Massimo Moratti, da poco insediatosi alla presidenza dell'Inter, sfumato Eric Cantona, si era calcisticamente innamorato di lui: Nwankwo Kanu, attaccante nigeriano dalle lunghe leve e dalla tecnica sopraffina, che alle Olimpiadi americane aveva 'oscurato' perfino 'Il Fenomeno' Ronaldo, sconfitto in semifinale con il Brasile per 4-3. Nell'estate 1996 prelevò dunque dall'Ajax il classe 1996. Ma un grave problema al cuore, mai riscontrato prima, lo costringerà a fermarsi e metterà a rischio la sua carriera.
LA FAVOLA OLIMPICA
La Nigeria non parte fra le favorite per il torneo olimpico negli Stati Uniti: i pronostici sono per le due sudamericane Brasile e Argentina, con l'Italia di Cesare Maldini che può inserirsi nella contesa. Le 16 finaliste olimpiche vengono suddivise in quattro gironi. La Nigeria è inserita nel Gruppo D con Brasile, Nigeria, Giappone e Ungheria. Kanu ci arriva dopo la vittoria nella Champions League contro il Milan nel 1994/95 e 3 campionati olandesi consecutivi. Assieme a lui, che indossa la maglia numero 4 ed è il capitano delle Super Aquile, c'è una squadra di grandi talenti, che 3 anni prima, nel 1993, aveva conquistato i Mondiali Under 17.
In coppia con il giocatore dell'Ajax c'è Victor Ikpeba, punta del Monaco. A centrocampo l'estroso Jay-Jay Okocha, capace quando è in giornata di risolvere le partite con giocate di alta classe, ma anche il roccioso Sunday Oliseh, già visto all'opera in Italia e ai Mondiali di USA 1994. All'ala destra gioca l'imprendibile Babangida, in difesa Taribo West e Okechukwu. Ma il reparto più forte agli ordini del Ct. olandese Bonfrère è senza dubbio l'attacco, che annovera anche altri due grandi giocatori come DanielAmokachi ed EmmanuelAmunike.
Le Super Aquile battono 1-0 all'esordio l'Ungheria, quindi superano 2-0 il Giappone e concludono la prima fase con una sconfitta indolore con il forte Brasile per 1-0. Il secondo posto dietro ai verdeoro permette loro di qualificarsi alla fase ad eliminazione diretta. Intanto però il torneo perde una delle possibili protagoniste: gli Azzurrini di Maldini, infatti, rinforzati dai fuoriquota Marco Branca, Massimo Crippa e Gianluca Pagliuca, con Buffon dodicesimo e in difesa Nesta e Cannavaro con Fresi e Galante, sono sorprendentemente eliminati, piazzandosi all'ultimo posto nel Gruppo C.
Getty ImagesAi quarti di finale sulla strada della Nigeria c'è il Messico, che ha battuto nel girone proprio l'Italia. Jorge Campos, il pittoresco portiere de 'El Tricolor', è battuto due volte dalle reti di Okocha e Babayaro, che proiettano la Nazionale africana fra le prime quattro. Negli altri quarti di finale l'Argentina di Hernan Crespo e Javier Zanetti strapazza la Spagna (4-0), il Portogallo supera di misura la Francia (2-1), e il Brasile elimina il Ghana (4-2).
Nelle semifinali la Nigeria affronta così la Seleçao, che nelle sue fila, oltre a Ronaldo, annovera grandi campioni. 'Il Fenomeno', non ancora divenuto tale, porta curiosamente sulla maglia il nome 'Ronaldinho' per non confondersi con il compagno di squadra Ronaldo Guiaro. Ma nella rosa di Zagallo ci sono i fuoriquota Aldair, Bebetoe Rivaldo, oltre a Dida,Ze Maria,Roberto Carlos,Flavio Conceiçao e Savio. Uno squadrone, sulla carta super favorito.
Ma le partite vanno giocate e in campo il 31 luglio 1996 adAthens succede l'impronosticabile. La Seleçao parte forte, con una doppietta personale di Flavio Conceiçao e un goal di Bebeto, mentre le Super Aquile segnano il provvisorio 1-1 con un autogoal di Roberto Carlos. L'arbitro Aranda concede un rigore agli africani, ma Okocha si fa ipnotizzare da Dida. La partita sembra già segnata, quando Ikpeba la riapre con un gran tiro da fuori area che fulmina l'estremo difensore brasiliano. Sul 3-2 la gara resta appesa ad un filo.
Il Brasile pensa di condurla in porto ma non ha fatto i conti con Kanu. L'attaccante dell'Ajax intercetta una palla vagante nell'area piccola, controlla e beffa Dida e tre difensori brasiliani riuscendo a insaccare nel traffico: 3-3 e tutto deve decidersi ai supplementari. Nell'extra time è ancora Kanu a firmare la storica impresa: Oruma lancia in profondità per Ikpeba, che tuttavia non controlla, e la palla scivola sui piedi dell'attaccante.
