Probabilmente uno come Andrea Pirlo avrebbe fatto lievitare le chances della Nazionale italiana di passare il turno contro la Spagna. Ma il giocatore dei New York City non ci sarà. Nonostante ciò, però, sente spesso lo zoccolo duro dello spogliatoio azzurro e si è fatto un'idea ben precisa della squadra di Antonio Conte.
In una lunga intervista alla 'Gazzetta dello Sport', Pirlo presenta così la sfida: "Siamo abituati a sfide del genere. Tabellone sfortunato? Quattro anni fa Inghilterra, Germania e Spagna, una dietro l’altra. Magari è buon segno."
"Vendetta? La Spagna avrebbe dovuto vincere il suo girone, poteva essere una bella finale. E anche una bella rivincita per noi, ma una rivincita vale anche negli ottavi. Secondo me loro sono preoccupati, giocare contro l’Italia non è mai facile, e contro questa Italia neanche".
Pirlo ha poi continuato, analizzando la squadra spagnola: "Il 3-5-2 ti aiuta a coprire bene il campo e a mettere molta pressione sul portatore di palla: non lo diciamo solo io e Xavi che per loro è un sistema fastidioso, lo dicono la prima partita dell’Europeo 2012 in Polonia, l’Olanda ed il Cile nell'ultimo Mondiale. Lo dice la storia".
Poi, spazio al momento personale e alla 'scelta' di non andare in Nazionale: "Io credo che ognuno di noi abbia un dovere, ad un certo punto: rendersi conto di quanti anni ha e di che cosa può dare. Dunque se fai una scelta come quella di giocare in America, pensi prima a che cosa vai incontro: se la mia priorità fosse stata l’Europeo, sarei stato un altro anno alla Juve. Nel momento in cui ho deciso di andare a New York, automaticamente le cose fra me e il c.t. sono state chiare: “Se ha bisogno di me ci sono, se chiama qualcun altro la capisco”. Non vedendomi spesso come gli altri, Conte non poteva conoscere le mie condizioni come quelle degli altri. E ha chiamato degli altri".
Infine, un presentimento di buon auspicio: "Sento spesso Buffon, De Rossi, gli altri. Ci sentiamo in questi giorni: da tanti piccoli segnali ho una sensazione di grande unità. E che stia nascendo qualcosa di importante".




