Fino al primo dicembre del 2008, nè Messi nè Cristiano Ronaldo avevano mai vinto il Pallone d'Oro. Il primo era a inizio carriera, il secondo stava cominciando a brillare. Dal due, però tutto cambiò, lasciando presagire un dominio tra il noioso e il mortificante per tutti gli avversari. Forti della fama, dei goal, degli assist e di ogni punto a loro favore, cominciarono un incontro a distanza, poi divenuto decisamente più prossimo con il trasferimento del lusitano al Real Madrid, davanti all'argentino in forza al Barcellona.
Ad inaugurare il terribile decennio senza avversari, un duopolio tendente alla tirannia, fu Cristiano Ronaldo. A 23 anni, maturato definitivamente, aveva abbandonato come massima esposizione del suo talento i giochetti da pubblicità, che da allora cominciarono a calare drasticamente per lasciare spazio a ciò che permetteva realmente di vincere premi personali e profusione. I goal. Del resto anche Ronaldinho era stato re degli skills, con una portata però limitata di successi individuali.
Cristiano Ronaldo lo capisce, aiutato da Ferguson e dal desiderio di essere il migliore per tutti e non solo per sè stesso. I numeri da fermo, i dribbling ubriacanti e le finte tendenti all'urlo avversario si abbassano di tono, soppiantati in quella stagione 2007/2008 da una caterva di reti che l'Europa non vedeva da tempo, così come la Premier League. Qualcuno era riuscito a spingersi a trenta goal, senza mai però superarli.
Era da Shearer, massima entità del goal nel campionato inglese, che un giocatore non raggiungeva i 31 goal: dal 1996 al 2008 anni di tentativi più o meno decisi, fino a quella magica cifra di Cristiano Ronaldo, aiutato da una squadra da urlo in cui lui era Re dei Re. Sinistro, destro, punizione, testa, acrobazia, rigore. Per alzare l'asticella da ogni punto e in ogni circostanza, tra assist e marcature, il lusitano gettava le basi per il Pallone d'Oro.
Un Pallone d'Oro, però, arrivato sopratutto grazie alla Champions League, primo punto per poter essere coperto d'oro. Vince il torneo europeo per la prima volta Cristiano Ronaldo, aiutato dal talento costruitosi negli anni e da uno storico scivolone di Terry che spazzerà via il suo errore. Perchè dagli undici metri cambia la storia del Chelsea e dello stesso CR7.
Mani sui fianchi, sguardo teso, una rincorsa che dura circa un paio di ore. Cech non può far altro che buttarsi dalla parte giusta e dare un vantaggio al Chelsea, poi spazzato via dalla caduta di Terry e dal successivo errore di Anelka. Inutile dire che Cristiano Ronaldo è il più felice, perchè sa che quel rigore parato verrà cancellato dalla mente di quasi tutti: del resto ha vinto il trofeo, del resto è il capocannoniere del torneo.
Eh sì, perchè quel Pallone d'Oro 2008 sarà scontato dopo quanto fatto da Cristiano Ronaldo, capace di vincere la Champions League e la classifica dei cannonieri sia nel torneo europeo, sia in quello interno inglese. Bravi gli avversari sì, ma non c'è paragone con il lusitano. Un errore in finale non può certo far dimenticare la magica stagione, la prima da fuoriclasse assoluto deciso ad inserire il proprio nome tra i migliori dieci di sempre.
GettyNon si parla praticamente di nessun altro possibile vincitore per quel Pallone d'Oro, perchè il suo Manchester United ha vinto la Premier, la Champions, ha per le mani due titoli di capocannoniere e la Scarpa d'Oro quando si chiude giugno 2008. Sì, Guiza ha segnato tanto in Liga, sì la Spagna ha vinto l'Europeo, ma per il resto exploit solamente limitati ad un torneo e ad un solo dato. Cristiano Ronaldo ha il resto.
Si comincia a capire, dopo quel 2 dicembre 2008 in cui Cristiano Ronaldo vincerà il suo primo Pallone d'Oro, perchè lui e Messi domineranno ovunque. Uno ha i trofei, l'altro ha la classe che non oscura gli occhi, ma gli apre senza possibilità di puntare su qualcun altro, anche con la sola Liga vinta e la semifinale di Champions raggiunte.
Di fatto Cristiano Ronaldo sbaraglierà la concorrenza con 446 voti, ma non con così tanta differenza come quella che avverrà a parti invertite l'anno successivo. La Pulce rimedierà 281 voti senza nessun titolo di capocannoniere, ad esempio.
La Spagna è Campione d'Europa, ma nel nuovo mondo del Pallone d'Oro che inaugurerà il duo Messi-Ronaldo trionfare con la Nazionale o avvicinarsi al titolo non basterà per superare i due appena citati. Ci riuscirà solamente Modric più avanti, per provare a dare una scossa minimal che i giurati si rimangeranno subito dopo con il caso Van Dijk-Messi.
Torres, Casillas e Xavi, cominceranno a cannibalizzare il mondo vincendo l'Europeo e chiudendo le proprie carriera più avanti con qualsiasi trofeo d'elite in tasca. Eppure niente Pallone d'Oro, troppo diversi da Messi e Cristiano Ronaldo, anche quando questi hanno effettivamente meritato di sollevare e baciare quel trofeo che ogni giocatore ha desiderato per sè nei propri sogni più bagnati.
La frangia conservatice dei giurati, che hanno sempre scelto un Pallone d'oro in base alla vittoria di una Nazionale piuttosto che un'altra, rimangono fedeli alla propria idea, anche se in quel 2008 è dura essere d'accordo, vista la Champions, la Premier, la Scarpa d'Oro e due titoli di capocannoniere vinti cominciando ad essere goleador killer più che dribblatore ballerino.
Sa di essere un gran calciatore, ma Cristiano si renderà conto di poter far brillare quel suffisso Ronald dopo il Fenomeno e Dinho quel 2 dicembre 2008, alla consegna del Pallone d'Oro:
"Vincere il Pallone d'Oro è un sogno che diventa realtà. E' uno dei giorni piu' belli della mia vita. Da bambino sognavo di poter vivere un momento così e oggi è realtà. E' una grande emozione che mi riempie il cuore, voglio dire grazie a tutti coloro che mi hanno votato".
Un sogno però non inaspettato, che Cristiano Ronaldo aspettava, senza giri di parole:
"Non ero preoccupato perché ero cosciente di ciò che avevo fatto nel corso della stagione. Ma tutto può succedere. Voglio ringraziare anche i miei compagni di squadra che mi hanno consentito di essere il migliore, sono loro che mi hanno passato i palloni per segnare così tanti goal. Vincere dopo due grandi come Eusebio e Figo a soli 23 anni è qualcosa di magnifico. E' incredibile, anche perché ho cominciato la mia carriera da professionista a soli 17 anni".
Troppe volte le parole sono scontate, si rincorrono per poter dare un titolo veloce all'intervistatore. Ma Cristiano Ronaldo rispetterà veramente quella dichiarazione, il simbolo della sua carriera:
"Quando arriverò all'allenamento, mi metterò subito a lavoro per essere il migliore. Sarò lo stesso ragazzo di sempre, con la stessa voglia di vincere ancora ed ancora. Perché vincere è troppo bello".
Lo confermeranno altre quattro edizioni del Pallone d'Oro vinte, le Champions League, la Liga, la Serie A... Vabbè avete capito.




