Fra questi c'è anche Fulvio Collovati,  compagno di squadra e stopper dell'Italia di Bearzot che l' 11 luglio del 1982 si laureò a Madrid campione del Mondo battendo la Germania. L'ex difensore di Inter, Udinese, Milan, Roma e Genoa ha condiviso in esclusiva ai microfoni di Goal il suo ricordo personale. 

Fulvio, immagino che la morte di Rossi ti abbia scosso non poco...

"Paolo era un amico più che un calciatore. Abbiamo condiviso da compagni di squadra in azzurro quasi 15 anni, dalle Giovanili ai due Campionati del Mondo. Poi è stato anche un avversario, corretto e leale".

Che giocatore e che persona era Pablito?

"In campo era un centravanti che io, facendo lo stopper, marcavo. Mi ha dato fastidio tantissime volte con la sua velocità e la sua rapidità. La vita gli ha dato tanto, un Pallone d'Oro e un Campionato mondiale, ma allo stesso tempo gli ha anche tolto tanto. Ha smesso di giocare a 31 anni, ha avuto infortuni. Nonostante questo era sempre sorridente e per questo amato dal pubblico. Non ha mai fatto pesare di essere un Campione del Mondo e un Pallone d'Oro".

"Da compagno di squadra era sempre goliardico e sorridente. Fu costretto ingiustamente a un lungo periodo di inattività per il calcioscommesse, però lui venne al Mondiale con il sorriso e piano piano lo recuperammo. Fu la mossa vincente perché poi fu Rossi a farci vincere il Mondiale".

Paolo Rossi Junior Brazil ItalyGetty

Che ricordi hai del suo ritorno in Nazionale che fu inizialmente difficile?

"Era dura per lui, chiaramente veniva da due anni di inattività, se penso che oggi piangono se restano 15 giorni senza giocare... Non giocava da due anni, Bearzot gli diede fiducia e lo portò. Faceva allenamenti duri, si sottoponeva a massaggi e fisioterapia, ma sempre col sorriso. Noi lo abbiamo aspettato e poi alla fine ha avuto ragione Bearzot".

Quali immagini ti vengono in mente oggi di quella serata di Madrid?

"Il giro di campo, il pianto e la cena tutti insieme con le mogli dopo la vittoria della finale. Poi il volo di ritorno con Pertini: Paolo e il Presidente furono l'emblema di quel Mondiale".

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