Nico Lopez, da potenziale crack al campionato messicano

Nico Lopez Internacional Juventude Gaucho 15022018
Ricardo Duarte/Internacional/Divulgação
Sbarcato alla Roma nel 2012 con l'etichetta di potenziale crack, l'uruguayano Nico Lopez non ha mantenuto le grandi aspettative nei suoi confronti.

All'inizio della sua carriera sembrava destinato a diventare un crack assoluto del calcio mondiale. Del resto dalla sua parte c'erano i numeri, letteralmente impressionanti, che descrivevano un attaccante letale dal punto di vista realizzativo. Ha tecnica, mezzi atletici e una gran velocità..Quando Walter Sabatini decide di prendere Nico Lopez, nato il 1° ottobre 1993 a Montevideo, dal Nacional, formalizzandone l'acquisto nel gennaio 2012, anche la Roma è convinta di ritrovarsi fra le mani un vero gioiello.

Il dirigente giallorosso pone fine al contenzioso sul suo cartellino fra il club che lo aveva lanciato, il Nacional, e il suo agente, Pablo Bentancur, portando l'uruguayano in Italia già nel mese di dicembre del 2011, appena Nico Lopez ha compiuto 18 anni, pagando un'indennità al club e alla Federcalcio del Paese sudamericano.

Il ragazzo si allena con la Primavera fino a gennaio 2012, quando il suo tesseramento diventa ufficiale, con i capitolini che versano agli uruguayani un milione di dollari, pari a circa 875 mila euro. E con la formazione giovanile giallorossa, pur non essendo un titolare fisso, e avendo in precedenza debuttato nella Serie A del suo Paese, inizia a snocciolare statistiche da record.

Segna infatti 15 reti in sole 12 gare, a dimostrazione dell'incisività offensiva del giovane attaccante. Per vederlo in campo con la Prima squadra della Roma bisogna attendere soltanto qualche mese, visto che il 26 agosto 2012 entra in campo al posto di Francesco Totti nella trasferta del Massimino contro il Catania. Lopez dimostra di non temere il salto fra i grandi e nel recupero firma il goal che vale il 2-2 finale.

La stagione è tuttaviata travagliata per i giallorossi, e caratterizzata dall'esonero di Zeman e dall'approdo in panchina di Andreazzoli. Lopez gioca altre 5 gare in campionato e una in Coppa Italia, senza però trovare molto spazio. Che l'attaccante non abbia perso le sue qualità si capisce però nelle due grandi competizioni internazionali cui partecipa nel 2013, il Sudamericano Sub-20 e i Mondiali Under 20.

Fra gennaio e febbraio partecipa al torneo sudamericano riservato agli Under 20 con la maglia della Celeste, e fa letteralmente faville. Realizza ben 6 reti in 9 gare, trascinando l'Uruguay al 3° posto e vincendo la classifica marcatori. Viene inoltre inserito nella top 11 della manifestazione. Nel mese di giugno del 2013 il Ct. Verzari lo convoca anche per i Mondiali di categoria.

Partito in sordina, con le sue giocate e i suoi goal si guadagna la maglia da titolare e mette a referto 4 goal che danno un contributo importante per l'arrivo in finale dell'Uruguay, poi sconfitto nella finalissima dalla Francia di Paul Pogba. La FIFA lo premia assegnandogli il 'Pallone d'argento' come secondo miglior protagonista della manifestazione dietro proprio al futuro centrocampista della Juventus. 

Nicolas Lopez y Guillermo Varela, Uruguay-España; Mundial Sub 20

Sembra l'inizio di quella che poteva essere una carriera da stella assoluta per Nico Lopez, invece non lo sarà, un po' per colpa sua e di un rendimento spesso altalenante, un po' per qualche problema fisico di troppo e per una gestione che non si è rivelata efficace. La Roma infatti, che riparte da Rudi Garcia nella nuova stagione, capisce che l'attaccante va fatto giocare e così lo cede in comproprietà all'Udinese per un milione di euro nell'ambito dell'operazione che porta nella capitale il difensore Mehdi Benatia.

La carriera del giovane uruguayano riparte dunque dai bianconeri friulani, con cui esordisce a fine agosto nei playoff di qualificazione all'Europa League con lo Slovan Liberec. Forse anche a causa dell'utilizzo con il contagocce del tecnico Francesco Guidolin, il suo rendimento inizia ad essere altalenante. Lopez alterna grandi cose a partite anonime, chiudendo la sua stagione in Friuli con 3 reti in 27 presenze complessive e 2 goal e 21 apparizioni nella sola Serie A.

La prima rete nel massimo campionato 'El Conejo', 'Il Coniglio', come viene soprannominato per la sua dentatura appariscente, è quella che apre le marcature nella sfida in trasferta con il Livorno il 21 dicembre 2013. Nell'estate 2014-15 l'Udinese non conferma l'uruguayano e lo manda in prestito al neopromosso Verona. Sotto la guida di Andrea Mandorlini l'attaccante classe 1993 segna 5 goal in 27 gare totali, chiudendo la sua avventura italiana. Dell'esperienza in gialloblù i momenti più importanti sono rappresentati dai due goal segnati in pieno recupero al Meazza contro Milan e Inter, che consentono alla sua squadra in entrambi i casi di pareggiare 2-2.

