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Empereur PalmeirasGetty Images

Lo sconosciuto Empereur è diventato qualcuno: ora sogna la Libertadores

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Con quel nome così, non pare nemmeno brasiliano. Ed in effetti Alan Empereur, 27 anni a marzo, dal Brasile se n'è andato giovanissimo. Via ad appena 14 anni, l'Italia e Firenze come destino, le giovanili della Fiorentina come trampolino di lancio della carriera. Fino allo scorso novembre. Quando, a sorpresa, il centrale è tornato in patria. E ora, come in un sogno, si giocherà una finale di Copa Libertadores.

Empereur gioca nel Palmeiras da meno di tre mesi. Lo scorso 9 novembre il Verona, con cui il mancino aveva conquistato una promozione dalla Serie B alla Serie A nel 2019 e una brillante salvezza 12 mesi più tardi, annunciava la sua cessione al Verdão "a titolo temporaneo sino al 30 giugno 2021, con diritto di opzione e obbligo di acquisizione definitiva al verificarsi di determinate condizioni". Addio, in sostanza.

Si chiudeva così una parentesi lunga 12 anni e decisamente importante della vita e della carriera di Empereur. Che alla Fiorentina, dov'era arrivato nel 2008 dall'Atletico Mineiro, si è issato fino alla Primavera. Nel 2012 e nel 2013 ha partecipato al reality 'Calciatori - Giovani speranze', incentrato sui giovani viola e andato in onda su MTV. Però non ha mai coronato il sogno di esordire in prima squadra.

Costretto così a ripartire dal basso, dalla Serie C, Alan è faticosamente tornato ai vertici: Juve Stabia, Livorno, Teramo, Salernitana, Foggia, un vorticare apparentemente infinito di maglie e di trasferimenti. Fino all'Hellas, in Serie B, estate 2018.

Naturale che in Brasile la curiosità fosse tanta, al momento dell'arrivo di un calciatore così particolare. Lo sconosciuto Empereur andava a rinforzare il pacchetto arretrato del Palmeiras, uno dei club più ricchi del paese, in un'operazione compresa da pochi. Laggiù non lo conoscevano, appunto. Semplicemente perché nella A brasiliana l'ex veronese non aveva mai giocato.

"Non potevo rifiutare il Palmeiras - diceva Empereur a 'Globoesporte' pochi giorni dopo il suo arrivo a San Paolo - La mia volontà era quella di tornare e acquisire una visibilità nel paese in cui sono nato. Io sono brasiliano. Ho vissuto per lungo tempo in Italia, ma il mio sangue è brasiliano".

Allan Empereur, do Hellas VeronaAllan Empereur, do Hellas Verona

Empereur ha esordito due giorni dopo l'ufficialità del trasferimento, una ventina di minuti in Copa do Brasil contro il Ceará. Anche in campionato sta trovando un discreto spazio: 8 presenze e 90 minuti in campo anche nell'ultima partita contro il Vasco da Gama, in cui il tecnico portoghese Abel Ferreira ha comunque schierato una formazione di seconde linee in vista della finale di Libertadores in programma sabato contro il Santos.

La serata più importante, semmai, Empereur l'ha vissuta in occasione della semifinale d'andata in casa del River Plate. Doveva andare in panchina, il titolare doveva essere Luan, ma l'ex Vasco si è fermato nel riscaldamento a causa di dolori lombari. Dentro l'ex Hellas, terzo a sinistra di una retroguardia a tre. Che è uscito dal campo al 90' senza aver commesso alcun fallo. E i brasiliani hanno vinto per 3-0 al Monumental, ipotecando la finale.

Finale a cui Empereur non dovrebbe partecipare, almeno all'inizio, se è vero che Ferreira dovrebbe affidarsi all'abituale 4-3-3 e non al 3-4-2-1 visto nelle due semifinali col River: i titolari al centro della difesa saranno Luan e l'ex rossonero Gustavo Gomez. Ma il perfetto sconosciuto che fino a qualche anno fa navigava tra la C e la B italiane si è già ritagliato una fetta di notorietà. E ora, Santos permettendo, ha la possibilità di alzare il primo trofeo della propria carriera.

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