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Mike Maignan MilanGetty

Maignan portiere ‘per caso’: “Ero un attaccante, non volevo andare in porta”

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Scelto nel 2021 dal Milan per raccogliere la pesantissima eredità di Gianluigi Donnarumma, Mike Maignan, nei due anni sin qui trascorsi in rossonero, non solo si è dimostrato assolutamente all’altezza della situazione, ma si è anche imposto come uno dei più forti (se non il più forte) portieri al mondo.

L’estremo difensore transalpino, grazie alle sue parate ed il modo spettacolare di intendere il ruolo, si è guadagnato il soprannome di Magic e, in una lunga intervista rilasciata a ‘Sportweek’, ha svelato in quali occasioni si sente realmente ‘magico’.

“Ogni volta che entro in campo, è magico. Tutto lo stadio, tutto il popolo rossonero alle spalle, la magia si crea naturalmente. E poi, il contesto di alcune partite rende la cosa ancora più speciale. Penso a due partite in particolare. La scorsa stagione, quella giocata in casa contro la Fiorentina. Eravamo vicini allo scudetto, ma non l’avevamo ancora in pugno e quella gara si preannunciava difficile. I tifosi hanno scortato l’autobus, l’entusiasmo era incredibile, ho sentito tutto lo stadio spingere dietro di me, ci ha dato le ali, ci sentivamo invincibili. L’altra partita è stata l’andata contro il Napoli in questa stagione di Champions League. Si poteva sentire che il Milan è la Champions League e che San Siro vive per quei momenti”.

Oggi Maignan è considerato uno dei migliori portieri del pianeta, ma da bambino sognava di giocare in altre zone del campo. La casualità lo ha spinto tra i pali.

“Ho iniziato a giocare a calcio all’età di 6-7 anni. Ero attaccante o numero 10, non volevo andare in porta… Sono finito lì per caso. Così, da ragazzino mi alternavo tra il ruolo di portiere e quello di giocatore di campo. All’età di 12-13 anni mi fu offerta l’opportunità di sostenere dei test a Clairefontaine, l’accademia nazionale del calcio francese. L’allenatore che mi accompagnò al provino mi lanciò una sfida: “Se arrivi all’ultimo turno di selezione, resterai portiere”. Sfortunatamente o fortunatamente, è quello che è successo! All’epoca mi seguiva il Psg, e questo mi convinse a restare in porta. Ma ho mantenuto quel desiderio di giocare più avanti, di partecipare al gioco”.

Maignan ha svelato qual è un portiere che gli piace in particolar modo.

“Per i miei colleghi provo molto rispetto. In particolare per Manuel Neuer e per il contributo che ha apportato al nostro ruolo di portiere”.

A rendere speciale l’estremo difensore transalpino è non solo ciò che fa tra i pali. Comanda la difesa come pochi ed è bravissimo a far ripartire l’azione.

“Per me è importante andare oltre la mia funzione, il mio ruolo non si limita alla mia area di rigore, parlo molto con i miei compagni di squadra per prevedere le mosse dell’avversario. Ho sempre avuto questa mentalità perché parto dal presupposto che sia benefica per la squadra. Se faccio una buona partita, ma la squadra perde, non sarò mai soddisfatto”.
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