Quattro gare consecutive da subentrato, durante le qualificazioni ai Mondiali, in amichevole, nelle prime sfide di Euro 2020. Poi, Federico Chiesa, non ha più perso il posto. La risposta? Attenta, qualitativa e tecnica. Titolare contro il Galles, contro il Belgio, la Spagna, nella festa di Wembley contro l'Inghilterra. E così, in continuità, anche contro la Bulgaria.
Mancini ci ha visto giusto, al momento giusto. Quando ha proposto Chiesa titolare, lui ha sempre risposto presente. Anche nell'eccezione Austria, in cui per un match, quello degli ottavi di Euro 2020, era tornato al passato, da subentrato nel finale. Poi, fine dei dubbi.
Nella prima gara post Europei, infatti, Chiesa è stato inserito come titolare nel collaudato tridente che vede Immobile prima punta, l'esterno della Juventus da una parte e il numero dieci, Lorenzo Insigne, dall'altra parte. Risultato: contro la Bulgaria, momentaneo 1-0 firmato dall'ex Fiorentina prima del pari di Antanas Iliev.
Chiesa era atteso al varco dai suoi ex tifosi del Franchi, ma il responso è stato più che mai positivo: zero fischi, o quasi, nonostante la rivalità tra Fiorentina e Juventus e del passaggio sul campo dello Stadium nel 2020, match sbloccato e baci alla tribuna, con papà Enrico presente. Una gioia che però non è bastata per portare a casa il bottino pieno, come evidenziato nel post-gara ai microfoni di 'Rai Sport'.
"Stasera ho segnato, è vero, ma io voglio vincere e non lo abbiamo fatto. Mancini dice che la prima gara è sempre la più complicata? Il mister ha ragione".
Per Chiesa si tratta del terzo goal nelle ultime cinque gare, dopo quelli decisivi nella fase ad eliminazione diretta degli Europei contro Austria prima e Spagna poi. Oramai titolare indiscusso, con Berardi seconda scelta per Mancini, ha acquistato fiducia riuscendo a concludere, accentrandosi, trovando il goal, gli assist, le folate offensive.
Basti pensare che l'unica altra rete con l'Italia era arrivata nel 9-1 contro l'Armenia-pre-covid: da lì undici partite senza reti, ma la maggior parte subentrando dalla panchina, aspettando il suo momento per mostare le qualità non solo come uomo-assist.
La prestazione contro la Bulgaria fa da contro-altare all'avvio con la Juventus, nella quale tutta la rosa è però apparsa in difficoltà, sballottata dall'avvio di Ronaldo e da una campagna acquisti non certo esaltante. In più per Chiesa c'è da confrontarsi con un nuovo tecnico come Allegri.
Una situazione ben diversa rispetto alla Nazionale azzurra, dove lavora con Mancini da anni: un padre calcistico che lo ha fatto crescere con calma, da seconda scelta, prima di esplodere come prima.
