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Roberto Mancini ItalyGetty Images

Mancini lancia l'allarme per l'attacco dell'Italia: "Le nostre punte hanno giocato pochissimo"

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Mancano quindici giorni al prossimo appuntamento dell'Italia, valido per le qualificazioni ad Euro 2024: l'avversaria degli azzurri nella prima uscita del girone sarà l'Inghilterra, nello scenario del 'Maradona' di Napoli.

Partita importante e da non fallire, per iniziare al meglio il cammino verso la massima rassegna continentale: lo sa bene Roberto Mancini, al contempo però assillato dai problemi di natura offensiva che hanno pesantemente colpito la Nazionale.

Ai microfoni de 'Il Messaggero', il commissario tecnico ha lanciato un allarme: tra infortuni e minutaggi limitati, le scelte lì davanti sono ridotte ai minimi termini.

"I problemi sono seri. Immobile è ko, Raspadori in forse. Ci sono grossi interrogativi. I nostri attaccanti centrali, quasi tutti, hanno giocato pochissimo negli ultimi mesi. Non ne abbiamo uno che sia un titolare, fatta eccezione per Gnonto, impiegato un po’ di più nel Leeds e può agire da punta centrale. Ma per il resto, siamo messi male: pure Scamacca è reduce da un infortunio, Belotti gioca poco. In difesa e a centrocampo le soluzioni ci sono. E lì in attacco che abbiamo problemi ma non perché non ci siano talenti. Ma devono giocare. E non giocano".

Per provare ad arginare il problema, Mancini ha convocato Andrea Compagno della Steaua Bucarest.

"Lo seguo da due anni, peraltro gioca sempre e fa pure goal".

A consigliare l'approdo in Turchia a Zaniolo è stato lo stesso Mancini, anch'egli protagonista sulla panchina del Galatasaray nella stagione 2013/2014.

"Gli ho detto anche io, quando ha chiesto il mio parere, di andare al Galatasaray, spero che giochi perché per noi è importante. Andare in Turchia era l’unica possibilità".

Non è da escludere una convocazione futura di Lorenzo Insigne, di scena oltreoceano con la maglia del Toronto FC.

"Perché no? Lorenzo ancora è uno di quelli che può tornarci utile. Vedremo".

La scomparsa di un amico e fidato collaboratore come Gianluca Vialli ha lasciato il segno all'interno dell'ambiente azzurro.

"Saranno giorni difficili, il vuoto grande che sento ogni giorno lo sentiremo più forte. Tutto quello che ci ha lasciato deve esserci utile per il nostro presente e il nostro futuro".
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