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Maurizio Sarri Lazio 2021 2022Getty Images

La Lazio vuole ripartire, Sarri: "A Napoli si è capito nel riscaldamento che avremmo perso"

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Mettersi alle spalle le due sconfitte consecutive patite contro Juventus e Napoli e tornare a scalare la classifica in campionato. E’ questo l’obiettivo della Lazio in vista della sfida che chiuderà ufficialmente il quindicesimo turno di campionato.

La compagine biancoceleste sarà impegnata giovedì sera nel posticipo contro l’Udinese e Maurizio Sarri ha presentato la gara dell’Olimpico nel corso della consueta conferenza stampa della vigilia.

“Domani ritroverò Luca Gotti, un ragazzo di un’intelligenza non comune. Quando ero al Chelsea lo ascoltavo sempre, perché lui non dice mai cose banali. Ora sta facendo un buon percorso. Quella contro l’Udinese sarà una partita difficile, perché loro sono molto fisici e non concedono tanto”.

Quello della Lazio è stato sin qui un cammino altalenante in campionato.

“Io penso sempre di vincere le partite, poi ci sono delle difficoltà che sono evidenti. Dopo le partite delle Nazionali abbiamo fatto tre punti, cinque dopo quelle di Europa League, nelle altre quattordici. Parliamo di una media molto bassa dopo gli impegni extra. A volte abbiamo giocato ottime partite, in altre occasioni siamo parsi molto scarichi, si tratta di un problema pesante e di non facile risoluzione. Bisogna avere una visione più ampia rispetto a quella alla quale siamo abituati. Pensiamo a Klopp, lui al primo anno arrivò undicesimo e poi ottavo. Non penso però di essere come lui. Lui è molto meglio”.

Secondo Sarri la Lazio non è frenata da problemi tattici.

“Il problema non è il modulo o il modo in cui si gioca. Quando si è passivi si perde. Bisogna saper gestire le energie nervose, preservare la giusta mentalità. A volte è anche un problema inconscio, a Napoli si vedeva dal riscaldamento che si sarebbe perso”.

Il tecnico biancoceleste si è soffermato su Felipe Anderson.

“Come si riattiva? Se avessi il joystick lo riattiverei subito. E’ un ragazzo con un carattere delicatissimo, ha grande sensibilità e a volte diventa fragile. Non è facile gestirlo e se lo tieni fuori rischi di affossarlo e se lo metti dentro rischi di pagare il suo momento. Potenzialmente è un fenomeno e senza questo difettino forse non sarebbe qui”.

Sarri si è spesso lamentato di un calendario troppo fitto.

“Quando si gioca molto, si gioca male. A me piace preparare le partite con il lavoro settimanale, è così che mi diverto. Serve il giusto tempo per preparare i calciatori ed è questo il motivo per il quale facciamo questo mestiere, invece noi allenatori siamo diventati solo dei registi televisivi che lavorano sui filmati”.

La finestra invernale di calciomercato è vicina ad aprirsi.

“Io non ho mai parlato di nomi con la società, ho solo fatto presente che ci sono delle necessità. Bisognerebbe mettersi seduti e programmare due o tre sessioni mercato e non aspettare delle occasioni. Serve programmare a lungo termine. Si può costruire una buona squadra”.

La Lazio ha due portieri che si contendono la maglia da titolare.

“Facciamo costantemente delle valutazioni, ma sia Reina che Strakosha stanno giocando. Finora abbiamo fatto questo tipo di scelta, uno gioca in campionato e l’altro nelle coppe, poi vediamo come andrà, ma non è che Reina va messo fuori perché ha preso tre o quattro goal”.

Il tecnico della Lazio non si è sbilanciato sulla formazione che schiererà.

“Se dovessi prendere come riferimento la partita col Napoli, allora li dovrei cambiare tutti. Abbiamo Luiz Felipe squalificato e Patric è l’unico destro in questo momento. Vediamo come andrà l’allenamento di oggi. Quando vieni da una sconfitta pesante ti chiedi se cambiare tutti o dare fiducia a tutti. Magari faremo qualche cambiamento, ma non si butta la croce addosso a nessuno. Contro il Napoli non si è giocato ed è stata la terza gara interpretata in questo modo in stagione”.

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