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Pioli InzaghiGOAL/Getty Images

Milan e Inter giocano col fuoco: il quarto posto è a rischio

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Il sabato di campionato lascia in eredità l'ennesimo doppio passo falso delle squadre milanesi, costrette ancora una volta a rimandare l'appuntamento con la vittoria.

Il Milan, fortemente rimaneggiato in quel di Bologna, ha impattato 1-1 al Dall'Ara con Pobega bravo a livellare il vantaggio lampo di Sansone maturato dopo appena 30 secondi.

Con più di un pensiero rivolto al ritorno dei quarti di Champions League conto il Napoli, in programma martedì al 'Maradona', Stefano Pioli ha operato un ampio turnover per risparmiare energie fisiche e mentali in vista della grande notte di Fuorigrotta. Un rischio, seppur calcolato, che non ha pagato i dividendi. I rossoneri hanno infilato il secondo pareggio consecutivo in campionato, nonché il terzo nelle ultime sei partite, dove il Diavolo ha vinto solamente contro il Napoli.

Ai microfoni di 'Sky', il tecnico rossonero ha giustificato così le sue scelte nell'undici titolare:

"Un allenatore deve valutare tante situazioni: quest’anno abbiamo pagato gli impegni in Champions, giocare tre partite in sei giorni è veramente difficile. Soprattutto quando si tratta di partite di alto livello in Europa.
Oggi ha giocato chi aveva più energie fisiche e mentali, facendo riposare chi inizierà a Napoli. Quando fai scelte pesi benefici e difficoltà, ho pensato fosse la soluzione migliore. Ho molta fiducia nei miei giocatori, anche di chi non scelgo solitamente".

Morale della favola, contro il Bologna non sono arrivati i tre punti, ma i rossoneri sono comunque riusciti a conservare il quarto posto in classifica salendo a quota 53.

Una grossa mano gliel'ha data sicuramente l'Inter che a San Siro contro il Monza è incappata nell'ennesima notte da incubo di questo suo campionato. La rete di Caldirola ha permesso ai brianzoli di cogliere un prestigioso successo alla 'Scala del Calcio', aprendo ulteriori crepe all'interno del muro di certezze interiste.

Il rendimento della squadra di Inzaghi in massima serie, infatti, continua ad essere ampiamente al di sotto delle aspettative e quel numero 11 alla voce sconfitte rimane un dato di per sé piuttosto inquietante. Tra le diverse problematiche di casa interista è emersa anche quella relativa al rapporto con San Siro: Lukaku e compagni hanno rimediato la terza sconfitta consecutiva davanti al proprio pubblico (come non accadeva dal 2013) senza segnare nemmeno un goal.

Dopo lo 0-1 patito contro Juventus e Fiorentina, è arrivato anche il terzo ko di misura maturato per mano dei ragazzi di Palladino. Come se non bastasse, per l'Inter si è trattato, come detto, della sconfitta numero 11 in 30 partite di campionato. Per individuare un rendimento peggiore di questo, bisogna riavvolgere il nastro alle stagioni 1998/99 e 2011/12 quando a questo punto del torneo, i ko erano addirittura 12.

Le conseguenze di tale ruolino sono tangibili e strettamente legate ad una situazione di classifica che ora si fa davvero complicata, perché l'Inter rimane quinta con 51 punti, a sole due lunghezze dal quarto posto, ma con l'insidia Atalanta più viva che mai. Se i bergamaschi dovessero vincere a Firenze, andrebbero ad agganciare proprio l'Inter in quinta posizione.

Un altro aspetto che va maneggiato con estrema cautela è l'insidioso calendario che vedrà impegnata la Beneamata in un rush finale nel quale sarà costretta ad affrontare nelle ultime otto giornate Lazio, Roma, Napoli e Atalanta. In altre parole, coefficiente di difficoltà altissimo.

Se la qualificazione alla prossima Champions League è a questo punto in forte dubbio per entrambe le milanesi, l'attuale edizione della Coppa dei Campioni rappresenta la più classica delle ancore di salvezza per provare a salvare una stagione troppo complicata e altalenante per essere considerata sufficiente.

Il tutto con la possibile prospettiva di un derby in salsa meneghina in semifinale. Scenario che renderebbe il quadro ancora più delicato di quanto già non lo sia.

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