Il futuro nerazzurro controlla ai 20 metri, si sposta la palla con il destro, dribbla Aldair e con il sinistro lascia partire una rasoiata che non dà scampo a Dida. È il 94' e il Brasile esce di scena per il Golden Goal. Kanu, che esulta con il suo speciale balletto, trascina in finale la Nigeria. Il 3 agosto 1996 le Super Aquile si ripetono con l'Argentina di Passerella.
L'Albiceleste è in vantaggio 2-1 con le reti di Claudio Lopez e Crespo, mentre Babayaro ha siglato il provvisorio pareggio degli africani. Ma il secondo tempo è nuovamente decisivo, con i goal di Amokachi e Amunike che determinano il trionfo olimpico della Nigeria, il primo di sempre una Nazionale africana. Kanu, che chiude il torneo con 3 goal totali, è l'uomo simbolo dell'impresa, e si appresta a vivere un estate da uomo mercato.
IL COLPO DI MORATTI
Moratti, che ha rilevato il club nerazzurro dal febbraio 1995, è deciso a costruire un'Inter altamente competitiva per la nuova stagione 1996/97. Così, confermato Roy Hodgson in panchina, non bada a spese nella campagna acquisti estiva, che vede proprio Kanu, consigliato da Fabio Capello, come grande obiettivo, una volta sfumato il possibile arrivo di Ronaldo dal PSV Eindhoven. L'imprenditore milanese sogna una magica accoppiata offensiva che vede il talento nigeriano accanto a Youri Djorkaeff.
Così, anche in virtù dei buoni rapporti con l'Ajax, con cui qualche anno prima aveva chiuso le operazioni Bergkamp e Jonk, si assicura il ventenne attaccante nigeriano per 8 miliardi di vecchie Lire. Il colpo è chiuso anche grazie ai soldi messi nelle casse societarie dal nuovo partner commerciale del club milanese, la Pirelli, che il 5 luglio del 1996 era entrata nel capitale sociale versando 15 miliardi per rilevare il 13,9% delle azioni dell'Inter.
I nerazzurri, come accade spesso in quegli anni, si aggiudicano l'oscar per il calciomercato estivo: oltre al fresco campione olimpico arrivano infatti a Milano il difensore Fabio Galante (5 miliardi versati al Genoa), i centrocampisti Ciriaco Sforza (6 miliardi al Bayern Monaco) e Aron Winter (a parametro zero dalla Lazio) e gli attaccanti Ivan Zamorano (4 miliardi al Real Madrid) e Youri Djorkaeff (7 miliardi e mezzo al PSG).
Proprio il giocatore francese, nei piani dell'imprenditore milanese, che complessivamente investe 30 miliardi e 500 milioni nella finestra estiva dei trasferimenti, dovrebbe fare da spalla al gioiello nigeriano, formando con lui uno straordinario tandem offensivo. Ma un serio problema di salute di Kanu, mai riscontrato durante le stagioni in Olanda, gli impedirà di poter realizzare il suo progetto tecnico.
GettyIL PROBLEMA AL CUORE, L'OPERAZIONE E IL RITORNO
Approdato a Milano, dopo la conclusione delle Olimpiadi, Kanu debutta con la maglia nerazzurra sulle spalle nell'amichevole del 24 agosto 1996 contro il Vicenza. Hodgson lo schiera in coppia con Maurizio Ganz e l'Inter si impone 2-1 al Menti grazie alle reti dello stesso Ganz e di Seno nel primo tempo, mentre nel finale va a segno Ambrosetti per i biancorossi di Francesco Guidolin.
Per il nigeriano sembra un assaggio di quella che sarà una nuova avventura nel campionato più bello del Mondo, invece la sua carriera rischia di interrompersi bruscamente sul più bello. All'indomani dell'amichevole con il Vicenza, il ventenne attaccante trova il tempo di sottoporsi alle visite mediche presso l'Istituto di Medicina dello Sport e qui gli specialisti si rendono conto che qualcosa nel cuore di Kanu non va.
Seguono nei giorni successivi febbrili verifiche, finché arriva la diagnosi ufficiale: insufficienza valvolare aortica, che implica la necessità di un immediato intervento chirurgico e la fine anticipata della carriera da calciatore. Per Kanu si passa dal sogno al dramma. E i medici puntano il dito contro l'Ajax, reo, a loro giudizio, di aver irresponsabilmente nascosto la patologia congenita del calciatore.
Il cardiologo Bruno Carù, in particolare, accusa i colleghi del club olandese di "malafede assoluta" perché non potevano non sapere e hanno mandato il giocatore allo sbaraglio, rischiando seriamente di provocarne la morte.
