Sconfitta, vittoria, pareggio, vittoria. Ed ora? Battuto all'esordio contro il Napoli, il Milan non va a caccia di una continuità in teoria già ottenuta dopo il k.o del San Paolo, ma bensì della convinzione di essere una grande squadra. Contro l'Atalanta, il giusto match per far salire il livello dei rossoneri. Prima di tutti, il tabù San Siro contro la Dea.
Sì perchè da diverse stagioni il Milan non riesce a battere un'Atalanta a dir poco cresciuta negli ultimi anni. Ha lottato per la Champions, si è qualificata ai gironi di Europa League e dunque ai preliminari. E' una squadra ostica per tutte, grazie al raggiungimento di uno status di quasi-big. Almeno in termini di risultati dell'ultimo biennio.
Dal 2012, solo una volta il Milan è riuscito a superare l'Atalanta a San Siro. Un dato importante, con l'eccezione del tris rifilato alla Dea in cui fu protagonista assoluto Kakà con una doppietta e un assist. Da lì due sconfitte e due pareggi (entrambi per 0-0) e la consapevolezza di avere di fronte la propria bestia nera.
Battere l'Atalanta a San Siro significherebbe innanzittuto sfatare il tabù. Porterebbe all'ennesimo risultato utile consecutivo e maggiore consapevolezza nei propri mezzi, nonostante il risicato pareggio di Cagliari e la vittoria di misura contro il Dudelange. Il Milan sembra proprio avere bisogno di fiducia nei propri mezzi, e solo a suon di successi Gattuso può aspettarsi di più dai suoi.
L'Atalanta arriva a San Siro reduce da un ciclo terribile. E' uscita dall'Europa League, ha perso contro l'Atalanta, si è fatta rimontare dalla Roma, è stata sconfitta dalla SPAL. Gasperini ha per le mani una grande squadra, non smembrata ma che ha pagato psicologiamente l'addio continentale per mano del Copenaghen.
Contro l'Atalanta non ci sarà Cutrone, non ancora recuperato, nè Caldara, che dopo la prima gara da titolare contro il Dudelange non è stato convocato per un problema alla schiena. In avanti ci sarà un Higuain che si sta abituando nuovamente ad una squadra che gioca per lui, come ai tempi di Napoli. In difesa il recuperato Musacchio in coppia con Romagnoli.
E' una Serie A, escludendo la Juventus, a dir poco equilibrata, considerando che tutte (tranne Madama bianconera) hanno già perso almeno una volta. Per il Milan battere l'Atalanta significherebbe allontanare una formazione di Gasperini che ora come ora non sembra in grado di poter ripetere le passate stagioni, nonchè avanzare prepotentemente in attesa del recupero contro il Genoa. L'autunno è appena iniziato, si fa già sul serio.


