Aveva fortemente accarezzato l'ipotesi del ritiro, accantonata soltanto grazie alla chiamata del club in cui tutto era iniziato: la carriera da calciatore di Christian Maggio sembrava finita quando, nel luglio 2021, era rimasto svincolato dopo l'esperienza al Lecce.
Sette mesi senza lo straccio di un contratto, prima dell'occasione offertagli dal Vicenza lo scorso febbraio: tornare nella squadra in cui aveva mosso i primi passi da calciatore, per provare a rendere possibile il sogno della salvezza in Serie B. Sogno, allo stato attuale, più che mai vivo.
Le tre vittorie di fila nelle ultime tre giornate della stagione regolare hanno consentito ai biancorossi di rialzarsi e regalarsi la chance del playout contro il Cosenza, a cui servirà una vittoria nel ritorno in Calabria per evitare la retrocessione.
Sì, perché al 'Menti' ha esultato il Vicenza proprio grazie a Maggio, autore del goal della vittoria al 90' con un tap-in ravvicinato: una gioia immensa per il 40enne esterno, quanto mai vicino all'addio al calcio giocato fino a qualche mese fa, prima che la società guidata dal presidente Stefano Rosso gli facesse cambiare idea.
Intervistato dal 'Corriere Veneto' subito dopo l'ufficialità del ritorno in biancorosso, Maggio aveva ammesso di essere stato ad un passo dall'appendere gli scarpini al chiodo, attratto dall'idea di diventare direttore sportivo.
"Non pensavo che sarei tornato a giocare, avevo alti piani per il mio futuro. Ho iniziato il super corso di Coverciano per fare il direttore sportivo, ma la chiamata del Vicenza ha cambiato i miei piani".
Maggio non solo è tornato, ma rischia addirittura di essere decisivo per il raggiungimento di un obiettivo vitale: per sedersi dietro ad una scrivania c'è tempo, prima occorre salvare il Vicenza.




