Uno, Antonio Conte, la Juventus l'ha rilanciata dopo gli anni difficili post Calciopoli. L'altro, Massimiliano Allegri, ha saputo sviluppare un progetto tecnico vincente portandolo a livelli top anche in Champions League. Caratteri opposti, idee calcistiche differenti, ambedue accomunati dalla voglia di vincere.
L'allenatore salentino, protagonista nel mondo bianconero tra rettangolo di gioco e panchina, nel capoluogo piemontese ha avuto la possibilità di chiudere un cerchio caratterizzato da una lunga e proficua gavetta; nello specifico, intuizione geniale di Andrea Agnelli. Poche parole, tanti fatti.
A partire dalla splendida cavalcata dello Scudetto 2011-2012, soffiato proprio al Milan di Allegri, squadra cinica e predisposta ad andare oltre le proprie possibilità. E, in questo, il tecnico pugliese, valutando anche quanto proposto tra nazionale e Chelsea, è il numero uno assoluto; cultura del lavoro esemplare, impreziosita da una mentalità che – definirla vincente – sarebbe fortemente riduttivo.
Getty ImagesTriennio strepitoso quello offerto da Conte a Vinovo, campionati 2012-13 e 2013-14 all'insegna del dominio assoluto, storia pura con il record di 102 punti. Impossibile fare meglio in Serie A, qualche remora legata alla Champions League. Uscita a testa alta contro il Bayern Monaco, squadra inavvicinabile per gli allora standard bianconeri; fallito passaggio alla fase ad eliminazione diretta, complice l'oscena gara sul campo impraticabile del Galatasaray, delusione in Europa League.
Il calcio, alle volte, propone storie straordinarie. E Allegri al timone bianconero, a proposito di storie straordinarie, vanta la cima della hit parade. Chiamato rapidamente per ereditare l'operato di Conte, il Max – tra lo scetticismo generale – è andato a toccare vette inimmaginabili, conquistando silenziosamente la fiducia dell'ambiente. Iniziale fase di gestione per non apportare cambiamenti drammatici, picco notevole di crescita sfociata nella cavalcata di Berlino.
Attenzione chirurgica verso tutte le competizioni, con la Coppa Italia nei pensieri della Vecchia Signora dopo anni di snobismo, feeling diretto targato Champions League. Buffon e compagni, con l'avvento del mister livornese in terra sabauda, hanno fatto registrare nell'Europa che conta un'evoluzione netta.
Tre Scudetti a ciascuno, Juventus in delirio con un posto nella leggenda. La storia bianconera è questa: allenatori resi grandi dal binomio blasone-tradizione del club. Conte, supportato dalla volontà di imporsi tra i top coach internazionali, ha riportato la Vecchia Signora ai massimi livelli nostrani. Allegri, per cancellare i mesi conclusivi rossoneri, s'è messo a disposizione di un gruppo vincente, giunto però alla consacrazione europea proprio grazie al livornese. Insomma, entrambi nel posto giusto al momento giusto.



