Il Milan aveva bisogno di una vittoria per rispondere all’Inter e riprendersi la vetta della classifica e la vittoria, tanto meritata quanto netta, è arrivata domenica pomeriggio contro il Crotone.
Imponendosi a San Siro con un eloquente 4-0, la compagine guidata da Stefano Pioli, non solo si è ripresa il primato in solitaria, ma si è anche confermata un’autentica macchina da goal.
I numeri da questo punto di vista non mentono: sono 45 le reti realizzate in 21 partite di campionato, cosa questa che fa dei rossoneri la terza squadra più prolifica del torneo dopo Inter (51 goal fatti) e Atalanta (48).
Per ritrovare un Milan così incisivo e capace di toccare quota 45 goal nelle prime 21 giornate di Serie A, bisogna tornare alla stagione 2005/06, quando le reti realizzate in quel caso furono 47.
Era quella una squadra guidata da Carlo Ancelotti che poteva contare su un reparto d’attacco estremamente prolifico, visto che furono ben quattro i giocatori capaci di andare in doppia cifra: Shevchenko con 19 reti, Gilardino con 17, Kakà con 14 e Inzaghi con 12.
Alla fine di quel torneo i goal complessivi furono 85, ovvero più di qualunque altra squadra.
Ma a rendere i numeri di questa stagione impressionanti è soprattutto il paragone con quanto fatto dal Milan solo un anno fa. Dopo 21 turni della stagione 2019/20, i goal messi a segno dai meneghini dopo 21 turni erano stati 22. Ovvero poco più di uno a partita.
Era quella una squadra che aveva vissuto una prima parte di stagione complicata (culminata con l’esonero di Marco Giampaolo e l’approdo in panchina di Stefano Pioli) e che ovviamente fino al 6 gennaio non aveva potuto contare sui goal di uno Zlatan Ibrahimovic (il suo ritorno in rossonero venne formalizzato il 2 gennaio), ma la differenza in termini realizzativi maturata in dodici mesi resta comunque eccezionale.
