L'Italia riparte. O almeno ci prova per l'ennesima volta. Nel giro di cinque anni gli azzurri si ritrovano a dover azzerare nuovamente tutto per cercare di tornare ai livelli che le competono.
Sembrava esserci riuscito Roberto Mancini, che con il trionfo a Euro 2020 aveva ridato vigore a una nazionale ancora ferita dalla mancata qualificazione al Mondiale di Russia 2018.
Poi il black out e una serie di partite sfortunate, culminate con la sconfitta per mano della Macedonia e una nuova estromissione dalla Coppa del Mondo, stavolta quella del 2022.
Ora il ct, rimasto al suo posto malgrado qualche tentennamento, deve rimboccarsi le maniche e rifare tutto da capo.
Salutata la vecchia guardia, con la Finalissima contro l'Argentina usata come partita di commiato, Mancini ha aperto la strada a nuove soluzioni.
Tra queste, spicca sicuramente GianlucaScamacca. L'attaccante del Sassuolo è sceso in campo per la prima volta da titolare con la maglia azzurra nel pari contro la Germania in Nations League.
E il centravanti ha dato subito dimostrazione di sapersi integrare nel piano tattico studiato dal commissario tecnico.
Contro i tedeschi Scamacca ha lottato e difeso bene il pallone, ma ha saputo anche proporsi con pericolosità in fase offensiva. La ciliegina sulla torta sarebbe stato il goal, ma a negargli la gioia del primo timbro con l'Italia è stato il palo.
Una prestazione che fa ben sperare per il futuro, considerando soprattutto i grandi problemi avuti in attacco dall'Italia e il paradosso di non riuscire a far segnare - non solo per lo stile di gioco scelto - un centravanti quattro volte capocannoniere della Serie A come CiroImmobile.
Scamacca è il futuro, che si spera possa diventare al più presto presente. Ne ha bisogno Mancini, ne ha bisogno la nazionale.
Il pari con la Germania in questo senso è incoraggiante, ma bisogna vedere se è stato un fuoco di paglia o l'inizio di qualcosa. L'Italia s'è desta?
