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Chiesa Italy celebrating Austria EuroGetty

Italia-Austria, Chiesa cambia gli azzurri: l'arma in più

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Per vincere un grande torneo, sia esso la Champions, il Mondiale o in questo caso gli Europei, undici titolari non bastano. Serve un ricambio continuo, una panchina in grado di dare una mano a chi fatica dal 1'. Un modo per cambiare lo scacchiere e le convinzioni degli avversari. In questo senso, Federico Chiesa è il grimaldello dell'Italia per scardinare qualsiasi difesa.

Per Roberto Mancini l'esterno della Juventus è una riserva, ma una di quelle 'alla Muriel', per fare un parallelismo con la Serie A. Ogni volta che entra, per le altre squadre sono dolori. Fresco, veloce, tecnico e imprevedibile, cerca di cambiare sempre il destino dell'Italia, una volta bloccata e in difficoltà.

Anche contro l'Austria, in una gara bloccata spintasi fino ai supplementari, Chiesa è subentrato per rivoluzionare il destino dell'Italia, che sembrava poter cadere a sorpresa sotto i colpi dell'ostica squadra di Foda, alla fine sconfitta 2-1 grazie alla rete del 23enne e di Pessina, prima del goal firmato Kalajdžić che ha riaperto la gara.

Al termine di Italia-Austria, Chiesa si è detto ovviamente entusiasta:

"In questa squadra ci sono 26 titolari, chi è entrato ha dimostrato di essere pronto e di voler dare una mano alla squadra. Il goal? Sono stato bravo a restare calmo, in queste situazioni vuoi sfondare la porta, invece alla fine è arrivato. È stato un grande ottavo di finale, ma alla fine abbiamo meritato di passare”.

Chiesa è il dodicesimo uomo dell'Italia di Mancini, in questi Europei tre volte subentrante e una volta titolare, nel match contro il Galles vinto di misura. Ogni volta che entra in campo l'ex Fiorentina mette a ferro e fuoco le difese avversarie, tra assist, corsa e tentativi di goal, in questo caso arrivato nel primo tempo supplementare, al 95'.

A livello statistico in realtà Chiesa è solamente al suo secondo goal in Nazionale in ben 29 presenze: l'altra realizzazione risale al famoso 9-1 contro l'Armenia del novembre 2019, prima del caos covid e dello slittamento degli Europei a giugno 2021. Crea tanto, ma sbaglia anche più del dovuto, ragion per cui per Mancini lo vede come passepartout per la fase finale della gara. Meglio la qualità della quantità.

Nonostante a livello realizzativo Chiesa non abbia un feeling importante con la maglia azzurra, anche visto e considerato come giochi spesso pochi minuti a gara, il suo ingresso ha sempre il pregio di dare più possibilità all'Italia, come dimostrato nel math contro l'Austria.

Il goal contro l'Austria potrebbe comunque aver modificato il corso degli eventi di Chiesa, e non solo dell'Italia. Berardi ha infatti deluso in maniera netta e Mancini potrebbe dare una possibilità al classe 1997 per la prossima sfida, quella che vedrà gli azzurri sfidare una tra Belgio e Portogallo.

Possibilità certo, ma non pressante, considerando come, ripetiamo allo sfinimento, si sia rivelato ancora una volta arma in più come subentrante alla minima difficoltà; il vero segreto (alla luce del sole). Un modo per vincere la gara già sperimentato e collaudato, ma non per forza fissato nel terreno e impossibile da modificare: anche partendo da titolare, la voglia di Chiesa di portare in alto l'Italia sarebbe comunque al top.

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