La Juventus esce con l'amaro in bocca dal Derby d'Italia pareggiato in casa contro la capolista Inter, ma anche con una certezza: i bianconeri hanno bisogno di ritrovare la Joya.
Senza Dybala, infatti, la Juventus fatica a rendersi pericolosa per vie centrali ed è spesso costretta a ricorrere al cross, proprio come accaduto contro l'Inter a volte anche con buoni risultati.
Nonostante questo però l'esclusione per scelta tecnica di Dybala, la terza da ottobre a oggi in campionato dopo quelle contro Lazio e Sampdoria, non può essere troppo discussa.
Anche quando è entrato in campo nell'ultimo quarto d'ora di gara infatti Dybala è sembrato ancora una volta un lontano parente del giocatore capace di trascinare la Juventus e segnare qualcosa come 10 goal nelle prime 6 giornate di campionato.
Allegri d'altronde riguardo all'esclusione dall'11 titolare di Dybala è stato chiaro: "Nel calcio, oltre alla qualità tecniche fondamentali, si deve star bene fisicamente. Correre non è indispensabile ma aiuta.
L'ho inserito dopo perché tra le linee poteva creare grattacapi all'Inter. Ma quando è entrato abbiamo anche perso gli equilibri".
Ecco perchè ad oggi Dybala non è più un intoccabile nella Juventus dove, con il recente cambio di modulo, dietro Higuain possono ruotare Cuadrado, Douglas Costa, Mandzukic, Bernardeschi e appunto Dybala.
La Joya dal canto suo, dopo l'ottimo avvio di stagione, negli ultimi due mesi ha segnato solo due goal: uno su punizione contro la SPAL e uno, ininfluente ai fini del risultato e da subentrato, in casa della Sampdoria.
Resta però un fatto che recuperare il miglior Dybala sia indispensabile per la Juventus. Basti pensare in tal senso come i bianconeri abbiano vinto solo una delle quattro partite in cui l'argentino è partito dalla panchina, quella contro il Chievo, a fronte di due sconfitte (Lazio e Sampdoria) e un pareggio (Inter). Solo un caso?




