Quando arrivò a Torino da Firenze nell'estate del 2017 e per ben 40 milioni di euro, Federico Bernardeschi sembrava uno di quei colpi che erano destinati a spostare ancora più in alto l'asticella della Juventus.
Dopo una rapida esperienza a Crotone, con la maglia della Fiorentina l'esterno offensivo aveva dato dimostrazione di essere uno dei talenti più interessanti del panorama calcistico italiano, da anni afflitto da una penuria di talenti.
Motivo che aveva spinto i bianconeri a soddisfare le richieste della Viola e portarsi a casa l'ennesimo giocatore proveniente dal Franchi.
C'è stato anche un momento in cui il club sembrava pronto ad "appesantire" le sue spalle con la responsabilità del numero 10 sulla maglia.
Mossa che sarebbe suonata come un'investitura a tutti gli effetti, ma alla fine l'onere e l'onore della suddetta sono andati a Paulo Dybala.
E in effetti i primi due anni alla Juventus sono stati più che positivi per Bernardeschi. Oltre a vincere i primi trofei in carriera (non un'impresa titanica considerando l'attitudine alla vittoria dalle parti di Torino), Bernardeschi ha dato dimostrazione di saper reggere l'impatto di un palcoscenico importante come quello bianconero.
Ma a colpire è stata soprattutto la sua intesa con Cristiano Ronaldo. Non proprio l'ultimo arrivato, ecco. Il feeling in campo tra i due c'è stato soprattutto nel corso della gestione Allegri 1.0.
Il punto più alto della sua esperienza torinese lo vive nella gara di Champions League contro l'Atletico Madrid. Si partiva da 2-0 a per il Colchoneros nell'andata degli ottavi, ribaltato da un 3-0 per i bianconeri nel ritorno.
Di quei tre goal, almeno su due c'è la firma di Bernardeschi. Il massese prima confeziona un cross perfetto per l'1-0 di Ronaldo e poi si procura il rigore del 3-0 sempre trasformato dal portoghese. Direi che è facilmente intuibile chi ha segnato anche la seconda rete.
Con l'arrivo di Maurizio Sarri iniziano i problemi. La famiglia Agnelli decide di abbracciare una nuova filosofia: "da vincere malgrado il gioco" a "vincere tramite il gioco".
L'infatuazione si esaurisce nel giro di un paio d'anni, durante i quali la Juventus fa grossi passi indietro sul piano del gioco e dei risultati, vincendo per poco lo Scudetto del 2020 e mancando l'appuntamento l'anno successivo.
Da Sarri si passa a Pirlo, ma le cose vanno anche peggio. Un anno, il 2020/2021, chiuso giocando pochissimo e non segnando nemmeno un goal.
A Vinovo si decide di tornare all'antico, riportando in auge il restauratore Allegri. Ma nemmeno il ritorno dell'antico maestro sortisce gli effetti sperati.
A pagare le conseguenze di questa crisi di identità juventina è anche Bernardeschi, che in campo (quando ci scende) non si ritrova più e rimane persino sprovvisto di Ronaldo, partito per tornare al Manchester United.
Nel 2022 l'addio ai colori bianconeri, con il mancato rinnovo di contratto che spalanca le strade a una nuova possibilità rispondente al nome di Toronto.
In MLS, e in particolare in Canada, Bernardeschi ritroverà Lorenzo Insigne. I due hanno vissuto insieme la splendida avventura dell'Italia a Euro 2020 e ora proveranno a conquistare trofei anche oltreoceano.
Bernardeschi sarà presentato nel Metaverso, diventando così il primo giocatore a debuttare su questo nuovo modo di intendere Internet.
In un modo o nell'altro dunque, l'attaccante ha trovato il modo di segnare un'epoca. Anche se magari non nella maniera che avrebbe desiderato.




