Da quando l'Inter conquistò il 'Triplete' nel 2010, solo due tecnici sono riusciti nell'impresa di portare a casa qualche trofeo: Rafa Benitez e Leonardo, poi il nulla più assoluto. Del nulla fa parte anche Walter Mazzarri, guida di una squadra in un momento storico difficile e di transizione se si guarda a ciò che i nerazzurri sono attualmente.
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Mazzarri venne assunto dall'allora presidente Massimo Moratti nel 2013 e al timone rimase per quasi un campionato e mezzo, venendo sostituito da Roberto Mancini nel novembre 2014.
Quella esperienza il tecnico del Torino la ricorda con profondo dispiacere, ammettendo la sua superficialità nell'accettare subito l'incarico in una società storica e prestigiosa ma incapace di raccogliere risultati all'altezza durante quegli anni. Queste le sue dichiarazioni concesse a 'Il Corriere dello Sport'.
"C'era l'Inter nel mio destino? Mah, il destino. Un brutto destino. Non avevo valutato bene la rosa, sono stato superficiale. E ho pagato. Moratti da lì a poco avrebbe ceduto il club, la colpa era sempre di Mazzarri. Mettiamola così: ci ho lasciato le penne perché era scritto così, se avessi ragionato non sarebbe accaduto".
Dopo la sfortunata parentesi interista, Mazzarri ha provato a rilanciare la sua carriera in Premier League al Watford, conquistando la salvezza tra tante punzecchiature per un inglese non perfetto spesso finito nel mirino della critica.