Del ragazzo che prometteva di conquistare un posto di primo piano nel calcio mondiale sembra già non esserci più traccia, tant'è vero che per il 2015/16 l'Udinese fatica a trovare formazioni interessate a dare spazio al ragazzo. La soluzione più semplice è dunque quella di girarlo al Granada, società anch'essa di proprietà della famiglia Pozzo. Ma in Spagna le cose per l'uruguayano andranno ancora peggio: 10 presenze totali senza goal, nella stagione più negativa in assoluto della carriera del Conejo.

Forse, pensa allora l'Udinese, la soluzione è fargli respirare l'aria di casa. Viene così mandato a titolo temporaneo al Nacional. Con la squadra con cui è cresciuto ritrova subito il goal all'esordio, e nella seconda apparizione fa addirittura tripletta nel derby con il River Plate. Si porta a casa il pallone della partita, ma deve sudare per trovarlo perché gli viene nascosto dai suoi avversari. 

Nico Lopez Udinese

Le buone prestazioni con il Nacional (11 goal in 21 presenze fra campionato e Copa Libertadores) lo rendono nuovamente appetibile sul calciomercato. Se lo aggiudicano i brasiliani dell'Internacional, che credono in lui e pagano il suo cartellino 11 milioni di dollari, poco meno di 10 milioni di euro, all'Udinese. In Brasile Nico Lopez rinasce, e, pur non mantenendo appieno le grandi aspettative che il club di Porto Alegre aveva riposto in lui, riprende ad avere statistiche di un certo rilievo.

In forza al Colorado l'uruguayano resta per 4 stagioni, dal 2016 al 2019, vivendo anche la retrocessione in Serie B. Segna 24 reti, totalizzando 113 partite fra Serie A, Serie B e Copa Libertadores. È inoltre protagonista di un fatto curioso in occasione del Grenal, il sentitissimo derby con il Gremio, nel 2019. Nico Lopez era stato espulso nel Campionato Gauchão, il torneo calcistico del Rio Grande do Sul, venendo squalificato per 2 turni.

'El Conejo' sarebbe dovuto rientrare in campo proprio nel Derby, ma all'ultimo momento la CFB, la Federcalcio brasiliana, gli infligge 2 ulteriori giornate di stop dopo una doppietta messa a segno dall'ex giallorosso in Copa Libertadores. Il club colorado non ci sta, sente puzza di imbroglio e in segno di protesta decide di mandare in campo le riserve nell'atteso derby, pensando che la Federazione abbia voluto favorire i rivali. Pure il Gremio però, con un gesto distensivo, decide di appoggiare la protesta dei rivali e di far giocare, a sua volta, la seconda squadra, con l'unica eccezione del terzino Leo Gomes. 

La gara, la più importante del Gauchão è così giocata dalle seconde squadre dei due club, in quello che sarà ribattezzato dai media brasiliani come "O classico da vergonha”, e tutto per l'assenza per squalifica di Nico Lopez. 

"Sono stato molto felice durante la mia esperienza all'Internacional - ha spiegato 'El Conejo' in un’intervista a Ovación - La città di Porto Alegre è meravigliosa e i tifosi hanno un grande amore per il club. Sono stato in grado di segnare goal e assist importanti e aiutare la squadra. È stato un bel momento della mia carriera”. 

L'avventura al Colorado si chiude nel 2019, visto che a inizio 2020 Nico Lopez è ceduto al Tigres UANL, formazione di vertice del campionato messicano. L'uruguayano fa in tempo a giocare appena 5 gare, senza mai andare a segno, prima che il torneo sia interrotto per l'emergenza sanitaria generata dalla pandemia da Covid-19. Il classe 1993, che compirà 27 anni il prossimo 1° ottobre, è convinto di poter vivere una nuova positiva esperienza.

"Sono molto contento in Messico, la struttura del club è fantastica e il Tigres combatte sempre per i titoli. - ha affermato la punta - A tutti i giocatori piace questa competitività, spero di poter costruire una bella storia come ho fatto negli altri club in cui sono stato. Un giorno spero di tornare al Nacional, il club al quale devo tutto, e di poter giocare ad alto livello per la gioia dei tifosi. Ma oggi la mia attenzione è sul Tigres e sono molto grato per l'opportunità di difendere questa maglia qui in Messico: ho molto da dare al club".

Dell'attaccante che sembrava predestinato a diventare uno dei top nel suo ruolo tuttavia non c'è più traccia e dalla ripresa del torneo messicano dopo il lockdown Lopez è uscito dalle scelte del tecnico del Tigres, non venendo neanche più convocato per alcuna partita.

"Purtroppo ho avuto alcuni infortuni che mi hanno fatto male - sottolinea - ma fa parte della carriera di qualsiasi giocatore. Negli anni mi sono evoluto molto tecnicamente e fisicamente e questo mi ha dato una struttura fisica migliore per stare lontano dagli infortuni. Sono un professionista e cerco sempre di migliorare, e sarà così fino alla fine della mia carriera, perché conosco la mia qualità e so che posso dare sempre di più". 

Lopez ha dilapidato per strada una grossa fetta del suo enorme talento, ma non sembra avere particolari rimpianti per le scelte del passato.

"No, non posso pentirmi di alcuna decisione - conclude - tutto serve da apprendimento per migliorare ed evolvere come persona e professionista. E da tutte le decisioni, ho imparato una lezione".

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