L'autostima è una delle caratteristiche che un giocatore di successo dovrebbe sempre possedere: forse è proprio questo dettaglio il segreto di Romelu Lukaku, ormai leader incontrastato dell'Inter e fedelissimo di Antonio Conte, che prima di privarsi di lui preferisce pensarci più di una volta.
Troppo importante il belga nell'economia del gioco nerazzurro e della sua nazionale, di cui è diventato il miglior marcatore di sempre. Intervistato da 'Voetbal Magazine', l'ex Manchester United ha ammesso di aver sempre confidato nelle proprie doti che lo hanno portato a macinare record su record.
"Nonostante i primi anni difficili in nazionale, ero sicuro al 100% che un giorno sarei diventato il miglior cannoniere di tutti i tempi, anche perché sono stato circondato dai giocatori migliori per tanto tempo. In undici anni di professionismo, ha senso battere qualche record".
La coppia offensiva formata con Lautaro è uno dei fiori all'occhiello dell'Inter che insidia la leadership del Milan in campionato.
"Prima di arrivare a Milano, ho guardato alcune partite dell'Inter e ho notato che Lautaro era troppo solo lì davanti. Ho capito subito che avrebbe potuto fare un salto in avanti se avessimo giocato insieme. A volte è il suo giorno, altre è il mio. Se lo si accetta, tutto andrà per il verso giusto".
Le responsabilità che Lukaku ha sul gruppo nerazzurro sono enormi e lui ne è ben consapevole.
"Sono consapevole della responsabilità che ho, quindi non posso abbassare le braccia. Se lo faccio, questa azione ha un impatto negativo su tutto il gruppo. La squadra ha bisogno di leader in campo come me, Vidal, Barella o Sanchez. Solo con un atteggiamento del genere si può trasformare la mentalità e ribaltare una partita".
Mourinho ha aiutato 'Big Rom' ad affinare le sue qualità e a mantenersi stabilmente tra i migliori cinque attaccanti al mondo.
"Mourinho mi ha insegnato a lavorare meglio con il collettivo, sia in termini di pressing che di posizionamento in campo. Basta guardare cosa sta facendo con Kane adesso. Io tra i primi cinque attaccanti al mondo? Se consideriamo gli ultimi cinque mesi sì. Non voglio stilare una classifica, ma sicuramente ne faccio parte".


