Forse i tifosi del Monza si aspettavano una modalità ben diversa da quella andata in scena lo scorso 8 giugno per conoscere la categoria futura della loro squadra: promozione in Serie B resa ufficiale dal Consiglio Federale in virtù del primo posto occupato al momento della sospensione, con sedici lunghezze di vantaggio sulla Carrarese seconda.
Alla fine conta il risultato, il raggiungimento di un obiettivo nel mirino da tempo: il prossimo step sarà la Serie A, mai assaporata in 108 anni di storia; e chi, meglio di Silvio Berlusconi e Adriano Galliani (rispettivamente proprietario e amministratore delegato), può pensare così in grande? Dopo aver vinto tutto con il Milan, la coppia d'oro si è riformata in Brianza per rinverdire i fasti rossoneri e portare a termine una sfida nata, quasi per caso, il 28 settembre 2018 con l'annuncio di Fininvest.
"Fininvest S.p.A. ha finalizzato in data odierna l’acquisizione del 100% della Società Sportiva Monza 1912".
Poche ma importanti parole per dare il via ad una nuova era fatta di successi, avviata con un fedelissimo del patron sulla panchina: Cristian Brocchi, già chiamato a guidare il Milan nel 2016 al posto di Sinisa Mihajlovic. Quella non fu un'esperienza propriamente positiva, arrivata probabilmente troppo presto: Monza piazza ideale per farsi un nome nel calcio che conta, un ambiente sano e privo di pettegolezzi 'd'alta quota'.
Getty ImagesBerlusconi, le idee, le ha avute chiare fin dal primo momento: squadra giovane e italiana disciplinata da regole d'altri tempi che in qualche modo cozzano con lo stile di vita del mondo moderno, quasi un ritorno al passato tanto caro a chi, come lui, è partito dal basso fino a prendersi tutto con scelte oculate e vincenti.
"Voglio una squadra giovane e tutta italiana, composta da ragazzi. Dovranno avere i capelli in ordine, un parrucchiere di Monza ha già detto che li farà gratis. Niente barba, tatuaggi e orecchini vari, dovranno essere un esempio di correttezza in campo. Dopo un fallo si scuseranno con l'avversario, l'arbitro sarà trattato come un signore. Alla richiesta di un autografo non faranno schizzi ma scriveranno nome e cognome, in giro andranno vestiti con abiti sobri. Voglio qualcosa di diverso dal calcio attuale".
Politica che, in casi isolati (vedi l'acquisto dell'allora 35enne Reginaldo, brasiliano) è stata dribblata in nome del successo immediato che, alla prima stagione, è sfuggito ai quarti di finale dei playoff dopo aver chiuso il campionato di Serie C al quinto posto. Una delusione resa ancor più cocente dal ko rimediato nella finale di Coppa Italia di categoria contro la Viterbese: un goal all'ultimo minuto dei laziali nel match di ritorno ha infranto i sogni di gloria dei 'Bagai', che poi si sarebbero rifatti con gli interessi l'anno successivo.
Proprio come un giunco, il Monza si è piegato ma non si è spezzato: sul mercato sono arrivati giocatori esperti del calibro di Nicola Rigoni, Giuseppe Bellusci e Gabriel Paletta, quest'ultimo già al Milan e in Nazionale dove conta tre presenze. Uno strappo alla regola tanto decantata sulla giovane età della rosa, rinforzata a gennaio anche da José Machin, sceso dalla Serie B per riprendersela con i colori biancorossi, e Dany Mota Carvalho, in prestito dalla Juventus.
GettyUn mix vincente di gioventù ed esperienza che sul campo ha fatto rima con la parola 'dominio': Monza sempre in testa nel girone A con un vantaggio abissale sulle inseguitrici, che ha assunto un senso al momento della decisione presa dalla FIGC di premiare questa superiorità con la promozione diretta, nonostante al termine della stagione regolare mancassero ancora diverse giornate.
A differenza di quanto si possa pensare, la scalata verso la Serie A è già bella che iniziata: Galliani ha già annunciato il primo acquisto, primo tassello per rinforzare un gruppo dalle rinnovate ambizioni.
"Vogliamo costruire una squadra al vertice, abbiamo già depositato il contratto preliminare per Barberis del Crotone. Il budget sarà per andare in Serie A, ma non faremo pazzie. Vogliamo riportare il Monza in Serie A. Sono nato e cresciuto a Monza, sono stato in prestito per 31 anni al Milan e poi sono tornato. Il Monza è una passione che ho da bambino, a prescindere dalla categoria".
Questo, però, è solo il primo di una lunga serie di colpi che andranno a rimpolpare la squadra: gli ultimi rumors parlano di Alfredo Donnarumma come obiettivo per l'attacco, mentre sembra ormai naufragato il sogno di convincere Zlatan Ibrahimovic a trasferirsi in Brianza per intraprendere l'ultima ed avvincente sfida di una carriera sempre al top.
"Mettiamo una pietra tombale sul sogno Ibrahimovic, il suo mancato arrivo è un effetto collaterale del Coronavirus. Alla luce della crisi il progetto è sfumato".
Anche senza il campionissimo svedese, siamo sicuri che il Monza darà filo da torcere a tutti nel prossimo campionato per riscrivere daccapo la cartina geografica delle squadre lombarde che, almeno una volta, hanno partecipato alla Serie A: forse non arriveranno i successi in campo europeo ottenuti dal Grande Milan di Sacchi, ma la voglia di stupire è davvero tanta. Mai, comunque, porre limiti alla provvidenza calcistica.