A questo punto però il presidente Moratti, anziché stralciare il contratto che era stato firmato con il ragazzo pochi giorni prima, si prende a cuore la sua vicenda e lo manda ad operarsi a Cleveland, negli Stati Uniti, nel miglior centro cardiologico del Mondo. Il 28 novembre del 1996 Kanu è operato per la sostituzione della valvola aortica.
Dopo un periodo riabilitativo, il 15 gennaio 1997 i medici del centro specialistico dell'Ohio annunciano che l'intervento è perfettamente riuscito e che Kanu potrà tornare a giocare a calcio. Grazie a Massimo Moratti, che ci aveva rimesso di tasca sua per assicurargli le migliori cure possibili, l'attaccante nigeriano aveva salva la vita e poteva continuare a realizzare il suo sogno di fare il calciatore.
Completato il percorso di recupero dall'operazione, Kanu rivede il campo nel precampionato della stagione successiva, il 1997/98. Il 27 luglio 1997, in uno stadio Meazza gremito di 70 mila spettatori per il debutto in nerazzurro del 'Fenomeno' Ronaldo, i tifosi dell'Inter assistono anche al lieto fine della vicenda Kanu.
Il nuovo tecnico dell'Inter Gigi Simoni gli fa assaporare il campo negli ultimi minuti del match contro il Manchester United: il campione olimpico subentra all'81' al posto di Zamorano, dopo che quest'ultimo aveva a sua volta preso il posto di Ronaldo al 17'). L'Inter vince poi quella partita ai rigori (4-1) dopo che i tempi regolamentari si concludono sull'1-1 per effetto di un goal di Butt e di un autogoal di Gary Neville.
KHFPer il rientro in gare ufficiali bisogna attendere il 3 settembre 1997. Allo Stadio Zaccheria di Foggia, Kanu gioca titolare contro i Diavoletti rossoneri l'andata del 2° Turno di Coppa Italia. La gara è decisa da un goal di Recoba e il nigeriano resta in campo per 79' prima di lasciare spazio a Moriero.
Sempre a settembre esordisce con la maglia dell'Inter anche in Coppa UEFA nel doppio confronto con il Neuchatel Xamax. Il debutto in Serie A arriva invece l'11 febbraio 1998, con Simoni che dà spazio alla giovane punta all'86' della sfida con la Fiorentina. Ma la giornata più bella è per lui quella di sabato 15 marzo 1998.
Nell'anticipo della 25ª giornata contro l'Atalanta, infatti, il nigeriano trova il suo primo e unico goal 'italiano' con la maglia dell'Inter. Il 'merito' è di Moriero, che dopo aver siglato il vantaggio interista al 66', pennella dalla sinista un bel pallone sul secondo palo. Kanu sorprende i difensori atalantini, con un perfetto controllo di petto si porta la sfera sul destro e trafigge Fontana in uscita. Goal, che fa esplodere la festa. Inevitabile il balletto con Zamorano e l'esultanza con tutti i compagni, che in quel momento capiscono l'emozione vissuta dal nigeriano.
Kanu chiude il suo 1997/98 con 11 presenze e un goal in Serie A, partecipa alla vittoria della Coppa UEFA andando in panchina nella finale con la Lazio (5 presenze) e gioca 3 gare in Coppa Italia. Meno spazio lo trova l'anno successivo, il 1998/99, nel quale nei primi sei mesi gioca una sola partita in campionato con il Bari e una in Coppa Italia. Moratti aveva resistito in estate alle richieste di mezza Europa ma a gennaio dà il via libera alla cessione del ragazzo all'Arsenal.
Chiusa l'avventura in nerazzurro con sole 20 presenze totali e un goal, nonostante la sua carriera non raggiungerà le vette che prometteva, Kanu, che proprio alla fine di quel 1999 vincerà il secondo Pallone d'Oro africano dopo quello del 1996, si inserisce al meglio nel gruppo di Wenger e si toglie grandi soddisfazioni. Con i Gunners conquista infatti 2 Premier League, 2 Coppe d'Inghilterra e 2 Charity Shield. Oltremanica gioca anche con le maglie del WBA e del Portsmouth, con cui si regala a 31 anni la 3ª FA Cup.
Ritiratosi nel 2012, ha sempre ringraziato Moratti per avergli salvato la vita e da allora dedica il resto della sua vita ad aiutare i bambini malati attraverso la sua fondazione, la Kanu Heart Foundation, che ha permesso di eseguire delicati interventi cardiaci in vari Paesi del Mondo, dall'India ad Israele. Lo stesso ex calciatore nel 2014 è dovuto tornare sotto i ferri, sottoponendosi a un secondo intervento dopo quello del 1996.
"La cosa più bella non sono i trofei - ha dichiarato Kanu qualche anno fa ai microfoni della 'BBC' - è incontrare gente per strada che ti dice grazie, e tu chiedi: 'Perché?'. E loro ti rispondono che sono stati aiutati dalla Fondazione. Abbiamo i soldi e la fama, dobbiamo usarli per i bambini africani e per fare ospedali in Africa".
