E’ una delle più grandi bandiere della storia del Real Madrid, una leggenda il cui legame con le merengues è sempre stato indissolubile, anche se da calciatore si è anche regalato delle avventure con Schalke 04, Al-Sadd e New York Cosmos.
Quando si parla di Raul vengono per forza di cose in mente le notti di grande calcio europeo, quelle che mettevano di fronte i più grandi campioni del mondo e che valevano traguardi prestigiosi. L’ex fuoriclasse spagnolo, che nel 2001 ha anche sfiorato quel Pallone d’Oro che a detta di molti avrebbe meritato, del Real è il giocatore con più presenze in assoluto (741) ed è il secondo marcatore di sempre alle spalle solo di un certo Cristiano Ronaldo (ben 323 le reti segnate).
Ha appeso gli scarpini al chiodo nel 2015, ponendo fine ad un cammino strepitoso che l’ha portato, tra le altre cose, a salire per ben tre volte sul tetto d’Europa proprio con i blancos e, una volta intrapresa la carriera da allenatore il destino l’ha spinto lì dove era naturale che tornasse: proprio al Real Madrid.
Raul da calciatore ha spesso affrontato squadre italiane e nella sola Champions League per ben otto volte ha visto la sua strada incrociarsi con quella della Juventus. L’ha incontrata per la prima volta nel 1996 e l’ultima nel 2008, con in mezzo la finalissima di Amsterdam del 1998 quando ad imporsi furono gli iberici con una rete di Mijatovic che ancora oggi fa discutere. dodici anni di confronti nei quali ha spesso condiviso il campo con quello che da molti era visto, per classe e storia, come il suo alter ego italiano: Alessandro Del Piero.
Raul si appresta a sfidare di nuovo la Juve, ma in una veste ed in un contesto diverso. Sarà infatti lui, che è il tecnico del Castilla, a guidare il Real Madrid Juvenil A che oggi affronterà la Primavera di Zauli negli ottavi di finale di Youth League. Il compito gli è stato affidato dopo il recente approdo di Dani Poyatos, l’allenatore che ha guidato i blancos nella prima fase del torneo, al Panathinaikos e sarà lui quindi a cercare di fermare i bianconeri che si sono già resi protagonisti di un cammino importante.
Mai infatti nella giovane storia della competizione, la Juventus era riuscita a spingersi fino a questo punto del torneo, mentre il Real in passato per tre volte si è fermato in semifinale.
Per l’occasione, Lamberto Zauli dovrebbe affidarsi ad un 4-3-2-1 nel quale Leo, Dragusin, Gozzi e Ntenda potrebbero formare la linea difensiva davanti a Siano.
Chiavi del centrocampo affidate a Fagioli (uno dei possibili osservati speciali di Pirlo) con Tongya e Ranocchia a completare la mediana mentre in avanti, a supporto dell’unica punta Petrelli, dovrebbero agire Portanova e Sekulov.
Raul, che potrà contare su alcuni elementi che vantano già presenze nel suo Castilla, dovrebbe invece affidarsi ad un 4-3-3 nel quale Santos, Ramon, Chust e Miguel Gutierrez dovrebbero comporre la linea di difesa davanti a Fuidias.
A centrocampo, Marvin ed Arribas dovrebbero agire ai fianchi del regista Sinter Blanco, mentre in avanti Sala sarà il perno centrale di un tridente completato da Latasa e Pablo.
La gara, che si sarebbe dovuta inizialmente disputare lo scorso 11 marzo a Vinovo e che è stata rinviata a causa dell’emergenza Coronavirus, si giocherà (sfida in gara secca) a porte chiuse a Nyon, sede di tutta la fase finale del torneo.
LE PROBABILI FORMAZIONI DI JUVENTUS-REAL MADRID
JUVENTUS (4-3-2-1) Siano; Leo, Dragusin, Gozzi, Ntenda; Tongya, Fagioli, Ranocchia; Portanova, Sekulov; Petrelli. All. Zauli
REAL MADRID (4-3-3) Fuidias; Santos, Ramon, Chust, Miguel Gutierrez; Marvin, Sintes Blanco, Arribas; Latasa, Sala, Pablo. All. Raul
