GOALIl 10 luglio di sei anni fa, diventava l'eroe della notte di Parigi e dell'intero Portogallo. I lusitani, infatti, si aggiudicavano il titolo di campioni d'Europa contro i padroni di casa della Francia.
Il match winner? Ederzito António Macedo Lopes, o più semplicemente Eder. Fu proprio lui ad indirizzare il trofeo tra le mani di Cristiano Ronaldo e compagni grazie al goal risolutore nei tempi supplementari, un destro chirurgico che non ha lasciato scampo a Lloris.
GettyimagesUn frame indimenticabile in una notte da sogno. Il punto più alto della carriera per il classe 1987 che, da quel giorno, ha imboccato l'inesorabile discesa finendo progressivamente nel dimenticatoio.
Alla ribalta continentale vi era arrivato con fatica e rigorosamente a fari spenti vestendo nell'ordine le maglie di Tourizense, Academia, Braga, Swansea e Lille.
Il goal alla Francia sembrava potesse rappresentare il classico episodio spartiacque di una carriera vissuta, sino a quel momento, lontano dalle luci della ribalta e invece per Eder si è trattato semplicemente di un proverbiale lampo nel buio.
Dopo Euro 2016 ha giocato un'altra stagione in Francia con il Lille, segnando solamente 7 goal. Troppo poco per meritarsi la fiducia e continuità in terra transalpina.
E quindi altro giro, altra altra avventura con l'estate seguente che l'ha condotto verso la Russia per iniziare una nuova tappa con la maglia della Lokomotiv. In quattro anni ha messo in bacheca 4 trofei, tra cui un campionato, ma sul piano personale di grosse soddisfazioni non se ne sono viste.
GettyPochi, pochissimi lampi racchiusi nel triste score di 14 goal in 119 partite. Una sparizione pressoché totale dai radar a tal punto che per rivederlo è toccato aspettare l'atto finale degli Europei successivi, quelli vinti dall'Italia, quando ha fatto il suo ingresso in campo a Wembley per portare quella coppa griffata cinque anni prima e sollevata poche ore dopo da Giorgio Chiellini e dagli Azzurri.
In quel preciso istante, Eder si trovava svincolato, senza squadra. Era il 12 luglio del 2021, due mesi e poco più prima della firma con il club saudita dell'Al-Raed. L'ennesima occasione di rilancio personale. Il copione? Ancora una volta lo stesso: poche emozioni, pochi goal e un contratto scaduto e non rinnovato.


